La trappola della pretesa: come evitarla per relazioni felici

pretesa

ti sei mai sentita in trappola nelle tue relazioni?

Probabilmente hai risposto di si a questa domanda. Ma c’è trappola e trappola, quando si parla di relazioni di coppia. Oggi voglio parlarti di una delle più frequenti e delle più insidiose: la trappola della pretesa. 

Quando lavoro con le mie pazienti, spesso mi raccontano che non si sentono capite e comprese dal proprio partner. La relazione si trasforma un vero e proprio campo di battaglia: diventa sempre più difficile comunicare ciò che sentono e si trovano prese in un turbinio di emozioni e pensieri spiacevoli che le lasciano sopraffatte.

Se anche tu non ti spieghi come mai finisci sempre per non sentirti capita al 100% dal tuo partner, nell’articolo di oggi voglio parlare con te di che cosa si intende esattamente in psicologia per pretesa.

Capiremo insieme anche come si può passare dalla pretesa alla richiesta e ti lascerò tre spunti concreti come strumenti per costruire relazioni più appaganti e serene sia nella tua vita privata che a lavoro! 

qual è la differenza tra richiesta e pretesa?

Prima di tutto dobbiamo riconoscere e comprendere che c’è una sostanziale differenza tra fare una richiesta e pretendere. 

Devi sapere che quando siamo davanti ad un’altra persona, possiamo usare modalità molto diverse per comunicare e relazionarci con lei, che ci faranno ottenere diversi risultati e daranno forma alla relazione, tramite ogni interazione che mettiamo in atto.

Cosa succede quando pretendiamo?

La pretesa suona come un aut-aut:  chi la riceve ha la sensazione che sarà giudicato o punito se dirà di no. In pratica è come se ascoltasse un messaggio implicito: “Se non fai …allora avrai/sarai/meriterai…. (qualcosa di spiacevole e indesiderato)”.

Quando avvertiamo un’imposizione, possiamo scegliere di rispondere in due modi diversi: acconsentire o opporci. Sono entrambe abbastanza “scomode”:

Uno. Se acconsento senza protestare, proverò una spiacevole sensazione di sottomissione;

Due. Se mi oppongo, potrei mettere a repentaglio la tenuta della relazione.

Per questo, iniziamo a cercare delle scappatoie: ad esempio, al lavoro, potremmo arrivare a dire di “si” al capo per rispetto delle gerarchie di potere e contemporaneamente attuare una serie di comportamenti di boicottaggio in “back office”.

Se da un lato questo ci consentirà di mantenere formalmente intatta la relazione, dall’altro andremo a creare una serie di non detti e rancori che porteranno più avanti ad un inasprimento dei rapporti; in questo modo si può arrivare ad avere veri e propri scontri, fino a situazioni di burn-out relazionale.

Che cos'è invece la richiesta?

Al contrario, la richiesta è un modo onesto di comunicare all’altro ciò che vorremmo da lui/lei per soddisfare un nostro bisogno.

Di conseguenza, chi la riceve avverte la libertà di poter decidere se acconsentire oppure no senza paura delle conseguenze o dei giudizi.

Inoltre, la nostra comunicazione risulterà molto più chiara e potente e aumenteranno anche le probabilità di sentirci comprese e di vedere soddisfatti i nostri bisogni.

scambio e controllo: Due modelli diversi per entrare in relazione

Richiesta e pretesa si basano su due diversi modelli relazionali: quello fondato sullo scambio e quello fondato sul controllo.

Quando una persona usa il modello dello scambio:

  • Rispetta nell’altro il suo diritto di essere libero di scegliere e di decidere.
  • Offre e chiede, accetta o rifiuta le proposte dell’altro, permettendogli di fare lo stesso 
  • Riesce a fidarsi degli altri e a costruire delle alleanze proficue (logica win-win)
  • Riesce a fidarsi di sè, della sua capacità di poter sopravvivere (e realizzarsi comunque) anche quando si riceve un no come risposta.
  • Negozia le regole della relazione insieme al suo interlocutore
 

Nel modello fondato sul controllo, invece, si cerca di imporre la propria volontà e determinare le regole della relazione, nell’ottica di ottenere il massimo del guadagno senza dare niente in cambio (logica win-lose)

cosa succede quando avanziamo una pretesa?

Non è facile essere consapevoli di quale modello stiamo usando quando siamo dentro la relazione. Inoltre, anche se intuitivamente sappiamo che il modello più funzionale è quello fondato sullo scambio, non sempre riusciamo a metterlo davvero in pratica.

Potremmo avere difficoltà a passare da una modalità all’altra, soprattutto se la pretesa è l’unica strada che conosciamo, o quella che più hanno utilizzato con noi durante la nostra crescita. Questo è quello che ho notato lavorando con centinaia di persone nelle aziende o nel mio Percorso “1 Settimane Per Ripartire Da Te”.

Esistono poi dei momenti in cui perdiamo fiducia negli altri e agiamo sulla scia dell’impulso: sono i momenti in cui ci sentiamo sotto stress emotivo.

È qui che la nostra corteccia perde il controllo sul cervello e la nostra intenzionalità viene temporaneamente inibita dalle potentissime percezioni che si generano nel nostro cervello più arcaico.

Allora alziamo il tono di voce, urlando, tenendo il muso, fingendo, violando le regole di nascosto oppure finiamo per sparire, minacciare, ricattare.

Scivoliamo, senza esserne consapevoli, in quegli atteggiamenti che definiamo “attacchi” e iniziamo a pretendere, invece di ascoltarci e impegnarci a formulare richieste chiare e potenti.

Scopri come educare gli altri a trattarti come meriti: smetti affannarti dietro la pretesa, entra nel mio percorso e aumenta la tua autostima

3 spunti concreti per uscire dalla pretesa e fare una richiesta potente

Prima di fare una richiesta, dobbiamo esserci impegnati in due processi: l’osservazione e la presa di consapevolezza di ciò che sentiamo e dei nostri bisogni.

Una volta fatto questo, la richiesta diventa un’espressione di “che cosa vorremmo chiedere agli altri allo scopo di arricchire la nostra vita”.

Voglio lasciarti 3 punti chiave per aiutarti a raggiungere il tuo scopo:

 

Primo punto chiave.

Spesso esprimiamo solo ciò che sentiamo/proviamo, ma questo non è sufficiente a far capire all’altro cosa vogliamo che lui/lei faccia. Rendi chiaro in primis a te stessa cosa vuoi ottenere dall’altro: cosi sarà nettamente più probabile che tu lo ottenga.

Secondo punto chiave.

Diventa consapevole della potenza delle parole che usi: per formulare una richiesta puoi utilizzare un linguaggio d’azione positivo, cioè richiedere azioni concrete su ciò che vuoi, rivolte al presente.

Ti faccio un esempio: “Vorrei che mi portassi rispetto!” è una Pretesa, mentre “Vorrei che mi salutassi quando mi incontri in corridoio, sei disposto a farlo?” è una Richiesta con linguaggio positivo

Terzo punto chiave.

Guarda all’altro dopo che ti sei espressa con onestà. Chiedigli come si sente e cosa sta pensando e se è disposto a intraprendere una determinata azione.

Educhiamo gli altri a come vogliamo essere trattate con ogni nostro gesto comunicativo (te ne ho già parlato in questo articolo): più l’altro si sentirà visto, accolto e accettato da te, più è probabile che si attivi tra di voi un circolo virtuoso di ascolto ed empatia!

 

RIASSUMENDO: come costruire una RELAZIONe di coppia FELICe SENZA PRETEndere

Utilizzare il modello dello scambio, e formulare richieste invece che pretese, è la strada maestra per costruire relazioni efficaci, che ti facciano sentire più sicura, felice e appagata. 

In questo articolo hai trovato alcuni spunti concreti che possono aiutarti a tornare al centro delle tue relazioni e uscire dal modello disfunzionale della pretesa e del controllo.

Se vuoi, puoi scrivermi su Instagram per farmi sapere che ne pensi (io rispondo sempre e non vedo l’ora di conoscerti!) oppure condividerlo con qualcuno a cui potrebbe essere d’aiuto.

Se hai capito che hai bisogno di lavorare su questo punto, possiamo farlo insieme. Ogni settimana ho uno spazio dedicato ai primi colloqui per chi sente che è arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita.

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Chi sono

elena formica

Elena Formica

Psicologa e psicoterapeuta della Gestalt

Aiuto le persone che si sentono bloccate in una vita che non gli piace più a Ripartire, per gestire l’ansia, liberarsi dai pesi sul cuore e tornare a sentirsi padrone della propria vita.

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