5 frasi autosabotanti

5 frasi per autosabotarti

1) Scusa se ti disturbo

scusa se ti disturbo  

Quante volte hai iniziato la conversazione, al telefono o di persona, con questa frase?

 

Magari vuoi solo essere “gentile” e “ben educata” ma in realtà queste 4 parole hanno il potere di farti diventare piccolissima nella relazione con l’altra persona.

 

Le tue parole svelano chi sei e il modo in cui ti posizioni nelle relazioni.

 

Quando usi questa frase stai dicendo implicitamente che sei tu la prima a credere di “dare fastidio” perché:

 

– Scusa è la parola che usi quando fai qualcosa di sbagliato. Toglie valore a te perché mette l’altra persona nella posizione di perdonarti.

 

– Disturbo attiva nel cervello di chi ti ascolta immagini spiacevoli. Toglie valore a quello che stai per dire.

 

Del resto, pensaci: a te fa piacere che qualcuno ti disturbi? Immagino di no. Ecco, la stessa cosa vale per chi hai di fronte.

 

Esiste un modo per essere gentile e valorizzarti allo stesso tempo. Vuoi provare?

 

Tip pratico #1:

 

Nei prossimi giorni, invece di dire “Scusa che ti disturbo” prova a dire: “Ciao! Sei libera adesso?” “Puoi parlare con me ora?”

 


 

2) Mi sono spiegata/hai capito?

mi sono spiegata

Come far crescere la tua credibilità smettendo di fare due semplici domande!

Prima di dedicarmi anima e corpo al mio percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te, per 7 anni ho fatto docenza per aziende di varie dimensioni e settori in tutta Italia.

 

Quando affrontavamo un concetto particolarmente complesso, chiudevo spesso con “MI SONO SPIEGATA? AVETE CAPITO?”.

 

Un ottimo modo per minare la mia credibilità, anche se allora non lo immaginavo nemmeno lontanamente.

 

Capita anche a te di usare queste parole?

 

Se, parafrasando Mara Maionchi, “per te è sì”, presta attenzione perché:

 

– Con la prima frase, metti in dubbio la tua abilità di spiegare i concetti: ti posizioni in basso (passiva) nella relazione.

 

– Con la seconda, metti in dubbio la capacità dell’altro di capire le tue parole: ti posizioni in alto (aggressiva) nella relazione.

 

In entrambi i casi, ti allontani dall’essere assertiva, ovvero quella posizione di equilibrio tra passività e aggressività che ti permette di dire la tua opinione in modo chiaro ma rispettoso.

 

E le persone assertive riescono ad avere relazioni più soddisfacenti, uno stipendio più alto, un’autostima più salda e più tempo libero: insomma migliora tutta la qualità della tua vita.

 

Vuoi scoprire se è arrivato il senso del tuo discorso a chi ti ascolta, in modo assertivo?

 

Tip pratico #2:

 

Al prossimo incontro, prova a dire:

 

“Tutto chiaro fino a qui? Ci sono aspetti che volete approfondire ulteriormente?”

 

In questo modo, sottolinei la profondità di quanto hai già detto e ti rendi disponibile a rispondere alle loro domande, senza perdere padronanza e sicurezza!

 


 

3) Ti rubo solo due minuti

ti rubo solo 2 min

“Non voglio rubarti altro tempo”

“Ti rubo solo due minuti”

 

A meno che tu non sia Diabolik o Eva Kant, puoi fare a meno di metterti in relazione evocando l’immagine di un furto: la tua autostima ti ringrazierà.

 

Questo perché:

 

Nella testa di chi ti ascolta, “rubare” richiama l’immagine di un’azione aggressiva, rispetto a cui si rimane fregati e impotenti.

 

A nessuno piace l’idea che qualcuno entri nel proprio spazio e sottragga risorse preziose.

 

Il tempo è una di queste, soprattutto se sei a lavoro (anche tu vorresti giornate di 48h per fare tutto?).

 

Quindi se vuoi avere l’attenzione su ciò che stai per dire, non ti conviene apparire come il Lupin della situazione!

 

Non funziona nemmeno su di te, perché:

 

Quando parli, ti immedesimi in quello che stai dicendo e l’idea che tu stia rubando tempo a qualcuno darà forma al tuo atteggiamento: come sarà?

 

Inevitabilmente sottomesso e titubante: del resto, hai mai visto un ladro che entra a testa alta a rubare tutta l’argenteria?

 

Tip pratico #3:

 

Maria (nome di fantasia, per la privacy) è entrata nel Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te per gestire al meglio la sua ansia a lavoro.

 

Usava spesso dire “ti rubo solo due minuti”.

 

Poi grazie al lavoro fatto insieme nell’ultima sessione, ha compreso che può scegliere come stare nella relazione e ha elaborato delle frasi alternative:

 

– “Devo dirti velocemente una cosa. Hai tempo?”

– “Possiamo rapidamente fare il punto della situazione?”

– “Quanto tempo hai per coprire il topic oggi?”

 

Usa avverbi che rimandano al tempo, senza rubare nulla a nessuno.

 

In questo modo rassicurerai chi ti ascolta che ci metterai poco, senza minare la tua autostima e rimanendo salda sulla tua posizione simmetrica nella relazione.

 


 

4) Ti faccio una domanda stupida

ti faccio una domanda stupida

Prima o poi… capita che questa frase esca dalle nostre bocche!

 

Sai che ti fa apparire alle prime armi e può allontanare la tua promozione?

 

Quando ha iniziato il suo Percorso L. mi diceva “posso farti una domanda stupida?” prima di chiedermi qualsiasi cosa.

 

Ora, forse non lo sai, ma come entri in relazione con il terapeuta fa da specchio a quanto avviene in tutte le altre relazioni.

 

Così le ho chiesto se era sua abitudine dirlo anche ad altri.

 

Dopo averci riflettuto su, L. si è accorta che sì, lo diceva praticamente sempre, soprattutto a lavoro, prima di chiedere qualcosa ai suoi capi (molto giovani e smart, ma comunque i suoi capi).

 

Se ti sei appena accortə che lo dici anche tu (o usi altre frasi tipo “magari è una sciocchezza, ma…” oppure “magari non c’entra nulla, però ho pensato che…”) fai molta attenzione.

 

Il cervello (tuo, o del tuo interlocutore) ascolterà le parole che dici, farà una veloce elaborazione e valuterà te (e tutto quello che dirai dopo) sulla base di questa premessa.

 

E indovina: qual è il primo aggettivo che useresti per descrivere qualcuno che – per sua stessa ammissione – fa delle domande “stupide”?… già, proprio cosi.

 

Quando L. ha smesso di dirlo:

 

– Ha iniziato a essere presa sul serio non solo dai suoi responsabili ma anche da colleghi e clienti.

 

Dopo pochi mesi, ha ottenuto la promozione che desiderava da 2 anni.

 

Tip pratico #4:

 

– Invece di chiedere se puoi fare una domanda, falla, senza giudicarti e senza cercare di sostituirti all’altra persona.

 

– Tu hai tutto il diritto di fare domande: quando chiedi, rispondi al tuo bisogno di essere informata per poter lavorare e vivere bene.

 

– Chi ti ascolta può decidere se rispondere o meno, ma questa libertà ce l’ha già, che tu metta le mani avanti oppure no.

 

– E se proprio vuoi assicurarti il permesso di domandare, fai un favore alla tua autostima: stoppa la frase prima di inserire il giudizio di valore (“stupida”) che stai dando (ingiustamente) al tuo chiedere e a te stessa.

 


 

5) Correggimi se sbaglio

correggimi se sbaglio

Non poteva mancare questa frase perché è un evergreen degli autosabotaggi.

 

Quando la dici, succedono molte cose a livello implicito sia in te che nell’altro.

 

– Implichi che potresti sbagliare (implicito tradotto “non sono sicura di quello che dico e molto probabilmente è tutto sbagliato”)

 

– Inviti chi ti ascolta a non fidarsi di te e a farti le pulci (l’altro pensa: “mi hai avvisato che quello che dici potrebbe essere sbagliato, fammi controllare meglio”)

– Le conferisci il potere di dare il giudizio definitivo (l’altro pensa anche: “sono io che deciderò se sta sbagliando o no”)

 

Vuoi davvero questo per te?

 

Ora seguimi che andiamo nelle stanze del cuore.

 

L’emozione che di solito guida questo comportamento è la paura (di sbagliare, di essere giudicata, di fare una figuraccia).

 

Quando non sappiamo come rassicurarci da queste paure, deleghiamo all’altra persona questo compito e inneschiamo un circolo vizioso per cui ci sentiamo sempre meno capaci di farlo da sole.

 

Per questo nel Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te ti accompagno a conoscere quali emozioni guidano il tuo comportamento e come gestirle.

 

L’effetto concreto è che migliora la tua leadership e il tuo carisma e tu ti senti libera di affrontare ogni situazione a testa alta.

 

Che fare per non cadere nella trappola e iniziare a lavorare su questo punto?

 

Tip pratico #5:

 

Con “correggimi se sbaglio” giochi d’anticipo e ti saboti.

 

Puoi concludere il tuo discorso dicendo “dimmi poi che ne pensi” oppure “mi piacerebbe conoscere la tua opinione su questo”. Apri a un confronto democratico, senza essere servile.

 

Ora tocca a te dare spazio alla creatività!

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA