dalla paura alla consapevolezza - elena formica

Mettere in dubbio per ripartire… Dalla paura alla consapevolezza

Sto facendo alcune esperienze personali che mi stanno facendo capire che mettersi e mettere in dubbio è un’arte, non un’abitudine.

Non so se sei d’accordo con me.

Forse starai pensando: “ma come Elena, già io sono piena di dubbi, perplessità e insicurezze..ti ci metti pure tu?”

Ebbene si, mi ci metto pure io ma non ho intenzione di lasciarti sola in questo viaggio. 

Vieni con me.

 

Dubitare si apprende con fatica, metodo e rispetto, ed è un esercizio che si rinnova ogni giorno.

 

Non dubitare ci permette forse di sentirci più al sicuro, ma al tempo stesso si rischia di finire con il credere ciecamente a qualunque verità “alternativa”, a prendere per buono tutto ciò che ci viene detto, a “introiettare” (termine tecnico, cioè a ingoiare per intero tutto ciò che viene venduto dall’esterno come verità assoluta, ufficiale)… e allontanarsi dalla consapevolezza.

 

Il che – se ci pensi – è poco rassicurante in realtà, e altrettanto pericoloso.

Se non alleni il dubbio, rischi di crederci, quando ti dicono che cosi non vai bene.

 

Se non alleni il dubbio, rischi di caderci, nella trappola del “lo faccio/te lo dico per il tuo bene”.

 

Non tutto quello che è ufficiale è vero o completo. Non tutto quello che è alternativo è falso o parziale.

 

Tocca fare attenzione…ovvero usarla, l’attenzione.

 

Usare attenzione quando stai per diffondere notizie che non producono riflessioni o momenti di incertezza.

 

Usare attenzione quando ti senti geniale e più sveglio/a degli altri ,quando in realtà sei esattamente come loro, esseri umani che possono sbagliare o cadere.

 

L’azione del mettere in dubbio corrisponde al masticare, non ingoiare per intero, ovvero chiederti se quello che vivi ti va davvero bene cosi, non darlo per scontato, non darti per scontata/o.

 

Spezzettare, dividere in piccoli pezzi, andare al nucleo profondo delle cose. Di te.

 

Preferisco diffidare dell’ennesimo video sensazionale, e occuparmi di individuare un percorso, personale, di dubbio applicato con un senso, per crescere.

 

Crescere, che non vuol dire elevarsi o salire su piedistallo, ma oscillare tra il sedersi e riflettere e l’ alzarsi e andare nel mondo, a verificare le proprie teorie, a masticare e scoprire come è per me.

 

Com’è la vita che voglio, cosa mi piace e cosa non mi piace.

 

Elaborare. Dubitare. Destrutturare.

 

Per Ricostruire, Ripartire..Da TE, da Te soltanto.

 

Questo è il mio mantra di oggi, che voglio condividere con te.

 

E lasciarti con una domanda, con uno spunto di riflessione, che forse (spero) ti sembrerà paradossale – abbastanza da aprirti gli occhi, il cuore e la mente:

 

Su quante cose non hai ancora dubitato ancora oggi?

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

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