Rendi l'attesa fertile - elena formica

Come imparare a gestire l’attesa e renderla fertile

Non giudicate il momento presente dalla superficie, perché tutto si muove anche quando sembra immobile.

 

È possibile che, soprattutto nei prossimi giorni, tutto vi sembri immobile.

 

Da qui al 3 aprile i giorni sono tanti e per quanto ci possiamo intrattenere con tutti gli spunti che Internet e Facebook ma soprattutto LA NOSTRA PERSONALISSIMA FANTASIA ci offre, può succedere che sentiate fastidio verso tutta questa immobilità.

 

Fuori non passa nessuno, non si muove niente, è tutto fermo e la frustrazione, la noia, la tristezza possono prendere il sopravvento.


Ecco, provate a fare questo piccolo esercizio:

1. Provate a restare perfettamente immobili per 1 minuto.

2. Osservatevi e provate soffermarvi (anche se il tempo è poco) su quante cose si muovono dentro di voi in questo stato.

3. Che cosa notate? Niente di particolare?

 

Ve ne dico alcune, immaginate di fare un viaggio in stile “esplorando il corpo umano”:

 

– Da 120 a 180 milioni di globuli rossi vengono prodotti e, contemporaneamente, un numero equivalente viene distrutto: ciascuna di queste cellule avrà vita media di 120 giorni;

 

– Il nostro cuore pompa dai 5 ai 6 litri di sangue;

 

– Sbattiamo le palpebre 12 volte;

 

– Facciamo 12-16 atti respiratori (in media);

 

– Le informazioni viaggiano nel cervello alla sorprendente velocità di 430 chilometri orari e ci mettiamo circa un secondo per formulare un pensiero;

 

– Le cellule del nostro corpo sono impegnate a scambiare energia e nutrienti con l’ambiente in cui sono immerse (l’organismo).

 

E non parliamo di quello che succede a livello emotivo… In un minuto siamo in grado di sentire “a pelle” se un incontro è stato positivo, se quella persona che abbiamo davanti ci fa un buon effetto oppure no, se il clima che si respira in una stanza è piacevole o spiacevole.

 

In questa settimana ho proposto questo tipo di esperienza a una persona entrata da poco nel Percorso di 10 settimane ed è rimasta basita da quanto le stava accadendo.

 

Subito il senso di blocco che sentiva si è sciolto e abbiamo iniziato a lavorare su quello che le stava davvero a cuore: prendere per mano la se stessa bambina e darsi un abbraccio che non aveva ricevuto in un momento particolare della sua infanzia.

 

Tutte le volte che ti senti immobile, statico come una statua oppure ferma, intrappolata, in impasse, renditi consapevole del fatto che SEI GIÀ IN MOVIMENTO.

 

Si tratta di assecondare il tuo movimento interiore per portarti dove vuoi.

 

Mi pare una buona metafora per farti capire cosa possiamo fare insieme: assecondare il tuo movimento affinché tu ti senta libero o libera di portarti dove vuoi, verso ciò che desideri per te.

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA