ama la tua trama e non il tuo tramare - elena formica

Ama la tua trama, non il tuo tramare

FAI PIÙ ATTENZIONE ALLA TUA TRAMA O SEI BLOCCATO NEL TUO TRAMARE?

 

La domanda non è delle più semplici, mi rendo conto..puoi partire da qui:

 

La trama è la struttura data dai fili che si intrecciano gli uni con gli altri e che danno consistenza e spessore al tessuto. In un racconto, è l’insieme degli eventi più importanti, più salienti, quelli che danno sostanza a tutta la narrazione.

 

A livello più astratto, quando l’intreccio viene ordito con lo specifico fine di creare una trappola a danno di qualcun altro, si dice tramare.

 

Una delle metafore più ricorrenti che ascolto da chi mi contatta per iniziare il Percorso suona più o meno così:

 

“È come se il filo dei miei pensieri, invece che svilupparsi in modo armonico, si aggrovigliasse, si annodasse e si intrecciasse talmente tanto che mi manca il respiro, come se qualcuno mi spingesse forte sul petto e mi ritrovo bloccato in una trappola da cui non riesco a uscire”.

 

Di solito questo accade in un preciso momento della giornata, quando sei davanti al piano che ti sei scritta per portare a termine i tuoi impegni, oppure quando sei a letto e stai per addormentarti.

 

È lì che l’ansia dà un bel calcio a “l’artigiano della qualità” che è in te (quello che è capace di tessere la trama, di portare avanti la tua storia senza restare bloccato) e inizia a tramare dietro le quinte. Contro di te.

 

I comportamenti più frequenti in questa situazione sono:

 

– procrastinare, a dire “lo faccio dopo” e non finire mai

 

– controllare 100 volte il telefono alla ricerca di un indizio che stringa ancora di più il nodo che senti dentro

 

– ripercorrere passo passo tutto ciò che hai fatto e detto, intervallando il tutto con giudizi e critiche

 

– pensare a cosa avrebbe fatto e detto la persona con cui ti paragoni costantemente.

 

Come interrompere questa macchinazione in atto?

 

Ecco qualche domanda che può accompagnarti in una piccola esperienza concreta:

 

– Riporta l’attenzione sulla trama del racconto e ritorna al momento presente: mettiti in ascolto dell’ambiente intorno a te [quali rumori senti? Che cosa vedi intorno a te?]

 

– Passa lo sguardo al protagonista della storia: sei tu, non l’ansia. Focalizzati sulle tue emozioni [Che cosa stai provando, cosa senti proprio adesso? Verso cosa? Verso chi?]

 

– Individua il nodo della trama, guardalo come se non l’avessi mai visto [ti sembra sempre uguale? come è fatto? Quali sono i fili che si sono intrecciati? Da dove arrivano?]

 

– Immagina di sciogliere il nodo….come hai fatto? [quali azioni da parte tua hanno reso possibile lo sviluppo della storia? Come va avanti? Hai messo su un colpo di scena? Quale?]

 

E….poi?

 

Il passaggio successivo è quello di trovare un modo cucito addosso a te per uscire fuori dalla metafora, ma per aiutarti a trovarlo ho bisogno di conoscere meglio la tua situazione specifica.

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