L’esperienza di Giaele 1 anno dopo

COME GIAELE - un ANNO DOPO IL PERCORSO - STA CONTINUANDO A REALIZZARSI CONQUISTANDO OGNI GIORNO LA VITA CHE DESIDERA

Qualche giorno fa Giaele mi ha inviato un messaggio splendido di aggiornamento post-percorso.

Il rapporto che si instaura con le persone che seguo è #autentico e di reale #sostegno e vicinanza umana.

Per questo non è raro che di tanto in tanto, mentre vanno nel mondo sentendosi #liberedaipesisulcuore e di nuovo #padronedellapropriavita, le persone che ho seguito mi inviino qualche parola su come sta andando la loro vita.

E io sono super fiera e felice di tutto quello Giaele che

➡️ non solo ha raggiunto subito dopo il percorso,

➡️ ma sta continuando a raggiungere a un anno di distanza grazie ai suoi sforzi, alla sua determinazione, al coraggio e all'amore che ha scoperto di avere per sè stessa.

Insieme abbiamo trasformato quello che sembrava #impossibile, in #possibile e #realizzato.
😍💃💪

[Continua a spaccare tutto e a manifestare il grande essere umano e la grande professionista che sei, meravigliosa donna!]
😍💃💪

L'intervista con Giaele in cui racconta la sua esperienza nel percorso la trovi a questo link o sul mio canale Youtube

Qui sotto invece trovi il suo messaggio

E se vuoi trasformare anche tu i tuoi blocchi in una rampa di lancio verso la tua realizzazione e vuoi il mio aiuto, sappi che

puoi richiedere la tua chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti per accedere al mio Percorso 🤩

Nella call valuteremo se possiamo lavorare insieme e ti darò tutte le informazioni utili affinchè tu possa prendere una decisione in autonomia! Clicca qui sotto!

good enough

Il perfezionismo è un’illusione

l'atteggiamento invisibile che fa da scudo ai tuoi risultati e ti impedisce di spiccare il volo

(attenzione: articolo lungo e senza mezzi termini, ma con un pezzo di cuore dentro 💝)

Nel mio Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe aiuto ogni giorno persone che non si accontentano, che lottano strenuamente per migliorarsi e per crescere.

Quello che mi descrivono sono situazioni di vita quotidiana che le porta ad essere esauste, in cui:

🌵Finiscono ogni giornata con l’acqua alla gola,
🌵Pregano di non ammalarsi, perché non saprebbero come uscire indenni dagli incastri della loro agenda,

🌵Non riescono a godersi una cena in santa pace con il proprio compagno/a perché sono costantemente bombardate di notifiche sul telefono,
🌵Pensano che non ci sia una via d’uscita, non sanno più che fare e non si spiegano come mai non riescono a raggiungere i risultati che desiderano.

Danno tutto, letteralmente tutto (energia, tempo, spazio) a cercare di far quadrare il cerchio e a volte si definiscono delle PERFEZIONISTE.

Lavorando con queste persone, mi sono accorta che c’è una specie di orgoglio nascosto quando pronunciamo quella parola.

Io per prima mi sono riconosciuta in questo termine con una punta di soddisfazione per tanti anni.

Ricordo perfettamente quanto fosse rassicurante dirmi che stavo solo sforzandomi di fare del mio meglio, che ci tenevo a crescere e a migliorarmi.

Eppure, non trovavo pace..

😣La casa non era mai abbastanza pulita.

😣Lo stipendio non era mai abbastanza alto.

😣I risultati non erano mai all’altezza.

😣Il divertimento non era mai un’opzione percorribile, se prima non mi sentivo a posto con quello che avevo da fare.

La mia “commissione interna” alzava le palette alla fine di ogni giornata come alla fine di una gara e sui quei maledetti cartelli c’era sempre, al massimo, un 7.5.

Mai un 10.

Era estenuante.

Tutti i giorni cosi, un giorno dopo l’altro.

A ripetizione.
Solo quando mi sono concessa di vedere l’invisibile mi sono accorta di come stavo scambiando lucciole per lanterne.

Se anche tu sei arrivata al limite e ti riconosci in questo esempio, voglio dirti una cosa che ha cambiato il mio punto di vista e da cui ho imparato molto. . Il perfezionismo:

❌non è la stessa cosa che sforzarsi di fare il nostro meglio.

❌non significa migliorare.

❌non ha a che vedere con ottenere dei sani risultati e crescere.

Il perfezionismo è la convinzione subdola e invisibile che:

- se viviamo in modo perfetto..
- se abbiamo un aspetto perfetto..
- se ci comportiamo in modo perfetto...
Solo allora potremo minimizzare il dolore provocato dal senso di colpa e dalla paura del giudizio.

MA QUESTO NON ACCADE MAI.

Anzi, il perfezionismo aumenta le probabilità di provare queste emozioni dolorose e spesso porta ad auto-accusarsi. . Ti sei mai chiesta perché?

Nella mia esperienza, la maggior parte dei perfezionisti è cresciuta a “pane e lodi” per i risultati ottenuti e per le proprie performance (buoni voti a scuola, essere educati, seguire le regole, piacere alla gente, avere un bell’aspetto, essere eccellenti nello sport). Questo innesca un corollario pericoloso: “io sono quello che realizzo e il modo in cui lo realizzo”. Piacere, offrire una buona prestazione, essere perfetto. SIAMO ABITUATI A PENSARE CHE IL PERFEZIONISMO ABBIA A CHE FARE CON Sè STESSI E CON I RISULTATI CHE RAGGIUNGIAMO. La pensi anche tu cosi? . Quello di cui mi sono accorta è che il perfezionismo non mi ha portato ad avere risultati. Mi ha portato a dirmi “potevi fare di più, non sei stata in grado di prevedere tutto, di controllare tutte le variabili e tutte le possibili conseguenze nella situazione…” E mi ha spesso portato a finire il barattolo della nutella. . Conosci la sensazione? QUESTO ATTEGGIAMENTO INVISIBILE CHE CONDUCE LA TUA VITA NON TI PORTA A CONCENTRARTI DAVVERO SU DI TE MA A CONCENTRARTI SUGLI ALTRI. . E diventa una questione di PERCEZIONE: non vogliamo essere davvero perfetti, vogliamo che ci percepiscano come perfetti, a prescindere da quanto tempo e da quanta energia spendiamo per riuscirci. Sai già che tutto questo è devastante. ------ E ALLORA COME PUOI USCIRE DA QUESTO GIOCO IMPOSSIBILE? Hai due opzioni: 👉finire completamente le tue energie 👉smettere di renderli tutti contenti. E’ letteralmente impossibile controllare come ti percepiscono gli altri. Avranno sempre qualcosa da ridire. In più rischi di perdere di vista ciò che davvero conta, la connessione con te stessa e con le persone a cui vuoi davvero bene. . E allora tanto vale giocare nella tua squadra, con il preciso obiettivo di rendere contenta te stessa e di agire per quello a cui dai realmente valore. Quando ho iniziato a giocare nella mia squadra ho trovato la forza per 🌟non esaurire completamente le mie energie 🌟per essere PRESENTE per il mio compagno, riuscendo a godermi una cena in pace senza che il telefono controllasse più la mia vita. LA MIA SQUADRA HA UN NOME: #AspiranteAbbastanzaBrava E ci voglio mettere la faccia. E un nome che mi ricorda di amarmi per quella che sono e di guardarmi con passione e con stima per tutti gli sforzi che faccio ogni giorno, senza pietà e giudizio. Che posso essere ABBASTANZA BRAVA PER ME, rinunciando alla tortura di essere bravissima per tutti. 💥 PERCHÉ LA COSA PIÙ RIVOLUZIONARIA CHE TU POSSA FARE È ABBANDONARE L’IDEA DI ESSERE PERFETTA E COMINCIARE A DIVENTARE TE STESSA.💥 Imparando a piccoli passi come amarti ogni giorno di più. Commenta qui sotto come intendi farlo in questo 2021 che ci aspetta, ti leggo! . #10settimanexripartiredate

IL PERFEZIONISMO è UNO SCUDO DI VENTI TONNELLATE CHE CI TRASCINIAMO DIETRO, PENSANDO CHE CI PROTEGGERà DA TUTTO MA IN REALTA è PROPRIO QUELLO CHE CI IMPEDISCE DI SPICCARE IL VOLO.

Nella mia esperienza, la maggior parte dei perfezionisti è cresciuta a “pane e lodi” per i risultati ottenuti e per le proprie performance (buoni voti a scuola, essere educati, seguire le regole, piacere alla gente, avere un bell’aspetto, essere eccellenti nello sport).

Questo innesca un corollario pericoloso: “io sono quello che realizzo e il modo in cui lo realizzo”.

Piacere, offrire una buona prestazione, essere perfetto.

SIAMO ABITUATI A PENSARE CHE IL PERFEZIONISMO ABBIA A CHE FARE CON Sè STESSI E CON I RISULTATI CHE RAGGIUNGIAMO.

La pensi anche tu cosi?

Quello di cui mi sono accorta è che il perfezionismo non mi ha portato ad avere risultati.

Mi ha portato a dirmi “potevi fare di più, non sei stata in grado di prevedere tutto, di controllare tutte le variabili e tutte le possibili conseguenze nella situazione…”

E mi ha spesso portato a finire il barattolo della nutella. Conosci la sensazione?

QUESTO ATTEGGIAMENTO INVISIBILE CHE CONDUCE LA TUA VITA NON TI PORTA A CONCENTRARTI DAVVERO SU DI TE MA A CONCENTRARTI SUGLI ALTRI.

E diventa una questione di PERCEZIONE:

Non vogliamo essere davvero perfetti, vogliamo che ci percepiscano come perfetti, a prescindere da quanto tempo e da quanta energia spendiamo per riuscirci.

Sai già che tutto questo è devastante.

------

E ALLORA COME PUOI USCIRE DA QUESTO GIOCO IMPOSSIBILE?

Hai due opzioni:

👉finire completamente le tue energie

👉smettere di renderli tutti contenti.

E’ letteralmente impossibile controllare come ti percepiscono gli altri.

Avranno sempre qualcosa da ridire.

In più rischi di perdere di vista ciò che davvero conta, la connessione con te stessa e con le persone a cui vuoi davvero bene.

E allora tanto vale giocare nella tua squadra, con il preciso obiettivo di rendere contenta te stessa e di agire per quello a cui dai realmente valore.

Quando ho iniziato a giocare nella mia squadra ho trovato la forza per

🌟non esaurire completamente le mie energie

🌟per essere PRESENTE per il mio compagno, riuscendo a godermi una cena in pace senza che il telefono controllasse più la mia vita.

LA MIA SQUADRA HA UN NOME: #AspiranteAbbastanzaBrava

E ci voglio mettere la faccia.

dottssa elena formica

E un nome che mi ricorda di amarmi per quella che sono e di guardarmi con passione e con stima per tutti gli sforzi che faccio ogni giorno, senza pietà e giudizio.

Che posso essere ABBASTANZA BRAVA PER ME, rinunciando alla tortura di essere bravissima per tutti.

💥 PERCHÉ LA COSA PIÙ RIVOLUZIONARIA CHE TU POSSA FARE È ABBANDONARE L’IDEA DI ESSERE PERFETTA E COMINCIARE A DIVENTARE TE STESSA.💥

Imparando a piccoli passi come amarti ogni giorno di più.

Se anche tu pensi di essere incastrata su questo punto e vuoi uscirne per iniziare a vivere la vita che ti piace (e non quella che soddisfa le aspettative degli altri) e vuoi il mio aiuto,

richiedi la tua chiamata conoscitiva gratuita cliccando sul bottone qui sotto

dott.ssa elena formica

Come contribuisci al tuo problema?

Quando ci troviamo davanti a un problema, per quanto ognuno se la viva a modo suo e metta in atto le sue peculiari risorse e schemi mentali per affrontarla, sono due i modi in cui finiamo per pensarla:

"E' tutta colpa mia" vs. "E' tutta colpa degli altri"

La prima strada porta a una visione falsamente onnipotente rispetto a ciò che ci accade.

La seconda invece a visione totalmente de-responsabilizzante.

La cosa più difficile è riuscire a vedere il contributo che diamo al permanere dei nostri problemi senza aggrapparci con tutte le forze a uno dei due poli opposti.

Se continui a incontrare lo stesso problema da tempo, una situazione di conflitto interno o esterno che, più e più volte, si ripete nella tua vita, è probabile che tu ti chieda cos’è che non riesci a vedere e - in ogni caso - come uscirne.

labirinto

Il fatto è che rimaniamo cosi attaccati ai nostri problemi che non riusciamo più a vedere l’insieme.

Ci fissiamo sui particolari, sui dettagli, sui contenuti, e perdiamo la capacità di guardare alla situazione nel suo complesso.

Che fare allora?

Cambia tutto quando riesci a vedere qual è l'azione che fai, magari non consapevolmente, che mantiene il problema come tale e inizi a smontare la storia che ti racconti su ciò che ti accade.

Questo significa che quello che ti sta succedendo è "colpa tua"?

Nossignora.

Vuol dire che, per quanto difficile, è fondamentale imparare a vedere i personaggi, i ruoli che interpretiamo nella vita e che ci tengono nello stesso posto "di sempre".

Che intendo?

Sono "ruoli" predefiniti (l'impotente, la vittima, il colpevole, colui che incolpa gli altri, il povero me, l'io sono cattivo o sono buono, sono così e il mondo può resistere), cosi tanti e vari e..a portata di mano che ritrovarcisi dentro è un attimo.

Insomma, in pochi secondi ci ritroviamo a interpretarli senza nemmeno accorgercene 😅.

L'opportunità che ti dai quando decidi di avviare un percorso terapeutico non è solo quella di confrontarsi con questi personaggi (che hanno un significato nella tua storia), ma di scoprire davvero te stessa e il TUO MODO di risolvere le situazioni e vivere la tua vita.



In #10SettimaneXRipartireDaTe lavoriamo insieme per conoscere questi personaggi "in cerca d'attore" (TU) che ti fanno interpretare sempre lo stesso copione.

Settimana dopo settimana diventerai un'esperta nel trovare strategie e modalità di stare al mondo che siano solo tue, autentiche e che ti fanno sentire bene, come un vestito “cucito addosso”.

Se ti interessa capire se è quello che ti serve ora, richiedi la tua chiamata conoscitiva gratuita di 30 min cliccando sul bottone qui sotto

mc esperienza percorso

L’esperienza di M.C.

ciao elena..scusa l'ora ma volevo dirti che ho deciso di essere felice qui e ora!

Questo potrebbe essere il riassunto del messaggio che mi ha mandato M.C. giovane donna fiorentina,nel bel mezzo del Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe.

Te lo faccio leggere integralmente qui sotto, per raccontarti con le sue parole quello che succede quando inizi a lavorare in modo concreto su di te.

mc esperienza percorso 2

Stanca di un lavoro che non la rendeva felice fino in fondo, M. C. ha deciso di prendere in mano la situazione e, con il mio aiuto, ha compreso profondamente qual era la strada migliore per sè.

Andarsene da quello che ci fa stare male e non ci soddisfa non è segno di debolezza: troppe volte ci hanno insegnato che quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare.

Nella mia esperienza professionale e personale ho imparato (a volte a caro prezzo) che la rigidità, in qualunque forma si presenti, è solo manifestazione di un sistema disfunzionale, che presto o tardi mostrerà il suo lato peggiore.

Quando vivi in armonia con te, riesci a darti il permesso di valutare realisticamente la situazione, dando ascolto a quello che senti senza negarlo e questo porta sempre a un vantaggio: puoi decidere se quella strada è buona per te.

E se scopri che non lo è affatto, puoi accedere alle tue risorse interne, al tuo coraggio e alla fiducia nelle tue capacità per cambiare quello che non funziona, e imboccare la strada per la tua felicità.

Se senti che queste risorse ce l'hai ma ti piacerebbe potenziarle oppure te le sei perse lungo la strada, richiedi la tua Chiamata conoscitiva gratuita da 30 minuti: insieme analizzeremo la situazione che ti blocca, individueremo ciò che ti tiene bloccata e formuleremo un progetto di lavoro per sbloccarti e far emergere tutto il tuo potenziale.

Il tuo prossimo passo è cliccare sul bottone che trovi qua sotto e compilare il form.

Ti aspetto!

esperienza p1

L’esperienza di P.G.

"scusami elena, ma sono in ritardo"

Non te lo nasconderò: di solito i messaggi che iniziano cosi e arrivano dalle persone che seguo nel mio Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe non mi fanno impazzire.

Sono una persona decisamente puntuale e quando fissiamo un orario, tu sai che mi troverai lì, dietro lo schermo, pronta a lavorare insieme e dare il 100% per la tua ripartenza.

Ma questa volta è stato diverso. Sono proprio saltata sulla sedia dalla gioia.

Per il riatrdo? No.

Per quello che stava accadendo a P., una cosa che desiderava da lungo tempo, il motivo per cui mi aveva contattata.

P. è una brillante giovane donna iscritta a Medicina, con un potenziale enorme dentro di sè, che si ritrovava bloccata da ansia e paura ad aver perso la sua libertà e indipendenza.

esperienza p2

Esami difficili, prove intermedie, richieste familiari, uscite con le amiche, relazioni di coppia: tutto era diventato più complicato da gestire da quando P. aveva smesso di guidare la macchina perchè presa da fastidiosi attacchi di panico.
Quello che leggi qui sopra è stato il momento in cui aveva ripreso a guidare e io non sono mai stata più felice di leggere un messaggio di qualcuno che fosse in ritardo ad un appuntamento con me.

Ma come è cominciata?

P. voleva iniziare da un po' un percorso di psicoterapia, ma durante la quarantena ha capito che il momento era quello giusto, quello fertile.

Dopo aver visto il mio profilo e aver parlato con un'amica ha deciso di fare il grande passo, in maniera un po' impulsiva.

Si sentiva bloccata in alcune circostanze e dinamiche e aveva bisogno di riscoprire la sua indipendenza e autonomia, tornare al centro delle sue decisioni e azioni.

Sentiva di avere alcune sofferenze legate allo studio, al confronto con gli altri, ed aveva un forte disagio a guidare la macchina.

Si rendeva conto che non era una questione di capacità ma una sofferenza che non la tratteneva dall'essere autonoma e indipendente fino in fondo.

Quando abbiamo lavorato insieme quello che le è piaciuto del percorso è stato la sensazione di essere veramente accompagnata, in modo professionale, deciso ma anche estremamente accogliente.

Ci siamo anche divertite molto e si è instaurata una relazione che l'ha portata a guardare in profondità e a sentirsi leggera allo stesso tempo.

Si è instaurato un dialogo reale, fluido e si - anche divertente.

Ci tengo davvero tanto a sottolineare questo punto, anche per sfatare qualche falso mito sulla terapia.

Le sessioni possono essere anche divertenti: intendo questo termine nel suo senso etimologico del divergere ovvero deviare dal "solito", dal "conosciuto", dalle quelle strade che magari uno inizialmente vede come uniche, come gli unici binari percorribili.

Insieme lavoreremo per trovare delle modalità per divergere, attraverso il gioco, attraverso le metafore, attraverso le immagini che permettono di rompere il preconfezionato, il convenzionale per trovare le tue modalità di vivere assecondando i tuoi desideri.

Grazie all'uso delle metafore P. ha trovato un canale proficuo e naturale per scoprirsi e tornare in contatto con sè.

Cosa ha ottenuto per sè P. di sè grazie al Percorso?

1. Adesso guida felicemente la sua macchina e si sposta per raggiungere i suoi luoghi del cuore senza dover dipendere da nessuno o chiedere il permesso

2. Si sente integrata, ha imparato come mettere d'accordo le voci dentro di sè che la tenevano bloccata

3. Si sente capace, potente e decisa: abbiamo "messo benzina" nella sua macchina esistenziale, ha chiarito qual è la sua missione nella vita, perchè studia e fa quello che fa e, con questo perchè chiaro in mente, sa come indirizzare le sue energie in ogni momento per raggiungere i suoi obiettivi.

4. Si diverte con gli altri e ha riscoperto il piacere di stare nelle relazioni, scoprendo di avere il coraggio di chiudere quelle per lei disfunzionali.

5. Ha smesso di giudicarsi per ogni sua mossa, e ha iniziato ad ascoltarsi e a sentire quando provava piacere e quando era scomoda, in un ambiente che non le piaceva e non la soddisfaceva fino in fondo.

Come ha fatto?

Si è data il permesso di mettersi in gioco e iniziare a "sporcarsi le mani": dopo aver conquistato la sua consapevolezza e attraversato le sue paure, è passata all'azione.

Sessione dopo sessione, si sentiva accompagnata in questa esplorazione e ha scoperto che poteva essere leggera e arricchita allo stesso tempo, padrona di quello che stava succedendo nella mia vita.

Ha capito che può decidere e creare la sua vita per come lei la vuole.

In queste settimane sono successe vari eventi che l'hanno portata a comprendere sempre di più la funzionalità delle sue emozioni, l'importanza dell'ascolto e ad accrescere la sua fiducia in sè.

Ha affrontato un vero e proprio processo di crescita ed evoluzione ed ora sta bene, riconosce che è arrivato un momento di piena consapevolezza che non è istantaneo ma è stato il frutto del lavoro fatto su di sè e dalla somma dei vari step che ha affrontato.

Sente di essere lanciata nel mondo:
dopo aver dato spazio al suo bisogno di andare più in profondità ha potuto migliorare la qualità della sua vita, sentendosi capace di costruire e trasformare tutto ciò che le accade.

Se senti che questi sono i risultati che vuoi raggiungere anche tu, clicca sul bottone qua sotto e richiedi la tua chiamata gratuita di 30 minuti in cui potrai conoscere tutti i dettagli del Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe e valutare se è quello che ti serve in questo momento della tua vita.

giada esperienza percorso1

L’esperienza di Giada

"quando penso di dire di no a qualcuno immagino sempre che l'altro si allontani, e per questo rinuncio"

Giada ha un fidanzato che ama tantissimo.

Per questo quando le chiede, con gli occhi dolci, di fare l'ennesimo servizio/commissione/lavoro al posto suo, fa davvero fatica a dire una parola semplice, composta da due sole lettere.

N-O.


Questo accade sempre, in continuazione, e la incastra mortalmente.

Si sente inadeguata, impaurita che quel no sia fatale per la relazione, che il suo fidanzato la pensi come una che se ne frega di lui e di quello di cui lui ha bisogno, insomma che non lo ami.

Questo la porta a mettersi a sua disposizione e quando le chiede qualcosa, ormai anche lui sa benissimo che andrà sempre a segno.

Con questa situazione di coppia Giada è arrivata da me e insieme abbiamo iniziato a lavorare sul suo modo di stare in relazione, affinchè diventasse sostenibile, piacevole e appagante, insomma che non fosse più un lavoro.


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Quello su cui ci siamo concentrate è stato fare un piccolo, ma importante, spostamento di prospettiva: da "a disposizione" a "disponibile".

Che differenza c'è?

Essere a disposizione è quello che fa un pacco di cereali nello scaffale del supermercato.

Il pacco di cereali è un oggetto. Non ha una sua volontà, dei suoi desideri, sta li in attesa che qualcuno passi, lo metta nel carrello, e se lo porti a casa, per mangiarselo, anzi per farne ciò che più gli aggrada.

E' totalmente in balia della volontà altrui, e questo può essere molto pericoloso.

Essere disponibile invece richiede che tu riconosca te stessa come un soggetto, un essere umano con una sua capacità, volontà, dei desideri e dei bisogni, validi tanto quanto quelli della persona che hai davanti, anche se (anzi proprio perchè) la ami tantissimo.

Se perdi la tua volontà, perdi anche la tua libertà di scegliere, e di amare.

Tutte le volte che acconsenti a quello che ti viene richiesto senza riconoscerti come un soggetto dotato di una tua volontà, la persona non sta più in relazione con te ma con un pacco di cereali.

E un pacco di cereali non ama, al massimo si fa scegliere.

Passo dopo passo, ho accompagnato Giada a scoprire che costa sente, che cosa pensa della situazione e che cosa vuole per sè, in modo da poter creare delle controproposte che tengano conto dei suoi desideri e scegliere liberamente.

Chiedendosi se le condizioni in cui si trova sono quelle migliori per lei e cosa può fare in merito per renderle più favorevoli se non lo sono, le ha aperto la strada per iniziare a fare qualcosa di nuovo e sbaldorditivo.

Ha compreso che ci sono sempre due persone a cui rispondere: l'altro che ti fa una domanda, e te stessa. Quando dici si all'altro senza chiederti che vuoi, automaticamamente dici no a te stessa.

Grazie a lavoro fatto insieme, è uscita dalla logica sterile del "vinci tu e perdo io" ed è entrata nella logica vincente della negoziazione.

Ha imparato che in ogni situazione può trovare il modo di dire SI a se stessa, e solo dopo valutare se ci sono le condizioni per dire si anche all'altro oppure attivare la creatività per immaginare e fare una controproposta alternativa.

Leggi qui sotto lo stupore con cui ha realizzato i passi avanti fatti grazie al Percorso.

giada esperienza percorso2

Se sei stanca di dirti costantemente di no per accontentare gli altri e vuoi imparare a dirti di SI e tornare padrona della tua vita, ecco il tuo prossimo passo.

Clicca qui sotto e compila il form per richiedere la tua Chiamata conoscitiva del Percorso: è gratuita e dura 30 minuti.

Insieme capiremo se #10SettimaneXRipartireDaTe può aiutarti a sentirti leggera e libera dai pesi sul cuore e affrontare ogni situazione a testa alta.

In chiamata ti fornirò tutti i dettagli di cui hai bisogno, valuterò se siamo un buon match per lavorare insieme e potrai scegliere autonomamente se dare avvio alla tua Ripartenza, da protagonista della tua vita.

emozioni copertina

Emozioni: cosa fai per gestirle?

Quando ci troviamo a sperimentare nella nostra vita emozioni spiacevoli (quelle che di solito chiami "emozioni negative" ma che negative non sono!!!) come rabbia, paura, tristezza, ognuno di noi tende a mettere in atto delle strategie adattive finalizzate a interrompere il più velocemente possibile questo tipo di sensazione.

Nessuna sorpresa: evitare il dolore è uno dei driver più potenti che guida il comportamento dell'essere umano, insieme alla ricerca di ciò che reca piacere e della possibilità di restare in quello stato di "grazia" il più a lungo possibile.

Ma quali strategie attuiamo in concreto per evitare di sentire quella scomodità, quando ci troviamo a dover gestire quelle emozioni?

Quello di cui spesso non ci rendiamo conto è che:

Ti faccio due esempi di situazioni prese da scene di vita quotidiana di Ginevra e Michela (nomi di fantasia, per la privavcy) delle persone che seguo nel Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe ogni giorno.

Purtroppo non sempre va cosi.

