Relazioni lavorative: come influiscono sul fisico

relazioni lavoro

Quel che butti fuori a calci dalla porta trova, sempre il modo di rientrare dalla finestra…

 

Se ti dico che quel mal di schiena che ti attanaglia ogni mattina non è solo un problema fisico ma ha molto a che fare con le tue relazioni, con l’ultimo “No!” che non hai detto al tuo capo o al tuo partner, con le emozioni che ti sei tenuta dentro, ti suona un po’ incredibile vero?. 

“Ma no, è solo un mal di schiena, devo assolutamente cambiare materasso!” mi dirai…Eppure è proprio così.

 

Siamo abituate a pensare che ci sia una netta divisione tra la nostra mente, il nostro cuore e il nostro corpo ma in realtà sono aspetti diversi di un’unica realtà…Te Stessa, tutta intera, nella tua unicità.

 

Partendo dal caso studio di Cristina, che ha da poco concluso il Percorso “10 Settimane Per Ripartire Da Te”, in questo articolo ti accompagno a vedere come posso aiutarti a liberarti dall’ansia e dai pesi sul cuore e tornare a sentirti padrona della tua vita.

 

 

Il caso studio di Cristina

 

Cristina è una meravigliosa donna di 45 anni, dipendente d’azienda, moglie e madre di un bimbo di 7 anni. 

Quando è arrivata da me si sentiva “come la sabbia di una clessidra quando passa dalla sua strozzatura…ansiosa, paurosa, titubante, bloccata..come contromano in una strada a senso unico. 

Non potevo continuare cosi..il mio cuore la mia mente e la mia anima erano totalmente in confusione…mi dovevo svegliare da questo torpore che rendeva tutte le mie giornate uguali..pesanti”.

C’erano tanti aspetti che non andavano in particolare in due ambiti della sua vita:

 

1) le relazioni a lavoro erano diventata insostenibili: sentiva di non essere rispettata e ascoltata dai suoi responsabili e che i suoi colleghi non vedevano l’ora di giocare a scaricabarile alla fine del proprio turno, aggravando il suo carico di lavoro.

 

2) Il suo corpo mandava segnali che non era più possibile ignorare: conviveva con un mal di pancia continuo che la costringeva a dover calcolare gli spostamenti in macchina con molta attenzione, sempre sulla base della possibilità di fermarsi in caso di necessità.

 

Il primo passo fatto con Cristina: considerare “il tutto come più della somma delle singole parti”

Uno degli autori di riferimento della Psicoterapia della Gestalt, Kurt Lewin ha teorizzato che quando una serie di elementi in un campo di forze vanno a creare un insieme (come ad esempio gli atomi di un oggetto), questi non sono più separabili tra loro.

 Vanno perciò presi in considerazione come una nuova forma, unica nel suo genere: è qualcosa di diverso dalla somma delle parti, è qualcosa di più, e come tale va gestito.

 

Per questo motivo con Cristina la prima cosa di cui ci siamo occupate è stato vedere i vari punti di blocco non come tanti pezzi sparsi, ma come un insieme unico: relazioni a lavoro e salute fisica come parti di un tutto integrato.

 

Se ti consideri divisa a compartimenti stagno, quello che ti salterà all’occhio guardando alla tua vita è che sei piena di problemi, di cose che non vanno. 

Se invece trovi il filo rosso invisibile che collega tutti i pezzi, puoi occuparti di una cosa sola, e farlo nel modo più efficace possibile.

 

Il secondo passo: ascoltare l’insieme, insieme

 

Una volta capito che esiste questo filo rosso, abbiamo provato a cambiare modo di vedere l’insieme: da uno sguardo severo e giudicante, Cristina ha imparato ad usare uno sguardo curioso e benevolente del suo corpo.

 

L’esplorazione che faccio con la persona che ho davanti è sempre diversa e specifica per ognuno, ma segue una rotta ben precisa. Con Cristina ci siamo soffermate sulle diverse sensazioni che le rimandava il suo corpo, ci siamo occupate di monitorare il suo mal di pancia nelle varie situazioni e nel qui e ora di ogni sessione.

 

Il corpo è la sede di tutto il nostro insieme, la manifestazione incarnata del nostro esistere. Senza dare niente per scontato, l’ho invitata di volta in volta a stare in ascolto di sè, e a trovare quali sensazioni fisiche accompagnavano la sua presenza nel nostro spazio.

 

Il terzo passo: dallo Spazio Fuori allo Spazio Dentro

Una volta raccolte le preziose informazioni del suo corpo, siamo andate alla ricerca delle emozioni che coloravano la sua esperienza: rabbia, paura, tristezza… restavano tutte aggrovigliate nella pancia di Cristina. 

Entrandoci finalmente in contatto e dando a ognuna lo spazio che meritava, ha iniziato a liberare ciò che sentiva, lasciando emergere di volta in volta l’utile messaggio che ogni emozione porta con sé.

 

Perché si, le emozioni sono tutte utili, ci parlano di un desiderio e ci muovono verso la sua realizzazione, se non le blocchiamo con il pensiero e con il giudizio.

 

Il quarto passo: dalle emozioni al pensiero, dal desiderio alla volontà

Se è vero che il pensiero può essere una gabbia limitante, devi sapere che rappresenta anche il timone della tua barca, il ponte tra quello che senti e quello che fai. Per questo, dopo aver s-catenato le emozioni e aver ascoltato i desideri nascosti sotto la coltre di mille giudizi, con Cristina ci siamo occupate di rimettere in connessione il cuore con la testa.

 

Pensava che mettere davanti gli altri, e considerare le loro esigenze più importanti delle sue, fosse l’unico modo per sentirsi sicura nelle sue relazioni e gran parte dei suoi pensieri erano rivolti a valutare le reazioni degli altri come metro di giudizio della sua amabilità.

 

Meno spesso si era interrogata su cosa fosse davvero importante per lei e cosa lei volesse dagli altri. Iniziando a chiederselo, ha iniziato a vivere serenamente anche le sue relazioni in quel luogo di lavoro che le toglieva il respiro. 

Ha imparato a chiedere, a cercare soluzioni concrete per instaurare relazioni basate sulla professionalità e non sull’assistenzialismo ed è riuscita a darsi sostegno nel difendere i propri spazi. E il mal di pancia ha iniziato a essere meno ingombrante nelle sue giornate.

 

Il quinto passo: dalla consapevolezza all’azione

Passare all’azione è importantissimo per aumentare la tua autostima e sentire di avere il potere di governare la tua vita. Una delle cose che Cristina ha apprezzato di più è che non ci siamo perse in chiacchiere inutili: perché non basta sapere cosa vuoi, per farlo accadere.

 

Per questo, ogni nostra seduta si è conclusa sempre con la ricerca di un’azione concreta da mettere in pratica in vista della sessione successiva.

Mia cara Meraviglia, sappi che non troverai nessuna soluzione pre-confezionata né un’accozzaglia di tecniche e strumenti già pronti all’uso per gestire le tue relazioni: mi fido di te e ti ritengo capace, in quanto essere umano, di trovare la tua strada fuori dal pantano. Nel mentre, io sarò al tuo fianco ad ogni passo.

 

Cristina ama scrivere poesie e ha un animo fortemente artistico e creativo: facendo leva su queste sue risorse, l’ho accompagnata a cercare le opportunità nascoste nei vincoli della sua situazione. 

Sessione dopo sessione, ha cercato soluzioni per mettere al tappeto quelli che sentiva come i suoi avversari, con non chalance, tenendo per mano una “nuova Cry”.

 

Ha funzionato?

Nella lettera che mi ha scritto alla fine del percorso, riassume cosi la sua esperienza:

Fare un percorso di psicoterapia ti serve anche a capire che la prima persona a cui devi tenere, sei te stessa e prima lo fai, prima raccogli i frutti.

 

Bisogna innaffiarla questa vita, con la consapevolezza che siamo esseri umani, con un cuore e con un’anima e che se non ce la facciamo da soli a rimettere insieme i pezzi del nostro essere basta chiedere aiuto, basta decidere di farlo.

 

Io ringrazio Elena per questo ma soprattutto ringrazio me stessa per essermi fatta questo regalo! Spesso la vita è piena di ostacoli ma è la determinazione che ci metti a superarli che la rende miracolosa..Arrendersi mai, avanti tutta e sempre con il sorriso stampato in faccia. Benvenuta nuova Cri, grazie Elena!”

 

 

testimonianza cri

 

 

Come può esserti utile l’esperienza di Cristina?

Esiste un filo rosso invisibile dietro a quello che non funziona più nella tua vita. Il tuo corpo ti invia segnali importanti quando è arrivato il momento di cambiare e quello che puoi fare è farti sostenere nella delicata attività di unire i puntini per dare forma a un nuovo modo di vivere la tua vita.

 

Se ti trovi in una situazione in cui non hai chiaro quello che senti, non sai che pesci prendere davanti a una decisione importante o vuoi sbloccarti dall’ansia in modo concreto, possiamo sentirci. 

Puoi prenotare una chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti in cui analizzeremo insieme la tua situazione specifica e valuterò se posso esserti concretamente d’aiuto.

 

 

Elena Formica

Elena Formica

Ho già aiutato centinaia di persone che non si sentivano mai abbastanza a liberarsi dai pesi sul cuore, tornare a sorridere e sentirsi finalmente padrone della propria vita.