I 5 pilastri della resilienza

La situazione di isolamento che abbiamo vissuto nell'ultimo periodo, l'incertezza e i continui cambiamenti di vita che abbiamo affrontato nell'ultimo periodo e che stiamo affrontiamo ogni giorno richiedono di mettere in campo una grandissima dose di resilienza.

Quello di cui mi sono accorta è che quando le persone mi contattano per lavorare con me nel Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe, mi riportano di sentirsi ben poco resilienti, come se avessero “perso” questa capacità lungo la strada...oppure restano meravigliati perchè non hanno la più pallida idea di cosa sia!

E tu sai cos'è e come funziona?

Se la tua risposta è stata "non ne ho la più pallida idea!" ...sei nel posto giusto!

Ho preparato una serie di video per ognuno dei cinque pilastri della resilienza, per accompagnarti a scoprire come iniziare a metterli in equilibrio e da dove partire per renderla solida e smettere di sentirti ingabbiata di fronte alle difficoltà in famiglia, nella tua relazione o sul lavoro.

Cosa trovi in questo primo video?
Beh, partiamo dall'inizio!

Scopriremo insieme cos'è la resilienza, perchè è diversa dalla resistenza (con cui tutti la confondono...) e come può tornarti utile nel tuo viaggio di evoluzione personale.

TIP PRATICO:

Mentre ascolti il video, puoi iniziare a fare un piccolo esercizio di riflessione.

Prova a chiederti:

Su quale di questi elementi mi sento super sicura di me?

Su quali varrebbe la pena lavorare un po’ per ottenere un equilibrio più stabile nella mia vita?

Come cambierebbe la mia vita se fossi più resiliente?

Se vuoi il mio aiuto per migliorare le tue capacità di essere resiliente, clicca sul bottone sotto al video per richiedere la tua chiamata gratuita di 30 minuti.

Insieme faremo un'analisi della tua situazione attuale e sarà l'occasione per darti mio feedback personalizzato e tutti i dettagli per valutare se il Percorso fa per te in questo momento.

coriandoli

Se non sai fregartene dei giudizi

In una delle ultime sessioni di questa settimana Valeria (nome di fantasia x privacy) mi ha chiesto "tutti mi dicono che dovrei lasciarmi scivolare addosso i giudizi, ma come si fa?"

La mia risposta l'ha lasciata un po' interdetta.

"FREGARSENE NON SERVE A NIENTE, ANZI".

Se anche tu sei rimasta interdetta, ti spiego perchè ho risposto cosi.

Il giudizio degli altri ha sempre un peso. E' inutile negarlo o fare i superiori.

Non viviamo in un'isola deserta: gli altri esistono, e siamo in un rapporto di interdipendenza gli uni con gli altri (se non sai cos'è, segnalamelo nei commenti che ci faccio un video sopra).

Per questo, fregarsene, essere "giudizio-repellenti" NON è la soluzione.

Chi si dà valore ed è padrone della propria vita non se ne frega, ma fa una cosa precisa:

Non si fa intrappolare dalle etichette, dalle deduzioni, dalle sentenze che gli altri sparano (senza peraltro conoscerci cosi bene)

e....gestisce, lasciando andare.

Questo implica la capacità di non rimanere legate a quello che accade.

Che sintetizzata in tre parole, suona cosi

"Osservare. Accogliere. Lasciare che sia"

Ovvero

1. Osservare con la giusta distanza quello che ci viene detto,

2. Accogliere il giudizio per quello che è (una valutazione soggettiva di un altro essere umano, figlia delle sue esperienze e visioni del mondo)

3. Non attribuire ai gesti e alle parole degli altri il potere di farci male.

Per iniziare a farlo con un piccolo esercizio, prova questo:

scrivere su un foglio

Prendi un foglio e individua uno, due, tre, dieci giudizi (scegli tu) che hai ricevuto o che temi di ricevere e non sei riuscita a lasciare andare.

Focalizzati su quelli che ti si sono attaccati al cuore o che hai paura di sentire perchè ti farebbero davvero male.

E adesso rileggili, riguardali.

Respira dopo ogni frase. Falla entrare dentro di te con ogni ispirazione e riportala fuori espirando.

E ora arriva il momento divertente.
Potrei consigliarti di bruciare il foglio, ma non voglio avere casa tua sulla coscienza - quindi:

Con grande cura, prendi in mano il foglio e fallo in mille piccoli pezzi. Tanti, non lesinare sulla quantità.

Adesso prendili tra le mani.

E poi con tutta la forza che hai: SOFFIA, SOFFIA FORTE. Lontano da te.

Lasciali andare lontano, Come fossero coriandoli. Falli volteggiare nell'aria.

Quando con Valeria abbiamo fatto questo in sessione i suoi occhi erano pieni di meraviglia, come quelli di una bambina.

Ha trasformato il peso dei giudizi in pezzi leggerissimi di carta, capaci di volare via da sè.

Liberi loro, libera lei.


E tu? Cosa fai per gestire i giudizi che ti arrivano dagli altri?

Contattami per farmi sapere se avevi mai fatto questa esperienza e se ti è servita.

E sei vuoi lavorare insieme a me nel Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe e sentirti libera dai pesi sul cuore e di nuovo padrona della tua vita clicca qui sotto per richiedere la tua chiamata conoscitiva gratuita da 30 minuti.

Insieme capiremo se siamo una buona squadra di lavoro e se il Percorso è quello che ti serve in questo momento per la tua trasformazione.

dott.ssa elena formica

Pensi di essere “troppo emotiva”?

se pensi che sia un problema, leggi qui

Una delle richieste "tra le righe" che spesso mi arriva da chi mi contatta per iniziare il Percorso è quella di essere "meno emotiva" o eliminare qualche emozione ritenuta spiacevole, come la paura o la rabbia.

Mi accorgo che questa richiesta arriva perchè tante, troppe volte queste persone sono state definite "troppo emotive" da chi le circonda, come se sperimentare anche quel tipo di emozioni fosse un motivo di vergogna o di disagio.

E' una frase che ho sentito spesso anche io nella mia vita, e accidenti se fa male.

Ti senti come in trappola:

come se dovesse predominare sempre la razionalità, a scapito delle regole del cuore.

Eppure tu, quelle cose le senti e non puoi non sentirle.

Spesso chi condanna l'essere emotivo, non intende veramente questo.

Usa questa espressione, emotiva, come sinonimo "politicamente corretto" di suscettibile, veemente, complicata, isterica, disturbata e altre qualità che ricadono nella definizione di "stati d'animo difficili da gestire nella relazione".

Karla McLaren in "Il linguaggio delle emozioni" ride al pensiero che questa frase possa veramente essere detta a qualcuno - e io con lei.

Perchè grazie al mio lavoro so che non c'è un altro modo di esistere, o per lo meno un altro modo che sia altrettanto autentico.

Tutti abbiamo delle emozioni, tutti siamo emotivi, perchè le emozioni sono dannatamente utili alla sopravvivenza umana.

Altrimenti, saremmo dei robot.

Se ti hanno rivolto questa frase, vorrei che tu ti rendessi conto che non c'è niente di sbagliato nell'avere emozioni.

Il contrario di emozionata è "indifferente, noncurante, apatica, distaccata, immobile"...davvero mi stai dicendo che ti piacerebbe essere cosi?

Probabilmente chi sta condannando questo tuo essere "emozionata" è a sua volta in difficoltà, perchè non sa che farci di quelle emozioni che sono emerse nella vostra relazione.

A scuola non ci insegnano cosa fare delle emozioni, e soprattutto come esprimerle e creare relazioni durature e appaganti.

(Ma in compenso sappiamo a memoria la data della conquista dell'America 🤷‍♀️).

Se credi che le tue emozioni siano un ostacolo a vivere una vita felice e realizzata, quello che puoi imparare a fare è

Capire come esprimerle e farle diventare una bussola, una risorsa da usare a tuo vantaggio

Come Francesca che ha da poco finito il Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe.

Grazie al lavoro che abbiamo fatto insieme sulle emozioni adesso ha imparato come usarle e, finalmente, ha trovato il coraggio per andare a vivere da sola e affrontare le sue relazioni affettive e lavorative con una nuova consapevolezza che la fa sentire davvero serena e padrona delle sue scelte.

Leggi i dettagli della sua esperienza cliccando qui.

E tu, che ne pensi?

Ti sei mai sentita (o ti hanno fatto sentire) "troppo emotiva"?

C'è qualche emozione che vorresti imparare a gestire meglio in un ambito della tua vita?