Quello che Ginevra e Michela mi riportavano in sessione è che si sono sentite come "obbligate" a reagire usando strade diverse, che si sono rivelate nel tempo poco funzionali, come quelle che ti descrivevo poco fa.

Allora...

Che cosa abbiamo fatto con Ginevra e Michela?

Una volta individuato le strade senza uscita a cui hanno portato queste strategie poco funzionali, ce ne siamo occupate - insieme - seguendo questi punti cardine che puoi usare anche tu se vuoi iniziare a occuparti di te e delle tue emozioni per vivere in modo consapevole e responsabile la tua vita

Entrambe sono ancora nel Percorso e stanno compiendo enormi passi per raggiungere il proprio equilibrio e dare una nuova forma al proprio mindset.

Michela ha iniziato a lavorare sulle sue risorse interne e a creare una nuova rete di dialogo e collaborazione con le sue colleghe.

Da poco entrata in una nuova azienda di PR e comunicazione, i suoi capi non hanno fatto fatica a riconoscerle i meriti di aver creato un clima positivo e sereno, laddove prima regnava incontrastata la competizione più spietata.

Quando le sue colleghe sono in difficoltà sulla gestione di un cliente si rivolgono a lei, come nuovo punto di riferimento, anche se entrata da pochissimo.

Ginevra riesce ad esprimersi meglio con sua sorella: per lungo tempo hanno affrontato vere e proprie tempeste emotive, e non pensava di poter fare diversamente.

Adesso che si è trasferita a Milano per un nuovo lavoro proprio a casa sua, ha smesso di giudicarsi come la "sorella cattiva" quando sente rabbia e si impegna ed esprimerla, invece che agirla con frecciatine e recriminazioni.

Ogni giorno cerca nuovi modi per instaurare un nuovo clima di fiducia con la sorella, lontano dalle dinamiche disfunzionali che avevano impostato quando vivevano a casa con i loro genitori (...su chi deve avere lo spazio più grande nell'armadio, però, ci stiamo ancora lavorando 🙂 ).

Se vuoi avere il mio aiuto per trovare modalità davvero funzionali di gestire ed esprimere le tue emozioni, richiedi la tua chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti: se saremo un buon match di lavoro, ti spiegherò come funziona il mio Percorso e come può aiutare anche te a liberarti dei pesi sul cuore e tornare padrona della tua vita.

Tutto quello che devi fare è cliccare sul bottone qua sotto.

ignorare emozioni

Cosa accade a ignorare le emozioni

Ignorare le tue emozioni è una battaglia persa.

Anche se pensi di controllarle, si manifesteranno sotto forma di tensioni e contratture, sfoghi con i tuoi cari, sintomi psicosomatici, depressione, spossatezza...


Anche se pensi di controllarle, influenzeranno le tue relazioni e il tuo modo di vivere.

Le tue emozioni ti INFORMANO su di te e su ciò che stai vivendo, ti GUIDANO verso un'azione affinché tu possa tornare all'equilibrio.

Userò un'immagine un po' forte, ma che credo aiuti nel farti ricordare questo:

Negare a te stesso quell'informazione è come amputare una parte del tuo corpo che ha una funzione e un significato essenziali.

Ci sono emozioni che ci spaventano, con cui non vogliamo entrare in contatto, perché chissà “cosa potrebbe succedere” o perchè magari non sei sicura di riuscire ad uscire da quel pantano.

Come mai?

Accade perchè abbiamo una storia emotiva, viviamo le nostre emozioni come abbiamo imparato a gestirle nella nostra infanzia.

Questo abbiamo visto oggi in sessione con Francesco, un ragazzo che ha da poco iniziato il mio percorso.

Sono apprendimenti fatti in base a come le nostre figure di riferimento le hanno vissute, cosa ci è stato permesso di sentire o meno, di esprimere o meno, nel nostro ambiente sociale.

Significa che - anche se ora è solo un ricordo lontano - c'è stato un momento in cui ci sono state reazioni intorno a te quando hai espresso rabbia, dolore, o tristezza o paura...

Tutto questo ha contribuito a creare una sorta di "manuale di istruzioni" rispetto a come vivere certe emozioni, le stesse che trovi difficile attraversare oggi.

La buona notizia è che puoi imparare un altro modo di viverle, e tornare padrone della tua vita.

E’ questo che insegno a chi entra nel Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe e diamo avvio al Percorso iniziando a smontare la brutta opinione che hai su quell'emozione che ti sta soffocando.

Ricorda che le emozioni non sono nemici da combattere ma un'esperienza preziosa che ti assiste e ti permetteranno di adattarti a ciò che accade nella tua vita... se le ascolti.

E questo non vuol dire essere deboli o lasciarsi controllare dalle emozioni, anzi, ti apre alla possibilità di scegliere come agire.

Te ne parlerò meglio nel prossimo post (quindi attenzione al feed!), intanto dimmi...che ne pensi?

Scrivimi sui miei canali social o clicca qui sotto per richiedere la tua chiamata conoscitiva gratuita da 30 minuti in cui analizzeremo quali emozioni ti stanno bloccando e capiremo se possiamo lavorare insieme alla tua Ripartenza!

passato

Il tuo passato è davvero passato?

ti senti incastrata ma pensi che il passato è passto e non vuoi più occupartene?

leggi qui

In una chiamata conoscitiva che ho fatto qualche giorno fa per la riapertura del Percorso a Settembre una ragazza mi ha fatto una domanda interessante.

Mi ha chiesto: “ma nel percorso ci concentreremo molto sul passato? No, sai perché sinceramente non voglio occuparmene, quello che mi è successo l’ho superato e non voglio tornare a scavare li”.

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È stata un’ottima domanda, e forse te la sei fatta anche tu se hai considerato di iniziare a lavorare su di te per la tua felicità.

Capisco che riguardare al proprio passato faccia paura.

C’è come l’impressione di tornare indietro e andare a riaprire ferite non del tutto chiuse, mentre tu vuoi solo andare avanti e stare bene.

Accompagnandoti nel percorso #10SettimaneXRipartireDaTe, so che cosa NON faremo: dell’ARCHEOLOGIA EMOTIVA.

Cosa intendo?

Che non stiamo cercando il passato. Non vogliamo scavare nella ferita.

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So anche che quello che ti sta succedendo è che quel passato:

✳️ è presente nelle nostre relazioni e conflitti, ed è solo nel presente che puoi affrontarlo.

✳️ è presente nel modo in cui leggiamo la realtà attuale e in cui filtriamo ciò che ci accade nella nostra vita. Tutti indossiamo occhiali colorati con i quali interpretiamo ciò che ci accade oggi in base a ciò che ci è successo nel passato.

✳️ è presente nel modo in cui continuiamo a utilizzare “qui e ora” le strategie che abbiamo imparato da bambini e che “lì e allora” hanno funzionato bene (talmente bene che continui a usarle…)

E tutto questo ci impedisce di vedere e sviluppare le risorse che ci porterebbero a risolvere molte delle nostre difficoltà.

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Non possiamo tornare indietro per cambiare il passato, ma possiamo lavorare su come si manifesta qui e ora, rendendolo cosciente in questo momento.

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✳️ Per cosa?

Per toglierci quegli occhiali e aggiornare le nostre risorse e strategie.


Ciò implica che spesso nel processo terapeutico compaiano ricordi dolorosi, questioni irrisolte, il bagaglio personale di esperienze che tutti portiamo con noi.

Per questo, tra l'altro, il percorso non si fa da soli.

Quindi non si tratta di tornare al passato.

Si tratta di trasformare il tuo presente e aprire le porte a futuri diversi.

Io ci sono, sei con me?

Elena

dott.ssa elena formica
dott.ssa elena formica

Il significato del coraggio

Cor-aggio: avere cuore ❤️

Oggi ti auguro il coraggio...

Di affrontare a viso aperto la sofferenza, accogliendola.

Di reinventarti, quando tutto ti va stretto e senti che ti manca la terra sotto ai piedi.

Di praticare un amore radicale verso te stessa, anche quando non sai da che parte si parte, lo stesso amore che hai dato all'ultima persona che ti ha ferita.

Di guardarti davvero e dirti si, anche quando gli altri ti dicono no o "sei cambiata" o non ti capiscono.

Di non lasciare che la voce della paura sia l'unica che senti (anche se sovrasta le altre), e che non ti impedisca di continuare a muoverti.

Di avere voglia di essere di più, pur accettandoti esattamente per come sei ora.

Di sentirti piena di speranza, anche quando non sai come andranno le cose.

Di non essere perfetta, ma comunque capace di vivere, ridere, amare.

Di tenderti la mano per rialzarti, ogni volta che cadi.

Di volare leggera sopra le cose di questo mondo, consapevole che c'è sempre spazio per scegliere, anche se non lo vedi.

Qualsiasi sia la sfida, teniamoci per mano.

E no, non ho un motivo preciso per augurarti tutto questo, ma sono le parole che ho ritrovato in fondo a un diario in cui mi parlavo a cuore aperto e ho pensato che potessero tornarti utili.

Qualsiasi sia la tua giornata, sappi che oggi sono con te.