21 modi per sopravvivere al natale in famiglia

Il periodo natale: tanta gioia si… ma anche tanto stress.

Che tu lo ami, o che semplicemente lo tolleri, il periodo delle vacanze di Natale arriva ogni anno puntuale.

Insieme a lui, arrivano anche delle tappe che sembrano obbligate. I pranzi in famiglia, i ritorni a casa, i viaggi con i parenti, le corse ai regali e..per qualcuno, l’irresistibile voglia di poter godere di un periodo di ferie dopo le ferie.  

Oggi voglio condividere con te alcuni spunti su come sopravvivere alle vacanze di Natale, per non lasciare che grandi e piccoli disaccordi inaspriscano le tue relazioni in questo periodo.

“Significativamente stressati” a natale

Cosi si sono definiti il 44% dei partecipanti a uno studio condotto nell’ormai lontano 2015 in America durante le vacanze natalizie: significativamente stressati.

Anche nel contesto italiano le percentuali di stress sono simili, soprattutto se pensiamo agli sforzi cognitivi ed emotivi che abbiamo dovuto sostenere negli ultimi anni di pandemia, tra zone rosse e distanziamenti sociali.

Un recente sondaggio dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap), ci racconta che stanchezza e stress da regali pesano sul cuore di 4 Italiani su 6, che si definiscono scoraggiati dall’arrivo delle feste.

Due italiani su dieci, invece, arrivano a preferire di passare le festività con la “famiglia scelta” degli amici, piuttosto che con la propria famiglia d’origine, visto che considerano il Natale come il periodo a più alto rischio di conflitti.

Come sopravvivere al natale in famiglia…senza perdere il lume della ragione

Se anche tu, più che aspettare di passare a Natale del tempo di qualità insieme, temi che le grandi riunioni di famiglia si trasformino in un boomerang emotivo, continua a leggere.

Scopri i suggerimenti che ho preparato per te per superare le vacanze senza litigare con i tuoi cari…o, quantomeno…farlo in modo costruttivo.  

1. Metti la politica nel dimenticatoio

Le tavole natalizie si dividono solitamente tra esperti di politica e disinteressati: indipendentemente da dove “siedi di solito”, chiedere che il momento del pranzo o della cena di Natale sia un momento “politica-free” se gli animi di solito per voi si accendono molto, può essere l’opzione più sicura.

Prova a fare una richiesta esplicita a tutti i partecipanti, con il chiaro intento di rendere quello spazio un posto comodo per tutti ed evitare che le cose diventino emotivamente ingestibili. Soprattutto se nel vostro ritrovo non ci sono posti in cui allontanarsi e prendersi un momento per sè.

Non sto dicendo che tutti ascolteranno la tua richiesta, ma chiarire subito la tua preferenza può almeno aiutare a definire le “regole del gioco” e far iniziare le cose in modo più dolce. 

2. Condividi il carico di Natale

Le vacanze di Natale possono essere un periodo piuttosto stressante per tutti i soggetti coinvolti.

Se sei tu che ospiti gli altri è probabile che tu ti trovi a cucinare, pulire…e vogliamo parlare della pazienza che ci è voluta per far quadrare il menù anche con le richieste di quel cugino che è diventato vegano (ma non si è ricordato di dirlo a nessuno fino al giorno prima del cenone)?

Se ci pensi, è davvero incredibile che abbiamo l’energia per farlo ogni anno. E allora che fare per una sopravvivenza serena?

Se c’è un membro della famiglia che di solito si fa carico del peso dell’organizzazione, prova a offrire il tuo aiuto o ad aprire la conversazione su come tutti possono aiutare e offrire supporto.

Magari a qualcuno può piacere organizzare le cose da solo e riunire tutti, ma la pressione di essere l’unica persona “incaricata” può portare a un crescente senso di risentimento o ad uno spiacevole sentirsi sopraffatti.

Anche se non accettano la tua offerta, far sapere ai tuoi cari che ci sei e che sei dispostə ad aiutare può spianare la strada verso una vacanza condivisa più felice.

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3. Bevi e mangia consapevolmente

Ripetiamo insieme: anche se sono ovunque, cibo e bevande non sono dei salvagenti a cui aggrapparsi se le cose vanno male. 

Anche se non c’è niente di sbagliato nel godersi un drink (..o due, o tre), tenere d’occhio il consumo di alcol e di cibo può aiutarti a sentirti più presente nel momento.

Serve anche ad evitare di sentirti male la mattina seguente, oltre ad aiutarti con l’attuazione di meccanismi di coping potenzialmente dannosi.

Può succedere che tu ti senta “chiamatə” da chi ti circonda a “finire il bicchiere” o “liberare il piatto” per la prossima pietanza.

Se la senti come una forzatura, prendi un bel respiro ed esercitati a dire di no, con un sorriso – e se ti è piaciuto quello che hai provato fino a quel momento, questo può essere un buon momento per condividerlo e farlo sapere!

4. Commenti sarcastici e dove trovarli

I commenti mormorati sottovoce e le risposte sarcastiche non sono mai una caratteristica divertente delle riunioni di famiglia, ma volte sembra più forte di noi.

Dobbiamo “dire qualcosa di”…invece che prenderci lo spazio, il tempo e, si, il coraggio di “dire qualcosa a..” i diretti interessati. 

Una strada interessante per cambiare rotta è quella di provare a  dimostrare di aver preso in considerazione i sentimenti e le opinioni del tuo interlocutore.

Rifletti sui tuoi sentimenti mentre ascolti, riconosci e convalida i suoi, parafrasa le sue parole o chiarisci ciò che ha detto.

Questo dimostra che non stai cercando di attaccare o criticare, semplicemente perché non sei d’accordo.

Agire invece in modo rispettoso ti consentirà di intessere una relazione fondata sull’inclusione e sulla collaborazione nella creazione della vostra relazione.

5. Prova a passare dal compromesso

A meno che tu non sia quel membro della famiglia che “o le cose sono fatte a modo mio, o non se ne fa di nulla”, è probabile che in questi giorni ti troverai a fare qualcosa che non ti piace, ma agli altri si.

Per alcuni potrebbe trattarsi di giocare per l’ennesima volta a Monopoli, per altri provare a convincere la nonna che il ragù di tofu è praticamente la stessa cosa di quello tradizionale, per altri ancora ritrovarsi seduti nella parte del tavolo riservata ai bambini.

In questo caso, una strada può essere quella di cercare il compromesso.

Chi mi segue da un po’ di tempo sa bene che io non sono una grande fan del compromesso e preferisco di gran lunga la sintesi, cioè immaginare una terza strada che possa comprendere e rendere contenti i bisogni di entrambi gli interlocutori.

C’è da dire però che il tempo da passare insieme a Natale  – per fortuna o purtroppo – è di solito molto limitato, per accendere diatribe filosofiche.

In questi casi la ricerca del compromesso può diventare un salva-vita, però con un accorgimento: se ci sono delle cose su cui non sei dispostə a scendere a compromessi, sii esplicitə, rendilo chiaro e manifesto.

In questo modo potrai ricordare gentilmente alle persone, quando serve, dove sono i confini della tua disponibilità e indirizzare l’argomento in un’altra direzione.

6. Focalizzati sugli aspetti piacevoli

Non tutto quello che riguarda le riunioni di famiglia è comunque fonte di stress, giusto?

Come allenamento a vedere ciò che c’è, e non solo ciò che manca, prova a ricordare ciò che hai trovato piacevole nelle “passate edizioni” del Natale con la tua famiglia.

Elencane almeno tre, e poi prova a chiederti: c’è qualcosa che possono fare per far sì che accadano in questo incontro?

Se non è possibile per quest’anno, tenere questi punti a mente e condividere quanto ti sono piaciuti, porterà un po’ di aria leggera nelle conversazioni con i tuoi cari.

7. Impara a riconoscere i tuoi inneschi

Pensare all’effettivo momento dell’incontro con tutte le persone con cui non ti senti a tuo agio può essere sfidante.

È anche vero però che, riconoscendo le aree che ci causano più stress e facendo attenzione a non cadere nella trappola del pensiero catastrofico, possiamo prepararci per un Natale meno emotivamente faticoso.

Come puoi aiutare te stessə? Impara a riconoscere i tuoi “inneschi”, che in inglese vengono di solito definiti come “trigger“.

Pensa a ciò che potrebbe sembrare difficile per te dalle esperienze passate e escogita modi per gestire la tua risposta.

Non soccombere al pensiero catastrofico. Piuttosto,  chiediti: di cosa hai il controllo? Cosa potrebbe essere diverso? Che risorse hai?

Ricorda che, 9 su 10, potresti non essere il solo o la sola a sentirti cosi: può sembrare che gli altri si stiano divertendo, ma anche loro potrebbero stare affrontando le proprie difficoltà e cercando un modo per gestirle.

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8. Esci fuori, respira l’aria del Natale

Qualora tu ne abbia la possibilità, invita tutti i partecipanti alla reunion di Natale a uscire un po’ fuori all’aria aperta: restare chiusi sempre nello stesso spazio per tante ore non aiuta una convivenza pacifica.

Se non vogliono venire, ma tu senti bisogno di prendere un po’ d’aria…concediti un momento per te, per respirare.

Prenderti lo spazio che ti serve, allontanandoti fisicamente dalla situazione se è diventata troppo intensa può aiutarti a sentire nuove energie per affrontare le ore che mancano all’ultimo round di Mercante in fiera.

9. Stabilisci i confini

Non mi stancherò mai di dirlo: se hai modo di confrontarti e condividere con sincerità e garbo – e soprattutto in anticipo –  quali sono gli argomenti che non vuoi affrontare durante la cena, il pranzo o i giorni di vacanza….prendi coraggio e fallo.

Alcuni argomenti che di solito mettono a disagio possono essere, come abbiamo già visto, la politica, ma anche parlare di bambini, matrimoni o fidanzamenti in arrivo, “posti fissi” o cambiamenti di lavoro che invece stentano ad arrivare….

Ti stupirà forse sapere che alcune persone che seguo si sono scoperte già molto sollevate “solo” con questo passaggio.

Riuscire a fare una richiesta precisa alla propria famiglia, come ad esempio stabilire che nessuno si sarebbe offeso se ci fosse stata la necessità di avere dei momenti di time out lontano dagli altripuò essere davvero un’esperienza potente per la tua autostima. 

10. Trattati con amore e benevolenza

Usare amore e benevolenza nei tuoi confronti dovrebbe essere un trattamento da riservarti 365 giorni, Natale compreso. 

Ok concentrarsi sulla famiglia e sulle relazioni, ma ricordati che da un capo della relazione ci sei sempre tu – e come ti tratti, fa la differenza.

Non solo per quanto riguarda la qualità della relazione che riesci a offrire, ma anche perché guardando come tu ti rapporti con te stessə gli altri raccolgono informazioni su come possono (o non possono) trattarti.

Tienilo a mente: a Natale possiamo essere più buoni, sì , ma a partire da noi stessi. 

11. Dai l’esempio

Quando sei tu a guidare la conversazione, cerca di non mettere a disagio gli altri o portarli su argomenti per loro sensibili.

So bene che non hai la palla di vetro e che questo potrebbe capitare per sbaglio: ma se sei come le persone che seguo, che sono altamente allenate a leggere i cambiamenti nelle micro-espressioni degli altri come meccanismo di sopravvivenza, potresti accorgertene molto velocemente.

Se questo è il caso, puoi provare a correggere il tiro portando la conversazione su argomenti più “sicuri”.

Alcuni esempi? La tua nuova serie tv preferita, le prossime vacanze che ti piacerebbe fare o una situazione che ti è rimasta impressa e ti fatto sorridere…certo non saranno gli inneschi per la conversazione del secolo, ma sicuramente metteranno a proprio agio i tuoi interlocutori in difficoltà.

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12. La scelta del tempo

Saper scegliere il tempo di permanenza alla reunion di Natale con i parenti può essere una competenza molto importante per la tua salute mentale.

Non sentirti obbligatə a restare troppo a lungo, se non te la senti. Ricorda, deve funzionare per te. Se non funziona per te, non funzionerà comuque. Meno tenti di forzare le cose, più avrai l’occasione di sentirti a tuo agio.

Magari pensi che qualcuno potrebbe notare una tua “troppo veloce” ripartenza verso casa o verso il letto, ci sta.

Accogli il fatto che la tua presenza è stata notata (cosi come lo è in questo momento l’ipotesi della tua assenza): ringrazia, saluta e porta il tuo corpo dove senti che è giusto per te.

13. Lascia il passato…nel passato

Questa forse è il punto più difficile di tutti, lo riconosco.

È davvero facile crogiolarsi nei “dolci” ricordi del passato, ma rimanerci incastrati può rendere amaro il presente e rovinare il momento.

Per evitare ritorni di fiamma dalle ceneri di vecchie discussioni, cerca di focalizzare la tua attenzione (o riportare quella degli altri, se necessario) sul qui e ora, sul momento presente, tutte le volte che ti serve.

14. D’accordo nell’essere in disaccordo

Se la tua famiglia non riesce a mettere certi argomenti da una parte, per il benessere degli invitati…quello che ti resta da fare è scegliere di essere (forse ancora una volta?) la persona adulta nella stanza. 

Se non sei direttamente coinvoltə nella discussione, puoi chiedere alle due parti di prendersi una pausa per un momento, e magari cercare di tirare le fila della discussione verso un punto di incontro.

Se le due parti non riescono a farlo…è il momento di riconoscere che non c’è un vero e proprio dialogo in atto, non stiamo cercando di incontrarci ma solo di scontrarci.

E a volte non rimane altro da fare che riconoscere di essere d’accordo nell’essere in disaccordo. 

15. Nuovi legami tra un regalo di Natale e l’altro

Tutti abbiamo una persona nelle nostre famiglie, soprattutto se sono molto numerose, con cui siamo meno legati…o magari c’è quel nuovo fidanzato o fidanzata del cugino della sorella del trisavolo che…sembra un po’ fuori contesto, e probabilmente si sente un pesce fuor d’acqua.

Se te la senti, puoi provare a cambiare le solite dinamiche (che magari non ti piacciono più) prendendoti del tempo per scambiarci quattro chiacchiere e incuriosirti su di lei o su di lui.

Facendoli sentire inclusi, potresti scoprire dei lati di quella persona inaspettati e creare un legame che potrebbe essere un’ancora di salvezza per le prossime infinite cene di Natale.

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16. Ricordati dell’età che hai

Tornare a casa per celebrare le festività natalizie a volte ha il sapore di un viaggio indietro nel tempo e capita di sentirsi di nuovo…un po’ bambini, o di vedere gli altri di nuovo come tali. 

Per quanto si, saremo sempre e per sempre i piccoli bambini dei nostri genitori, tornare a comportarti come quando avevi 6 anni – magari inconsapevolmente –  potrebbe aprire la strada a interazioni spiacevoli o poco edificanti.

Se ti va, fai quello che faresti di solito se tu ospitassi una cena a casa tua…offri una mano a preparare, pulire o semplicemente lanciati nel chiedere chi vuole il caffè a fine pasto: questo potrebbe togliere un po’ di fatica dalle spalle degli host.

Se sei tu a ospitare, ricordati che sei (molto probabilmente, anzi quasi certamente) circondatə da persone adulte che possono aiutarti…anche se sappiamo benissimo che i tuoi figli, nel tuo cuore, avranno sempre la faccina d’angelo di quando avevano due anni.

17. Focalizzati sulla tua reazione, non sulla loro

Potrebbe essere frustrante trovarsi ad aver rispetto di certi confini e…vedere che invece qualcuno decide di fregarsene.

Cerca di ricordarti che non puoi cambiare il comportamento degli altri, ma puoi decidere cosa fare delle tue reazioni. 

Cerca anche di non cedere alla tentazione di entrare nella stessa modalità comunicativa di chi “se ne frega”: prenditi prima di tutto cura di te, cercando – dove ti è possibile – di mantenere un atteggiamento empatico con gli altri. 

Non potrai cambiarli, né sconfiggerli, ma potrai fare del tuo meglio per essere gentile con te (e con gli altri).

18. Se tutto il resto fallisce…passiamo alle maniere forti 🙂

No, non si tratta di usare la zuppiera come arma contudente, però diciamocelo: ci sono delle situazioni familiari in cui il “lavoro terapeutico” da fare sarebbe talmente tanto che non è pensabile di risolvere tutto durante una cena di Natale.

Quindi serve una strategia contenitiva: per questo con “passare alle maniere forti” intendo più immaginare dei modi per premiarti, in modo da renderti le cose più facili – qualora dovesse servire. 

Darti un’orizzonte, un “dopo” su cui posare lo sguardo mentre pensi che non ne puoi davvero più di questo Natale in famiglia, può essere un buon fattore di motivazione per aiutarti ad attraversare i momenti più bui.

Potrebbe essere immaginare di passare tutta la giornata successiva in pigiama, o ritagliarti un momento tete-a-tete con lə tuə partner, o cucinarti il tuo piatto preferito.

Non importa cosa, va bene qualsiasi cosa, basta che funzioni per te, nel tuo cuore e nella tua testa. 

Trova quella cosa che ti va davvero di fare e rendila il tuo premio per aver completato il tour de force natalizio.

19. Conosci (e riconosci) i tuoi limiti

Tra pressioni economiche e aspettative sociali, l’intero mese di Dicembre può diventare un campo minato tra senso di sovra-affaticamento, paura e frustrazione.

Conoscere e riconoscere dov’è il tuo limite può aiutarti a sentire le festività di Natale meno sfidanti. 

Prova a parlarti da subito in modo onesto: la realtà non potrà eguagliare le tue aspettative, né le più rosee, né le più cupe.

Il modo migliore per interrompere lo schema della frustrazione è diventare consapevole di esserci dentro, mentre accade.

È probabile che in questo modo tu scopra che, gradualmente, diminuiscono i momenti in cui senti frustrazione, la durata dello scontento si riduce e l’intensità del malcontento si affievolisce.

Ricerca la piacevolezza, non la perfezione: è questo che rende gestibili le aspettative.

Essere h24 sempre insieme può causare tensione. Cerca di creare del tempo da passare con te stessə, senza dover per forza investirlo tutto con amici e famiglia se non ti va.

20. Chiediti se ne vale la pena

Sempre più persone scelgono di passare il tempo delle vacanze di Natale da soli o con i propri amici.

Te lo ricordo perché voglio aiutarti a normalizzare il fatto che va bene anche scegliere di non passare del tempo con la famiglia, se è per te un contesto che non ti dà gioia. Ricorda che le riunioni familiari non sono la tua unica opzione.

È tempo di mettere il tuo cuore e la tua felicità davanti ai bisogni degli altri, e invece di chiederti sempre e solo come tu puoi adattarti all’ambiente, è arrivato il momento di chiederti se quell’ambiente è giusto per te. 

21. Pratica la gratitudine, non il senso di colpa

È fantastico essere grati per quello che abbiamo – famiglia, amici, persone care, un momento per celebrare…ma, se ascoltandoti, capisci che è troppo per te in questo momento, va bene cosi. 

Si, se pensiamo alla situazione globale è sicuramente un privilegio avere una famiglia in cui circola amore (anche se con qualche attrito di tanto in tanto), ma non sei il Grinch se ti rendi conto che le cose nel tuo contesto familiare non sono perfette e potrebbero andare meglio. 

Prenditi alcuni momenti per fermarti e mettere l’attenzione su tutte quelle cose per cui riesci a sentire gratitudine di questo ultimo anno. Riconosci anche le aree su cui ti sei sfidatə. Qualunque emozione che senti è valida, qualunque esperienza che hai fatto è valida. 

Non ci sono esperienze nè sentimenti giusti o sbagliati nemmeno sotto Natale. Regalati la possibilità di essere te stessə. 

QUAL È IL TUO MODO PER SOPRAVVIVERE AL NATALE?

Abbiamo visto insieme 21 modi per sopravvivere al Natale, e spero che ti siano stati utili per affrontare questo momento nel migliore dei modi.

Alcuni di questi sono diventati parte integrante della vita delle persone che seguo nel mio Percorso di 10 Settimane: sono davvero felice quando mi scrivono aggiornamenti a distanza di un anno, su quanto ancora stiano funzionando. Se vuoi leggerle, trovi le loro testimonianze sul sito.

Qual è il tuo modo preferito (tra questi, o in generale)? Quali sono le strategie che di solito usi durante le riunioni di famiglia?

Puoi farmelo sapere inviandomi un DM sui miei canali social –  mi trovi su IG con l’account @laformicapsicologa.

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Elena Formica

PSICOTERAPEUTA DELLA GESTALT

Sentire, Pensare e Agire sono i tre pilastri della mia vita, professionale e personale. Non offro risposte pre-confezionate, sono una ninja delle domande. Ti accompagno a mettere in pratica quello che gli altri ti spiegano in teoria.

Dal 2015 ho aiutato più di 100 persone a liberarsi dal peso dell’ansia e a tornare padrone della propria vita con il mio Percorso di psicoterapia “10 Settimane Per Ripartire Da Te”.

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