Contattami sui social o clicca sul bottone che trovi qui sotto per richiedere la tua Chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti.

In chiamata andremo ad analizzare la situazione che ti blocca, cosi potrò darti il mio feedback personalizzato, oltre a tutti i dettagli che ti servono per capire se sei adatta al percorso e se fa per te in questo momento .

Perchè...

NON PUOI CAMBIARE QUELLO CHE SENTI MA PUOI DIVENTARE UN'EMOZIONATA DI LIVELLO PRO E REALIZZARTI!

Io sono qui con te.

Elena

autostima

In che modo ti stai trattando?

Questo messaggio mi è arrivato da Raffaella (nome di fantasia per la privacy), una ragazza che ancora non ha finito il Percorso #10settimaneXRipartireDaTe e sta già facendo una super-rivoluzione nella sua vita.

Me lo ha scritto letteralmente 10 minuti dopo aver finito la nostra sessione, ancora incredula.

raffaella

E' un messaggio che ha il sapore della meraviglia e della scoperta.

Mi ha emozionato perchè conosco il potere trasformativo di queste parole: sono quelle che segnano un cambiamento importante.

Che ha delle ripercussioni fondamentali non solo dentro di te, ma anche fuori perchè il modo in cui ti tratti stabilisce e definisce il modo in cui il mondo inizia a trattarti.

E so già che sarà un grande switch per lei.

MA SO ANCHE CHE QUESTO NON è IL FRUTTO DI UN MIRACOLO.

Nessuna bacchetta magica.

🔸E' quello che accade quando decidi che è arrivato il momento di dire basta e di svoltare nella tua vita.

🔸 E' quello che accade quando scegli di investire su di te e affidarti ad un Percorso (e a una guida) che può aiutarti a passare attraverso "la selva oscura" delle tue paure e della tua confusione.

Se questo è il tipo di parole che anche tu vuoi iniziare a dirti e il tipo di risultati che ti interessa ottenere, sappi che

il mio Percorso aiuta chi si sente persa in una vita incasinata a non farsi sopraffare dall'ansia e dalla paura e a ritrovare il proprio centro, per liberarsi dei pesi sul cuore e vivere felice e padrona della propria vita.

Se ti interessa conoscerlo meglio e capire se può essere il ponte che ti aiuta a raggiungere quello che tu desideri per la tua vita, clicca sul bottone qui sotto per richiedere la tua Chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti.

In chiamata scopriremo qual è il blocco che ti sta ostacolando, e - se entrambe valuteremo di voler lavorare insieme - ti spiegherò in dettaglio come funziona il Percorso e formuleremo un piano di intervento su misura per te!

se non rischio non imparo - elena formica

Se non rischio, non imparerò (e ripartirò) mai

In questi giorni ho affrontato una sfida di riorganizzazione non banale della mia agenda.

 

Sto preparando un corso di formazione a distanza sulla comunicazione verbale e non verbale e questo, combinato con le sessioni individuali del percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te con un numero di richieste che sono andate ben oltre le mie aspettative, ha aggiunto alla mia “to-do list” un bel po’ di voci da spuntare!

 

Oggi però torno qui con te per condividere un frammento di conversazione che ho avuto con Eleonora, una ragazza che mi ha contattato su LinkedIn e che – devo dirlo – mi ha illuminato e permesso una riflessione.

 

Parlavamo di scelte e di percorsi (di vita , terapeutici, etc.) e mi ha scritto questo:


Non so dove mi porterà questo percorso, ma cerco di cogliere tutte le opportunità possibili, o cerco di crearmele. Il che richiede molto tempo, energia e coraggio. Ma se non rischio, non imparerò mai”


Mi ha illuminata, con la sua lucidità e la sua visione chiara.

 

Soprattutto l’ultimo punto.

 

SE NON RISCHIO, NON IMPARERÒ MAI.

 

Eccola lì, la chiave per affrontare questi giorni e la vita in generale.

 

Rischiare, con energia, tempo e coraggio. Soprattutto coraggio. Con fiducia, in sé, nelle proprie capacità, per cogliere ciò che c’è e creare ciò che non c’è.

 

Partire da ciò che è visibile, cercare quello che ancora non è visibile ma è potenziale, e attuarlo, cioè “renderlo atto”, trasformarne la potenzialità in realtà.

 

Quanti atti di fede, di fiducia (in te, nelle tue capacità) fai ogni giorno? Quanto rischi?

 

Soprattutto, sai accorgerti di tutte le volte che ti succede? Sai guardare a quello che già c’è e vedere quello che ancora non c’è, ma potrebbe esserci?

 

Perché spesso mi capita di parlare con persone che si dichiarano molto attaccate alla propria zona di comfort, che non si sentono in grado di fare quel passo in più per rischiare e andare verso ciò che vogliono, ma che non si rendono conto di quanto già lo facciano ogni giorno, di quanto sia già presente questa loro capacità, nascosta tra i piccoli gesti quotidiani, nelle piccole cose comuni.

 

E allora forse si tratta di guardare con occhi nuovi, di accorgersi di quello che già c’è, le tue risorse disponibili, di fare questo primo piccolo passo di consapevolezza, prima di poter dare forma a quello che ancora non c’è in atto, ma è presente in potenza nel tuo cuore.

 

Questa consapevolezza si può allenare, ecco come:

“Come se lo vedessi per la prima volta”.

 

Prendi un oggetto e dimenticane il nome e lo scopo comune. Chiediti come mai è fatto così, che caratteristiche ha e a cosa potrebbe servire. Rischia di dire una castroneria, una fandonia, di inventarti un modo per farlo funzionare diversamente… A cosa potrebbe servire se non lo avessi già caricato del senso comune? Come lo potresti usare se non avessi dato per scontato che si usa nel modo che già conosci?

 

Se vorrai, sarò felice di leggerti nei commenti, conoscere quale oggetto hai scelto, quale uso nuovo hai inventato, quale piccolo rischio ti sei presa o preso oggi e ti darò un feedback personalizzato!

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

dalla paura alla consapevolezza - elena formica

Mettere in dubbio per ripartire… Dalla paura alla consapevolezza

Sto facendo alcune esperienze personali che mi stanno facendo capire che mettersi e mettere in dubbio è un’arte, non un’abitudine.

Non so se sei d’accordo con me.

Forse starai pensando: “ma come Elena, già io sono piena di dubbi, perplessità e insicurezze..ti ci metti pure tu?”

Ebbene si, mi ci metto pure io ma non ho intenzione di lasciarti sola in questo viaggio. 

Vieni con me.

 

Dubitare si apprende con fatica, metodo e rispetto, ed è un esercizio che si rinnova ogni giorno.

 

Non dubitare ci permette forse di sentirci più al sicuro, ma al tempo stesso si rischia di finire con il credere ciecamente a qualunque verità “alternativa”, a prendere per buono tutto ciò che ci viene detto, a “introiettare” (termine tecnico, cioè a ingoiare per intero tutto ciò che viene venduto dall’esterno come verità assoluta, ufficiale)… e allontanarsi dalla consapevolezza.

 

Il che – se ci pensi – è poco rassicurante in realtà, e altrettanto pericoloso.

Se non alleni il dubbio, rischi di crederci, quando ti dicono che cosi non vai bene.

 

Se non alleni il dubbio, rischi di caderci, nella trappola del “lo faccio/te lo dico per il tuo bene”.

 

Non tutto quello che è ufficiale è vero o completo. Non tutto quello che è alternativo è falso o parziale.

 

Tocca fare attenzione…ovvero usarla, l’attenzione.

 

Usare attenzione quando stai per diffondere notizie che non producono riflessioni o momenti di incertezza.

 

Usare attenzione quando ti senti geniale e più sveglio/a degli altri ,quando in realtà sei esattamente come loro, esseri umani che possono sbagliare o cadere.

 

L’azione del mettere in dubbio corrisponde al masticare, non ingoiare per intero, ovvero chiederti se quello che vivi ti va davvero bene cosi, non darlo per scontato, non darti per scontata/o.

 

Spezzettare, dividere in piccoli pezzi, andare al nucleo profondo delle cose. Di te.

 

Preferisco diffidare dell’ennesimo video sensazionale, e occuparmi di individuare un percorso, personale, di dubbio applicato con un senso, per crescere.

 

Crescere, che non vuol dire elevarsi o salire su piedistallo, ma oscillare tra il sedersi e riflettere e l’ alzarsi e andare nel mondo, a verificare le proprie teorie, a masticare e scoprire come è per me.

 

Com’è la vita che voglio, cosa mi piace e cosa non mi piace.

 

Elaborare. Dubitare. Destrutturare.

 

Per Ricostruire, Ripartire..Da TE, da Te soltanto.

 

Questo è il mio mantra di oggi, che voglio condividere con te.

 

E lasciarti con una domanda, con uno spunto di riflessione, che forse (spero) ti sembrerà paradossale – abbastanza da aprirti gli occhi, il cuore e la mente:

 

Su quante cose non hai ancora dubitato ancora oggi?

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

contatto con te stesso bambino

Il contatto con te stesso…bambino

Una piccola esperienza da provare.

 

Ho appena finito una sessione con una persona da poco entrata nel Percorso e abbiamo fatto un lavoro super interessante, di contatto profondo con la sua parte bambina.

 

E allora, come spunto di oggi, ho pensato di proporti questa piccola esperienza.

 

IMMAGINA:

 

Hai davanti a te, te stessə da bambinə.

 

Guardalə, visualizzalə bene…guarda com’è vestitə, come è acconciatə, che sta facendo, che espressione ha sul volto.

 

Guardalə ancora, respira e poi ascolta l’effetto che ti fa… entra in contatto con te adultə e ascolta ancora… che emozione senti verso di lei/lui?

 

Seguendo l’emozione che senti… scrivi una frase che ti va di dirgli in questo momento, che ha senso per te adesso.

 

Nei video che trovi sul mio canale Youtube e nelle tante interviste delle persone che hanno finito il percorso con me ti parlo spesso del far parlare le diverse parti di sé per ripartire verso la felicità… ecco, tra queste parti, c’è anche la parte bambina e riuscire a contattarla ti permette di fare uno scambio autentico che può darti accesso e sbloccare una fonte di energia preziosissima per il tuo viaggio interiore.

 

Perché, anche se non è andata come volevamo, adesso possiamo essere gli adulti che ci servivano da bambini.

 

E fare quel lavoro di ascolto dei nostri bisogni e di accompagnamento verso ciò che vogliamo.

 

Potresti avere voglia di condividere questa frase oppure no. Lascio che sia tu a decidere: è un momento di intimità e voglio che te ne prenda cura.

Ma se vuoi farlo, puoi scrivermi e raccontarmi di te, di cosa è emerso, cosa hai scoperto e come ti è stata utile questa esperienza.

 

Io sono qui, ti vedo e rimango in ascolto di Te, che sei un Essere Umano Prezioso.

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

esercizio di ribaltamento - elena formica

Un buon esercizio di ribaltamento

Un buon esercizio di ribaltamento… da applicare in tutti i campi.

 

A volte è una questione di punti di vi(s)ta. Punti di vista che ribaltano punti di vita.

 

Ribaltare la prospettiva, cercare il paradosso, invertire il corso “automatico” delle cose.

 

Quando una situazione sei abituata/o a leggerla solo in un verso, magari dall’alto verso il basso, finisce che ti si attacca addosso e ti porta giù con sé.

 

Leggere al contrario è un esercizio di attenzione, di impegno, di fatica… esattamente come lo è sviluppare la resilienza, fare attenzione alle fake news di questi giorni, scegliere la strada più giusta per sé, combattere contro il dolore e vivere la vita in generale.

 

Oggi ti propongo di prendere spunto da questo esercizio:

 

– pensa a una situazione della tua vita che in questo momento non ti piace

– scrivila come ti viene

– osservala…che effetto ti fa?

– trasformala! Prova a ribaltarla “da sotto in su” (puoi provare a farlo davvero come in questa poesia, oppure cogliere la metafora che c’è dietro, riconoscendo quali sono gli elementi di valore che puoi imparare per te).

Occhio alla lamentela sterile che ti allontana dalla resilienza! Coltiva la capacità di meravigliarti di quello che succede e…

Buona scoperta!

 
esercizio di ribaltamento - poesia - elena formica
 

P.S.: parlo di questi temi all’interno del mio canale Telegram Elena Formica –  Riparti Da Te, dedicato alle persone che desiderano imparare come liberarsi dalle catene dell’ansia e dai pesi sul cuore per AFFERMARE IL PROPRIO VALORE, ritrovare il proprio centro e vivere LIBERE e PADRONE DELLA PROPRIA VITA.

 

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

Tempo ritrovato o tempo vuoto - elena formica

Tempo ritrovato o tempo vuoto?

Il tuo rapporto con il tempo in questi giorni: tempo ritrovato o tempo vuoto dell’attesa?

Questa è la domanda di oggi.

 

Dovendo stare a casa forzatamente, la nostra routine quotidiana si è necessariamente modificata; quella routine che a volte ci sta stretta, è anche quella che ci consente di scandire le ore e i giorni nella settimana.

 

Di renderci conto di dove siamo, di quando siamo.

L’esistere è un “essere nel tempo”.

 

C’è un tempo condiviso, comune e scandito dall’orologio (chronos) e un tempo percepito, soggettivo e personale (kairos).

 

Osservando la rete in questi giorni, mi sembra che “tenere a debita distanza la paura del tempo vuoto” sia una preoccupazione che attanaglia un po’ tutti, tanto che le proposte su come riempirlo si sprecano: corsi di empowerment a distanza, lezioni di pilates su YouTube, videocall con tutto il mondo e flashmob di intrattenimento…

Come funziona per te in questi giorni?

 

Avere del tempo fuori dalla solita routine ti dà la percezione di aver finalmente trovato del tempo per te?

 

Oppure ti blocca e senti il peso di quest’attesa indeterminata?

 

Senti la necessità di utilizzare in qualche modo il tuo tempo per far sì che sia “un tempo di valore”?

 

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

Rendi l'attesa fertile - elena formica

Come imparare a gestire l’attesa e renderla fertile

Non giudicate il momento presente dalla superficie, perché tutto si muove anche quando sembra immobile.

 

È possibile che, soprattutto nei prossimi giorni, tutto vi sembri immobile.

 

Da qui al 3 aprile i giorni sono tanti e per quanto ci possiamo intrattenere con tutti gli spunti che Internet e Facebook ma soprattutto LA NOSTRA PERSONALISSIMA FANTASIA ci offre, può succedere che sentiate fastidio verso tutta questa immobilità.

 

Fuori non passa nessuno, non si muove niente, è tutto fermo e la frustrazione, la noia, la tristezza possono prendere il sopravvento.


Ecco, provate a fare questo piccolo esercizio:

1. Provate a restare perfettamente immobili per 1 minuto.

2. Osservatevi e provate soffermarvi (anche se il tempo è poco) su quante cose si muovono dentro di voi in questo stato.

3. Che cosa notate? Niente di particolare?

 

Ve ne dico alcune, immaginate di fare un viaggio in stile “esplorando il corpo umano”:

 

– Da 120 a 180 milioni di globuli rossi vengono prodotti e, contemporaneamente, un numero equivalente viene distrutto: ciascuna di queste cellule avrà vita media di 120 giorni;

 

– Il nostro cuore pompa dai 5 ai 6 litri di sangue;

 

– Sbattiamo le palpebre 12 volte;

 

– Facciamo 12-16 atti respiratori (in media);

 

– Le informazioni viaggiano nel cervello alla sorprendente velocità di 430 chilometri orari e ci mettiamo circa un secondo per formulare un pensiero;

 

– Le cellule del nostro corpo sono impegnate a scambiare energia e nutrienti con l’ambiente in cui sono immerse (l’organismo).

 

E non parliamo di quello che succede a livello emotivo… In un minuto siamo in grado di sentire “a pelle” se un incontro è stato positivo, se quella persona che abbiamo davanti ci fa un buon effetto oppure no, se il clima che si respira in una stanza è piacevole o spiacevole.

 

In questa settimana ho proposto questo tipo di esperienza a una persona entrata da poco nel Percorso di 10 settimane ed è rimasta basita da quanto le stava accadendo.

 

Subito il senso di blocco che sentiva si è sciolto e abbiamo iniziato a lavorare su quello che le stava davvero a cuore: prendere per mano la se stessa bambina e darsi un abbraccio che non aveva ricevuto in un momento particolare della sua infanzia.

 

Tutte le volte che ti senti immobile, statico come una statua oppure ferma, intrappolata, in impasse, renditi consapevole del fatto che SEI GIÀ IN MOVIMENTO.

 

Si tratta di assecondare il tuo movimento interiore per portarti dove vuoi.

 

Mi pare una buona metafora per farti capire cosa possiamo fare insieme: assecondare il tuo movimento affinché tu ti senta libero o libera di portarti dove vuoi, verso ciò che desideri per te.

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA