uscire dalla trappola del fare - scatenati - elena formica

Liberati dalle catene

Ti sembra di non riuscire a lasciare il segno nella tua vita e ti sei accorta che passi la maggior parte del tuo tempo in attività che né ti coinvolgono né ti danno energia?

 

Ti senti bloccata e sconfitta, tanto da pensare che non c’è altro da fare che continuare così?

 

Vivi come in una sorta di centrifuga fatta di impegni opprimenti oppure ti senti sempre in preda ad un’indecisione cronica, sull’orlo di uno scoraggiamento totale?

Se hai risposto si a queste domande, quello che ti propongo oggi è di S-CATENARTI!

Toglierti le catene che ti circondano e ti stanno tenendo ferma in questa determinata posizione di blocco, impedendoti il movimento verso quello che vuoi.

 

Ho imparato a riconoscere questa situazione come un blocco legato ad una tendenza all’ANCORAGGIO.

 

A che cosa? alla prima idea che hai avuto, e che ti trattiene in quella posizione, pensiero, modalità di comportamento ritenendola perfetta, eccezionale, risolutiva, definitiva. Non la lasci andare anche quando palesemente non sta funzionando e smetti di cercare alternative, cosi lo stallo perdura.

 

Per la mia esperienza, questa tendenza ha a che fare più con una paura, che con un reale fallimento: quella che – a prescindere da cosa proverai a fare – tutto è destinato al fallimento e sarai perennemente bloccata cosi.

 

Se hai una tendenza all’ancoraggio preferisci “non lasciare la via vecchia per la nuova” e continuare con il tuo approccio fallimentare e conosciuto al problema, piuttosto che rischiarne uno che potrebbe rivelarsi peggiore (ma anche migliore!), pur di non alterare lo status quo.

 

È un comportamento umano, anche se paradossale. Il cambiamento è sempre incerto e non ci sono garanzie di successo. D’altro canto, è inevitabile.

 

La buona notizia è che solo abbracciando il tuo blocco, puoi S-CATENARTI, allenando la tua creatività e la tua immaginazione.

 

Immaginare significa riuscire a “procurarsi un sacco di idee” – anche apparentemente folli ma che ti portano a:

 

– avere più intuizioni;

– allargare lo sguardo sulla tua situazione e cambiare punto di vista;

– trovare nuove strade da percorrere.

 

Per farlo devi prima mettere in standby quel simpaticone del tuo giudice interno che si appoggia alle funzioni della tua corteccia pre-frontale e lavora sodo per:

 

– essere critico, scovare i problemi, saltare alle conclusioni

– salvarti dagli errori e evitarti di apparire stupida

– tenerti lì, ferma esattamente dove sei e non ti piace (come un’ancora appunto).

 

Con lo scopo di liberarti del problema nel più breve tempo possibile, il giudice interno tende a circondare le prime idee che ti vengono con un sacco di elementi chimici che ti fanno innamorare di loro, anche se non sono molto creative e tendono all’ovvio.

 

Risultato?

 

Potresti avere anche qualche buona idea, ma la maggior parte delle ottime idee che hai andrà persa, resterà imprigionata in cantina, nascosta dietro il muro del giudizio.

 

Un vero peccato, no?

 

Per liberarti dalle catene del giudice interno, andare oltre e allenare l’immaginazione ti serve imparare a riformulare il tuo problema di ancoraggio.

 

Esiste una molteplicità di soluzioni se vai oltre la tua tendenza ad ancorarti, così come esiste una molteplicità di progetti per la tua vita che vanno oltre l’unica che riesci a immaginare ora che sei in ostaggio del tuo giudice interno.

 

Per accedervi, devi prima immaginarne quante più possibile e poi setacciare – in questo caso la quantità possiede anche una qualità intrinseca, se ben incanalata.

 

Se espandi il tuo pensiero e alleni la tua capacità di andare oltre, migliorano le possibilità di innovare la tua vita con un cambiamento sostenibile.

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SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA