Cosa stai insegnando agli altri su di te e su come vuoi essere trattata - Elena Formica

Cosa stai insegnando agli altri su di te e su come vuoi essere trattata

Due anni fa, dopo una sessione di specializzazione particolarmente intensa, ho avuto un insight potente che avrebbe cambiato radicalmente la mia vita.

 

Se sei una persona sempre in equilibrio che sente di essere sempre capita e rispettata in ogni momento della tua vita, passa avanti, questo post non fa per te.

 

Se invece hai aspettato questi giorni di festa per poter riprendere fiato dalla folle frenesia che è la tua vita voglio condividere con te quello che ho imparato.

 

Penso che possa aiutarti esattamente come come aiuta ognuna delle persone che ha iniziato il mio percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te.

 

SEI TU CHE INSEGNI AGLI ALTRI COME TRATTARTI.

 

Le persone imparano dal tuo comportamento come agire con te anche quando non dici nulla.

 

Siamo “condannati” come esseri umani ad essere costantemente in comunicazione perché – secondo il primo assioma della comunicazione di P. Watzlawick – “non si può non comunicare”.

 

Questo significa che gli altri imparano come interagire con te, come trattarti in base alla SEMPLICE OSSERVAZIONE di come tu tratti te stessa.

 

Questo ha delle potenti conseguenze nelle relazioni che costruisci ogni giorno, a lavoro, in famiglia, nella tua coppia.

 

Conseguenze che poi ti portano in una spirale da cui è sempre più difficile uscire, in cui ti sembra che gli altri si aspettino da te cose mega-galattiche facendoti sentire impotente, frustrata e costretta a fare sempre di più e sempre meglio.

 

Per lungo tempo ho perseverato con costanza e tenacia a ignorare qualsiasi mia necessità (di riposo, di riflessione, di cura, di accudimento) e mettere davanti gli altri: mi dicevo che era necessario per riuscire a fare “bene” il mio lavoro.

 

Dicevo “bene” ma in realtà intendevo “ottimo, perfetto, stupefacente, oltre ogni aspettativa”… perché questo pensavo fosse la reale richiesta del mio ambiente.

 

Del resto, ogni giorno le cose da fare aumentavano e il solo fatto che venissero affidate a me lo sentivo come un carico di responsabilità da cui non potevo sottrarmi, anzi.

 

Mi sentivo quasi onorata. Hai presente la sensazione?

 

Per cui mi rimboccavo le maniche e facevo, facevo, facevo.

 

Il bello è che funzionava, funzionava benissimo.

 

Per gli altri.

 

Avevano tutti capito perfettamente che bastava chiedere, e gli sarebbe stato dato.

 

È vero, qualche volta mi ringraziavano anche.

 

Ed era una vera festa: ogni minimo riconoscimento era per me come una piccola dose di cioccolato alle nocciole, una sorta di ricompensa altamente motivante.

 

E bastava a riattivare il loop: fare fare fare – poi un piccolo grazie – e si ripartiva.

 

Il mio esserci sempre e comunque insegnava a chi mi stava intorno che poteva continuare così.

 

Non dicevo no, e implicitamente gli davo il mio ok.

 

“Si continua pure, con me lo puoi fare, io ci sarò sempre!”

 

In sostanza:

 

Ero io la prima a chiedermi l’impossibile, perché non avrebbe dovuto farlo il mio capo?

 

Ero io la prima che non prevedevo un momento di riposo, perché avrebbe dovuto pensarci il mio collega a rimandare al lunedì la sua richiesta?

 

È andata avanti fino a che non ho avuto un totale blackout.

 

MA SOLO QUANDO TI DAI IL PERMESSO DI ATTRAVERSARE IL BUIO PUOI METTERE IN EVIDENZA LA TUA LUCE.

 

Mi sono fatta due domande.

 

PROVA A FARLO ANCHE TU.

 

PER CHI LO STAI FACENDO?

PER OTTENERE CHE COSA?

NE VALE LA PENA?

 

Ho visto che non mi stavo davvero occupando di me, mi stavo lasciando vivere per una piccola dose di “cioccolato esistenziale” di tanto in tanto.

 

E SE TI ABITUI A FARTI “PAGARE” DUE NOCCIOLINE (IN SENSO STRETTO E LATO) DIVENTI UNA SCIMMIETTA AMMAESTRATA.

 

Grazie queste domande mi sono svegliata, ho capito che volevo di più e che continuare a vivere così non valeva la pena.

 

Non volevo fare la semplice comparsa della mia vita.

Volevo essere presente e libera.

 

Volevo essere presente nella relazione con il mio fidanzato, con la mia famiglia.

 

Volevo essere capace e libera di insegnare un giorno a mio figlio che ci si può rispettare e amare e contemporaneamente fare il lavoro dei propri sogni.

 

Volevo esserci per me.

 

Ed è questo il mio regalo per te oggi.

Dirti qualcosa di me per ispirarti a fare lo stesso.

 

Puoi farlo, perché so per esperienza che:

 

“TU SEI IL MOTORE DI TUTTO. INIZIA TUTTO DA TE”.

 

Se non ti rispetti, difficilmente gli altri ti rispetteranno;

Se non ti ami, difficilmente gli altri ti ameranno;

Se non ti dai valore, difficilmente gli altri lo vedranno in te;

Se non ti ascolti, difficilmente gli altri ti ascolteranno;

Se non chiarisci i tuoi confini, difficilmente gli altri li preserveranno.

 

Ogni volta che ti ignori, ti dimentichi di te e non ti dai valore stai educando gli altri che va bene comportarsi cosi con te.

 

Se sei arrivata fino a qui a leggere, hai abbastanza tenacia e determinazione da poter spezzare la catena.

 

Lavora su di te, investi sul tesoro prezioso che sei.

 

E quando avrai imparato a darti tu per prima il valore che meriti, gli altri seguiranno di conseguenza.

 

Non sei sola, faccio il tifo per te.

 

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA