uscire dalla trappola del fare - direzione - elena formica

Qual è la tua direzione?

Se stai leggendo questo articolo, immagino tu ti sia trovata/o almeno una volta a preoccuparti della tua vita e a trovare tutti i modi possibili per analizzarla e per speculare su di essa, non è vero?

 

Se sei in quella piccola percentuale che non l’ha mai fatto, si fa cosi: ti siedi sul divano, mani nelle mani (o appoggi i gomiti alla scrivania) e inizi a percorrere km nella tua mente, girando in tondo, chiedendoti cosa fare della tua vita, quale direzione sarebbe doveroso dargli.

 

Lo step di oggi si focalizza su questo: preoccupazioni, analisi e congetture NON SONO I NOSTRI MIGLIORI STRUMENTI DI SCOPERTA.

 

Se vuoi gestire i cambiamenti a testa alta, ogni momento ha in sé un grande potenziale per scoprire qualcosa di nuovo su di te, sulla situazione che vivi e su quali strumenti puoi utilizzare per gestire la complessità.

 

Preoccupazioni, ansie e iper-analisi danno spazio a quelle voci nella nostra testa che ci dicono cosa dobbiamo fare, magari secondo quei modelli pre-confezionati per cui la vita dovrebbe essere vissuta in un certo modo.

 

Così, succede che in preda all’ansia, alle preoccupazioni e alle congetture – rischi di tarparti le ali, rinunci alla tua missione, a perseguire quello che davvero ti illumina, ti accende.

 

Finisce poi che usi i paradigmi di qualcun altro e cominci, o continui, a vivere la sua vita invece della tua.

 

Ti parlo di cose tipo:

 

“vorrei dare spazio alla mia anima creativa, ma mi hanno sempre insegnato che d’arte non si vive e che è meglio se mi trovo un lavoro sicuro, che dia delle certezze…posso sempre essere un artista per hobby”

 

“vorrei lasciare il mio partner, da cui non mi sento rispettata/o e che non vuole costruire un progetto di vita con me, ma forse è meglio che ci rimango insieme, almeno non sto da sola/riesco a pagare le bollette/i miei genitori dicono che è una così brava persona…tanto lo so che da sola/o non combinerò nulla della mia vita”

 

“vorrei prendermi del tempo per me e fare quel viaggio che sogno da tempo, ma poi rischio di rimanere indietro con gli esami/sul il lavoro (anche se non mi dà soddisfazioni)…cosa penserà di me la gente? E se poi me ne pento?”

 

Se ti ritrovi in alcune di queste frasi, congratulazioni! Stai facendo “il nobile lavoro di vivere la vita di qualcun altro” (P. Palmer)

 

Quello che ti serve è trovare la TUA DIREZIONE e, per farlo, puoi COSTRUIRE LA TUA BUSSOLA

 

Di cosa hai bisogno?

– Ingrediente 1: definire CHI SEI
– Ingrediente 2: definire IN COSA CREDI
– Ingrediente 3: definire COSA STAI FACENDO

 

Puoi unire questi tre punti in una costellazione luminosa grazie alla COERENZA, che non è rigidità, ma vivere allineato/a con i tuoi valori, senza sacrificare la tua integrità, con un guadagno notevole:

 

– Aumenta il tuo SENSO DEL Sè

 

– Crei maggior VALORE E SIGNIFICATO nella tua vita

 

– Ottieni più SODDISFAZIONI

 

Si tratta di essere INTEGRO COME IL MARE, NON COME LE MONTAGNE.

 

Una BUSSOLA ti permette di:

 

– vedere le connessioni tra i tre punti (chi sei, in cosa credi e cosa stai facendo)

 

– scoprire quando c’è tensione, scollamento tra i tre punti

 

– trovare il tuo nord personale, la tua direzione maestra

 

– capire se quello che ti serve in questo momento è un compromesso momentaneo o una svolta radicale

 

Non è possibile tracciare una rotta precisa da un punto A a un punto B. Devi tenere conto del cambiamento dei venti e del clima.

 

Qualche volta sarà necessario navigare più vicino alla costa, quando si alza il vento; qualche volta la nave si rovescerà per la tempesta.

 

Avere una bussola non ti impedisce di incontrare difficoltà nella navigazione, ma ti sarà utile per ri-orientarti e deviare al momento opportuno il tuo itinerario.

 

Perché “non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Seneca).

 

SE VUOI METTERTI ALLA PROVA E INIZIARE A  COSTRUIRE LA TUA BUSSOLA PER RITROVARE DIREZIONE E FOCUS NELLA TUA VITA

 

HO PREPARATO UN TRAINING GRATUITO PER TE

SE INVECE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

uscire dalla trappola del fare - gravita - elena formica

Stai cercando di risolvere un problema di gravità?

Qual è il miglior antidoto all’ansia e alla paura di non farcela a uscire da una situazione problematica che ti sta a cuore?

 

Magari stai pensando che buttarti a capofitto nel trovare una soluzione ti renda una vera problem solver.

 

Non so tu, ma io ho fatto questo errore centinaia di volte e c’è una cosa che ho imparato: darsi da fare per cercare subito la soluzione… NON è LA SOLUZIONE.

 

Quando vuoi ripartire e progettare la tua felicità, in realtà trovare le soluzioni è solo l’ultimo punto da affrontare.

 

Con lo step di oggi ti voglio far porre attenzione a questo:

 

PRIMA DI TUTTO, DEVI GUARDARE A DOVE STA ANDANDO LA TUA VITA E CHE TIPO DI PROBLEMA STAI AFFRONTANDO.

 

Se ti stai chiedendo perché, eccoti due buoni motivi:

 

1. Non è sempre facile capire QUALE sia davvero il problema e di CHE TIPO SIA

 

2. Non è sempre facile capire DOVE sta il problema, in quale area della tua vita si manifesta (…e come stanno messe le altre)

 

A volte quello che ci accade sembra così travolgente che invece di porre le nostre energie nel tentare di risolverlo, le impieghiamo nel riempire il nostro spazio vitale di lamentele, senza mai fare davvero niente per cambiare.

 

Altre volte ci muoviamo realmente per affrontarli ma con un mindset semplificante – ovvero quello del “più o meno”: vogliamo DI PIÙ di qualcosa (più denaro, più tempo, più successo, più tranquillità, più amore) e MENO di qualcos’altro (meno ansia, meno paura, meno sbattimenti, meno pesantezza).

 

Insomma, cerchiamo di risolvere una complicata equazione con integrali usando solo le funzioni di addizione e sottrazione.

 

Altre volte ancora ci imbattiamo in PROBLEMI DI GRAVITÀ: no, non sono problemi “molto gravi”, ma sono quei problemi che in realtà problemi non sono, per il semplice fatto che non puoi agirci sopra.

 

E se ti incaponisci con i problemi di gravità, la gravità vince.

 

Vince sempre.

 

Pensaci bene, definiresti mai la gravità come un problema?

 

Immagino di no, e faresti bene – perché se lo considerassi davvero un problema, l’unico modo per “risolverlo” consisterebbe nello spostare l’asse terrestre.

 

E spostare l’asse terrestre è un’impresa – per usare un eufemismo – un attimo complicata, non trovi?

 

Eppure accade spesso alle persone che seguo nel mio Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe.

 

Quante volte ti sei posta/o dei problemi “di gravità”?

 

“Sono disoccupato da tempo, sarà molto difficile per me trovare un lavoro perché i recruiter fanno colloqui solo a gente giovane neolaureata, e questo non è giusto. Cosa posso farci?”

 

“Mi piacciono sempre e solo persone già fidanzate, sono davvero sfortunata/o, le/li trovo tutti io. Cosa posso farci?”

 

“Voglio tornare all’università e diventare un medico, ma ci vorranno almeno dieci anni e non posso investire tutto questo tempo a questo punto della mia vita… cosa posso farci?”

 

Tutti abbiamo avuto questo atteggiamento mentale almeno una volta nella vita, e ritrovarti in queste frasi potrebbe non essere cosi piacevole.

 

Se non ci avevi mai pensato, leggere questo potrebbe essere una vera e propria “sveglia” (e, nel caso, spero che lo sia!).

 

Lo scopo per cui ti sto parlando di questi problemi è quello di provocare in te un pensiero critico, in modo che tu possa risparmiare il tuo prezioso tempo e decidere di investire le tue energie in… PROBLEMI RESISTENTI.

 

I problemi resistenti sono problemi su cui puoi fare qualcosa, solo che “resistono alle soluzioni”. Di solito sono complessi, straordinariamente spaventosi, ma sono anche una manna dal cielo perché…

 

CI PUOI AGIRE SOPRA (e TI FANNO UN REGALO)!

 

Esatto, un regalo: se ben individuati e centrati – ti permettono di spiccare un salto e portarti al livello successivo della tua esistenza, quello in cui da AMATORE DIVENTI PRO.

 

Ti fanno mettere in gioco la tua capacità di riformulare, la tua consapevolezza e la tua resilienza.

 

Perché finché non sgombri il campo dai problemi di gravità e non capisci davvero dove sei, non puoi sapere dove stai andando e, soprattutto, sviluppare un piano per arrivarci!

 

 

PER CAPIRE SE QUELLO CHE STAI AFFRONTANDO È UN PROBLEMA DI GRAVITA’ O UN PROBLEMA RESISTENTE HO PREPARATO UN

TRAINING GRATUITO PER TE

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uscire dalla trappola del fare - elena formica

Come uscire dalla #trappoladelfare

Se sei stanco/a di vivere in compagnia dall’ansia e vuoi metterti in gioco per superare le tue paure, affrontare i cambiamenti a testa alta e uscire dalla tua comfort zone più forte e fiero/a di prima, sei nel posto giusto!

 

Ho preparato una serie di step, un training pratico, che ti accompagnerà per un mese.

 

Un assaggio di come lavoro, per fare insieme un pezzo di viaggio, ponendo il focus su piccoli passaggi chiave che ti aiuteranno a:

 

– non cadere nella trappola del fare

– affrontare la ricerca del tuo equilibrio senza affannarti

– iniziare a dare forma, in modo consapevole, al tuo futuro e alla tua felicità.

 

Non ti dirò come aggiustare la tua vita, non ho bacchette magiche con la soluzione pronta ai tuoi problemi, ma sono qui per aiutarti a unire i puntini e riflettere su come posizionare lo sterzo in direzione dei tuoi obiettivi.

 

Se sei pronto/a e carica/o…si parte!

 

Facciamo il punto della situazione, che chiameremo il PUNTO 0.

 

Per individuare questo punto, rispondi a queste domande:


Dove sei adesso?

 

Quali problemi stai affrontando in questo momento?

 

Quali sono le situazioni che ti tengono sveglio/a prima di addormentarti?

 

Parti da dove ti trovi.

 

Ti chiedo – con una metafora – di GEOLOCALIZZARTI, ovvero di individuare dove sei in questo preciso momento.

 

Attenzione, non ti sto chiedendo:

 

– Dove vorresti essere

– Dove dovresti essere

– Dove gli altri (tua madre, tuo padre, il tuo capo, il tuo partner…) vorrebbero che tu fossi

 

Semplicemente dove sei.

 

Non giudicarti, non lasciare spazio alle voci che fanno capolino nella tua testa e sputano sentenze, ma prova a fare solo una fotografia della situazione attuale.

 

Un fermo immagine (può essere davvero un’immagine o una descrizione di max 100 parole), che ti permetta – alla fine di questo viaggio – di guardarti indietro e vedere quanta strada hai fatto.

 

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

la trappola del fare - elena formica

La trappola del fare, fare, fare: come imparare a NON caderci!

Se non la conosci, ecco quello che di solito capita quando caschi in questa voragine:

 

…Ti ritrovi spesso FARE l’ennesima lista dei buoni propositi di tutto quello che intendi fare da settembre in poi, pensando che ti aiuterà ad aumentare la tua produttività e a recuperare del tempo per te?

 

…Ti ritrovi a FARE ordine in ogni angolo della casa, spostando tutto e girando come un criceto sulla ruota per ore intere, con l’obiettivo di vedere tutto bello, preciso, in ordine… E poi sei sempre sommersa dal solito delirio?

 

…Ti ritrovi a FARE diecimila progetti su altrettante agende/file/strumenti online diversi, tutti bellissimi, grandiosi, entusiasmanti… E alla fine non ne hai finito di scrivere nemmeno uno?

 

Insomma, sei sempre lì a FARE FATICA per arrivare alla fine della giornata, ma finisce che ti senti stremata e senza davvero aver concluso niente, non sei appagata ma solo più in confusione.

 

COME SI FA PER INIZIARE A USCIRNE?

 

Seguimi che ti accompagno a guardare i primi passi chiave per riprendere in mano la tua felicità!

 

1. FARE È UNO DEI MIGLIORI ANESTETICI AL SENTIRE LE TUE EMOZIONI E AL PENSARE IN MODO FUNZIONALE

 

È un buon modo per darti l’illusoria sensazione di liberarti dall’ansia e dalle paure che senti.

 

Purtroppo ha un’efficacia limitatissima, a breve termine, e te ne accorgi perché poco dopo senti la spinta a… Indovina un po? Esatto!

 

Fare qualcos’altro!

 

Cerchi di tenerti in movimento, attivo, allenato – chi si ferma è perduto, no? – ma è un movimento a-finalistico, senza uno scopo o una direzione precisa che finisce per risucchiarti.

 

Insomma… Un gioco neanche troppo bello, sicuramente faticoso che.. Dura poco.

 

MA…

 

2. È ANCHE UNO DEI TUOI MIGLIORI ALLEATI, SE IMPARI A RICONOSCERLO COME SEGNALE CHE SEI ENTRATA NEL LOOP

 

Invece di pensarlo come L’UNICO MODO di gestire il tuo tempo e le tue emozioni, puoi cambiare l’uso che ne fai!

 

Puoi considerarlo come un segnale, il segnale che sei entrata nella solita trappola e dirti che… Stavolta ti puoi attivare per disinnescarla!

 

Come?

 

3. RIPARTI DA TE, basandoti su ciò che conta davvero: TU, LE TUE EMOZIONI, LE TUE AMBIZIONI E I TUOI DESIDERI

 

Un pezzettino, ogni settimana, per costruire e favorire la tua crescita! 

 

Questo è quello che propongo alle persone che seguo nel mio Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe

 

Lavorando insieme, fianco a fianco, ti aiuto a liberarti dai pesi sul cuore e a prendere in mano le redini della tua vita con un metodo preciso e ben strutturato.

 

Se vuoi leggere le tante testimonianze delle persone che ho aiutato a ritrovare le coordinate della propria felicità, clicca qui!

SE invece è arrivato per te il momento di USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

aspirare alla meraviglia nascosta - elena formica

Meravigliarti per cambiare

Che tu stia cercando il tuo primo lavoro o di cambiare carriera, o di cambiare completamente vita, quello che conta davvero è se hai o meno un atteggiamento aperto e curioso riguardo alle opportunità.

 

Una sorta di “aspirazione alla meraviglia nascosta” di ciò che ti sta per accadere.

 

Per svilupparla cosa occorre?

 

Occorre passare dal giudizio all’esplorazione.

 

Quando giudichi il futuro, lo fai in base a una lettura “antica” e obsoleta della realtà, basata sulle tue esperienze precedenti, di tutte le volte che non ce l’hai fatta o di tutte le volte che qualcosa è andato storto (o non come volevi tu)… e vai in ansia.

 

Quando passi all’esplorazione, sei mosso dal desiderio di scoprire e questo ti dà l’opportunità di mostrare un genuino interesse verso gli altri, verso quello ti circonda, verso quello che puoi creare.

 

Si tratta di spostare il focus. Si tratta di cambiare domanda.

 

Da “cosa il mondo può fare per me?” a “quali opportunità IO posso trovare e cogliere nel mondo?”

 

In questo modo puoi dare spazio e far emergere la tua volontà di scoprire la meraviglia nascosta in una situazione, che altrimenti avresti scartato senza motivo e avresti giudicato (in base ad una prima analisi frettolosa), come “non adatta a te”.

 

Ma cosa è adatto a te?

 

La situazione in cui sei e in cui stai male (e nella quale, quindi, molto probabilmente non ti piace stare)?

Oppure quello che stai per ottenere grazie ad un cambiamento di prospettiva?

 

Detta in soldoni? Si tratta di dare fiducia più alle tue possibilità che ai tuoi preconcetti.

 

Il team dei preconcetti è composto da chi si tiene legato alla sua vecchia visione della vita, quella in cui va tutto male e non c’è mai una gioia. Lì c’è tutto quello che ti sei già detto, che sai già fare… e che non funziona.

 

Nel team delle possibilità c’è chi ha deciso di mettersi in cammino, di scoprire, esplorare e creare giorno dopo giorno la sua mappa della felicità… ed è lì che si crea un’apertura alle gioie future.

 

Sta a te scegliere da che parte stare.

 

Se senti che è arrivato il momento di darti una possibilità per tornare a sentirti libera dai pesi sul cuore, di nuovo sorridente e padrona della tua vita, possiamo entrare in contatto. 

Nella chiamata gratuita di 30 minuti che riservo a chi vuole seriamente conoscere il mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te  andremo ad analizzare insieme la situazione in cui ti senti bloccata e potrai ricevere tutte le informazioni utili a comprendere se è quello che ti serve in questo momento. 

il tuo prossimo passo per arrivare ad avere una nuova prospettiva sulla tua vita?
compilare il form che trovi qui sotto!

stress e burnout

Stress e burnout: cambia la tua prospettiva

Quando aiuto le persone a sbloccarsi nel Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te su temi legati al lavoro, noto spesso come usano (e, a volte, abusano) di queste due parole: STRESS E BURNOUT.

 

Analizzando insieme nella sessione la situazione che stanno vivendo, viene fuori che usano queste parole come contenitori vuoti e… il punto è un altro, al di là dell’etichetta che si auto-attribuiscono!

 

Se anche tu hai sentito questi termini, ma non sai bene la differenza, facciamo subito un po’ di chiarezza:

 

– lo stress sul luogo di lavoro è caratterizzato da un impegno eccessivo, emozionalità accentuata, iperattività, iper-reattività che poi – se non adeguatamente gestito – sfocia in ansia, paura, perdita di energia;

 

– il burnout è una situazione in cui la persona arriva all’esaurimento emotivo, disimpegno, perdita di coinvolgimento operativo ed emotivo, fino a perdere la speranza e la propositività.

 

In entrambi i casi, le radici in cui affondano queste manifestazioni sono tante, diverse, complesse… se anche tu sei solito/a usare questi termini, sappi che l’errore a cui rischi di andare incontro è quello di guardare il dito, invece della luna.

 

Quando:

 

– senti che hai le risorse per affrontare le sfide della quotidianità

 

– ti sei allenato ad essere resiliente e hai sviluppato la capacità di resistere agli (inevitabili) urti legati al carico di lavoro

 

– ti stacchi dall’ideale utopico del perfezionismo e ti riconnetti al tuo sentire

 

– impari a stabilire confini ben definiti tra lavoro e vita privata

 

– sai cosa funziona per te per ricaricare DAVVERO le batterie e ti dai il permesso di farlo

 

– metti a tacere il giudice interno che ti spinge a girare sulla ruota come un criceto impazzito

 

Quando succede tutto questo, al centro della tua attenzione non ci sono più stress e burnout, non sono più i protagonisti della scena.

 

Passano “sullo sfondo” e qualcos’altro, anzi qualcun altro viene “in figura”…

 

Sei TU, CHE TORNI AL CENTRO DA PROTAGONISTA, PRENDI LA SCENA E INIZI A PRENDERTI CURA DI TE!

 

Puoi cosi passare da sentirti BRUCIATO, esaurito, scoppiato ad essere di nuovo ARDENTE (di passione per te e per quello che fai)!

SU QUALI ELEMENTI DELLA LISTA TI CAPITA DI INCASTRARTI PIÙ SPESSO?

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via dei pensieri chiusa - elena formica

Come fermare il loop dei pensieri per Ripartire Da Te

Ieri ho fatto una tappa a Livorno per festeggiare l’anniversario con il mio compagno.

 

Sole, mare, aria fresca e un buon primo di pesce…

 

Finalmente riusciamo a concederci una piccola parentesi tra giorni intensi e di cambiamento.

 

Arriviamo vicini alla nostra meta e trovare parcheggio diventa un’impresa sempre più ardua!

 

Dopo il terzo giro in macchina, quasi in preda alla disperazione, capiamo il perché: lavori in corso! E questo cartello…

 

 


via dei pensieri chiusa - elena formica

 

 

Via dei pensieri chiusa. Bella metafora – ho pensato –  ma non posso certo fermarmi. 

 

Proprio cosi. NON POSSO FERMARMI.

Se anche tu appartieni al “team guerrieri a ogni costo”, diciamoci la verità: tutto possiamo sopportare, meno che di trovarci la strada sbarrata da dei lavori in corso.

 

Il rischio è quello di fermarci e sentirci impotenti.  Ed è facile capire perché fermarci è cosi difficile.

Quando ci sentiamo impotenti, sparisce la speranza, la motivazione e ci sentiamo bloccati e senza via d’uscita.

 

Se riconosci che questa tendenza a non fermarti mai ti appartiene, è probabile che tu lo faccia proprio per evitare di sentire questa sensazione spiacevole di impotenza.

 

Ti svelo un segreto: per me è stato cosi, per molto tempo.

 

Sempre piena di cose da fare, di posti da vedere, di persone da incontrare…

 

Evitavo con tutte le mie forze di fermarmi, spaventata da quello che avrei potuto incontrare, da quali mostri si nascondevano nel buio di una “pausa”, di un momento di fermo e di quiete.

 

Avevo però la sensazione di vivere costantemente sott’acqua, in apnea, annaspando, cercando di liberarmi da una serie di lacci che – da sola – continuavo a legarmi intorno e che mi impedivano di muovermi liberamente.

 

Fino a che non ce l’ho fatta più, e ho capito che in questo modo non sarei andata avanti facilmente, o meglio, non sarei andata avanti nella mia vita FELICEMENTE.

 

Lavorando su di me, e aiutando poi decine di le persone a farlo, ho visto che stavo associando il fermarmi con la fine di tutto.

 

Fine delle energie, fine del movimento, fine della vita..in pratica associavo il fermarmi ad una fine fatale, quasi al morire. E io non volevo morire, volevo essere una guerriera.

 

Quello che ancora non avevo capito, e quello su cui adesso aiuto le persone a sbloccarsi, è che

 



ANCHE I GUERRIERI HANNO BISOGNO DI RIPOSARE PER VINCERE IN BATTAGLIA.



 

E cosi ho deciso di regalarmi dei momenti di ripresa, che ho chiamato “momenti di lavori in corso” – momenti in cui fermare tutto e prendermi del tempo per me.

 

Se hai notato, le ultime settimane sono state costellate di questi momenti (e sono stata un po’ meno presente qui sul blog e sui miei canali social..)

 

Quando attivo i “lavori in corso” e chiudo la via dei pensieri posso riposarmi e ritrovare il mio centro.

 

La scoperta fondamentale è stata che questo non vuol dire abbandonare tutto quello che mi piace fare, anzi.

 

Vuol dire proprio fare quello che mi piace fare, invece di fare solo quello che devo fare.

 

Chiudere la via dei pensieri e..lavorare per me, al mio servizio, per il mio piacere, per la mia crescita da essere umano. E in quanto essere umano, riconoscere le insidie che ha un comportamento del genere, votato all’essere iper-produttiva: l’inevitabile esaurimento.

 


 

VUOI ANCHE TU PRENDERE CONSAPEVOLEZZA E INIZIARE A TRASFORMARE IL TUO BLOCCO? ECCO IL MIO TIP PRATICO PER TE

 

 

Prendi carta e penna e rispondi a queste domande.

 

 

Come sarebbe per te se riuscissi a chiudere al traffico incessante la via dei pensieri?
(Sì, proprio quella via dei pensieri che ti tengono ancorato/a a una visione della vita ormai stantia, che non ti appartiene più…)
 
Cosa succederebbe se ti dessi il permesso di percorrere, finalmente, altre strade?
Quali scenari si aprirebbero?
Quali altre strade ti troveresti a percorrere?
Che cosa potresti scoprire?
 

Quando faccio queste domande alle persone che seguo nel Percorso, si aprono cuori e mondi ricchi di scoperte e insight preziosi per la loro evoluzione personale e per una trasformazione concreta.

 


 

Quando scegli di metterti in modalità “lavori in corso” e di chiudere la via dei pensieri, ecco cosa puoi ottenere:

 

🏞 Si apre uno scenario nuovo, uno in cui smetti di darti le solite risposte in modo compulsivo e inizi a fare spazio per qualche domanda, aumenta la qualità di quello che puoi manifestare come essere umano

 

🛣Si apre un’altra strada, quella del sentire: quando ti soffermi sul sentire, puoi scoprire che ci sono cose che ti piacciono e non ti piacciono..che ti va di fare e su cui vale la pena investire tempo e risorse, e altre che è arrivato il momento di lasciare andare

 

🧭 Trovi la tua bussola, il tuo “nord interiore” che ti serve per orientare il tuo rientro nelle attività di tutti i giorni

 

🐹 Smetti di girare sulla ruota e di spezzettare le tue energie e il tuo focus in mille progetti e attività

 

⚖️ Ritrovi il tuo baricentro e puoi scegliere come canalizzare le energie per te, aumentando la tua produttività nei momenti in cui davvero serve.

 

Se non sai come costruire questi momenti o vuoi scoprire come fare per “cucirteli addosso” al meglio, puoi prenotare la tua chiamata di svolta gratuita da 30 minuti su Skype: insieme analizziamo la tua situazione e i tuoi obiettivi.

 

…E se entrambe valuteremo di essere un buon match, ti darò tutte le informazioni che ti servono per scegliere in autonomia di iniziare a lavorare insieme nel Percorso di 10 settimane!

 

 

TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA?

L'unico sbaglio che fai quando prendi una decisione - elena formica

L’unico sbaglio che fai quando prendi una decisione

Quando prendi una decisione, puoi fare solo un grande sbaglio. Ma non è quello di scegliere male.

 

Oggi voglio parlarti di una delle paure più frequenti che puoi sperimentare quando ti trovi davanti a una scelta, una paura che può bloccarti: quella di fare una “scelta sbagliata”.

 

Ogni giorno ho la fortuna di essere testimone di piccole e grandi scelte che ognuna delle persone che ha scelto il Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te si trova a fare nella propria vita.

Quello di cui mi accorgo è che, per quanto ognuna si trovi ad affrontare una scelta diversa, tutte cercano di prevenire eventuali passi falsi e si trovano bloccate nel passare all’azione.

 

Se questo sta accadendo anche a te, quello che voglio dirti è che quando prendi una decisione, puoi fare solo un grande sbaglio, ma non è quello di scegliere male.

 

Ti occorre prendere consapevolezza di alcuni punti, che possono aiutarti a fare chiarezza e a capire cosa c’è davvero in gioco.

 
1. Il primo punto fondamentale è che non è possibile fare una scelta giusta o sbagliata in assoluto. 

Guarda alla scelta che stai per compiere e cerca di comprendere chi stai prendendo come riferimento nel valutare i possibili risultati come giusti o sbagliati. 

 

La prima domanda che puoi farti: “Scelta GIUSTA O SBAGLIATA PER CHI?
Da quale prospettiva stai valutando i possibili risultati: la tua o quella di qualcun altro?

 

2. Il secondo punto è che spesso scegliamo di non seguire i nostri desideri, di ottenere quello che vogliamo per evitare di rinunciare a delle possibilità.

È un dato di fatto che ogni scelta comporta una rinuncia.

 

Quello che non consideri è che, per arrivare a quelle due o tre opzioni tra cui stai “facendo l’altalena”, il tuo cervello ne ha già scartate decine di migliaia, sulla base di una veloce analisi della situazione attuale e della tua precedente esperienza, senza che tu te ne accorgessi.

 

In questa situazione, puoi aiutarti a fare un passo in più.

 

La seconda domanda che puoi farti è “Mi sto focalizzando sul GUADAGNO o sulla RINUNCIA? Che cosa stai per guadagnare da questa scelta? È in linea con ciò che vuoi?

 
3. Il terzo punto su cui soffermarti è capire se ti stai preoccupando di mettere tutti d’accordo con la tua scelta.


Se hai paura di fare una scelta sbagliata, potresti avere il timore di offendere qualcuno, di farlo rimanere male, o di dare una delusione a qualcuno.

 

Quindi resti in un limbo e cerchi di evitare a tutti i costi il senso di colpa per non aver accontentato qualcuno.

 

Magari vuoi andare a vivere da sola, ma ti dispiace lasciar i tuoi genitori senza il tuo aiuto; oppure vuoi cambiare lavoro perché non ti soddisfa più come prima, ma temi di risultare un’ingrata agli occhi dei tuoi mentori.

 

La terza domanda che puoi farti è: “a chi sto cercando di NON pestare i piedi?”.

 

Osserva se – nell’evitare di fare “del male” agli altri, stai pestando i piedi ai tuoi desideri e al tuo bisogno di cambiamento.

 


In sintesi…

L’unico, grande, enorme sbaglio che puoi fare è quello di scegliere in modo:

 

– Poco coerente con te stessa/o

– Mettendoti in un angolo (o chiudendoti “in cantina”)

– Scordandoti di ascoltarti

– Lasciando che siano le aspettative e i bisogni degli altri a guidare la tua vita

 


 

Prima di chiudere, voglio lasciarti come sempre con un TIP PRATICO PER TE

Per ascoltarti davvero, guarda alla situazione allargando lo zoom della tua visione e chiediti:

 

– In che modo fare questa scelta impatterà sulla mia vita?

– In che modo i risultati che sto per ottenere (perché li stai per ottenere, qualsiasi cosa tu scelga), mi avvicineranno alla persona che voglio essere?

– Sto creando valore per me?

 

Fammi sapere se farti queste domande ti ha aiutato a fare una scelta in modo più sereno o se hai scoperto altri punti in cui ti blocchi!

e SE TI SENTI PRONTA ad andare al prossimo livello della tua evoluzione personale, TORNARE A SORRIDERE e sentirti LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

Il tuo obiettivo non è il punto di arrivo

A volte capita di sentirci comunque frustrati e ancora in ansia, anche quando raggiungiamo un obiettivo.

 

Dovremmo essere li, belle contente a goderci il risultato raggiunto… e invece niente da fare. 

Ma come è possibile?

Come può accadere, visto che in tanti sui social ci spronano a perseverare e dare tutte noi stesse per arrivare a quel momento?

Non dovrebbe andare diversamente?  

Ho lanciato questa riflessione qualche giorno fa sui miei canali social, chiedendo alle persone che mi seguono di condividere le proprie strategie e pensieri in merito alla questione.

Matteo, che dopo aver concluso il mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te partecipa ancora attivamente ai momenti di confronto che propongo, mi ha risposto:
 

«Grazie Elena di questo post. Effettivamente, nella mia esperienza personale, quando l’obiettivo era accompagnato da una visione più allargata, che metteva al primo posto la mia crescita personale (“accumulando così un tesoro del cuore” per la MIA vita) allora, indipendentemente dal fatto che lo raggiungessi o meno, non potevo fare altro che affrontare tutto con un enorme sorriso. Un abbraccio»

 

 

Abbiamo già parlato di QUALI SONO GLI ELEMENTI su cui FOCALIZZARE le proprie ENERGIE per raggiungere i propri OBIETTIVI. 

Quali, non fa grande differenza in termini di processo: può essere un obiettivo PROFESSIONALE come chiedere una promozione, parlare con il collega antipatico, trovare nuovi clienti; oppure PERSONALE, come riuscire a instaurare una RELAZIONE AUTENTICA con le persone che ti circondano, o ancora  liberarti dal peso dell’ansia e ritrovare EQUILIBRIO e AUTOSTIMA nella tua vita.

 

Il punto è un altro. 

È che è facile cadere nella trappola di vedere solo l’obiettivo e scordarsi di sè in questo processo, perdendo completamente di vista che L’OBIETTIVO NON è IL PUNTO DI ARRIVO

 

Se diventa il punto di arrivo, alla lunga questo ci può  portare frustrazione, soprattutto se l’obiettivo non è formulato in modo chiaro o è solo un altro modo per alzare l’asticella del PERFEZIONISMO.

 

Quello che ho notato è che la trasformazione diventa molto più potente se l’obiettivo che ti preme raggiungere lo guardi nell’ottica di un ESPEDIENTE DI CRESCITA PERSONALE.

 

Perché nella vita non si ha, non si è, ma si ESISTE: siamo persone che esistono nello spazio e nel tempo, in questo preciso momento.

 

La felicità non si possiede e non è data una volta per tutte, ma è una costante ricerca, ascolto di sé, dei propri desideri e messa in atto di azioni conseguenti per la sua conquista.

 

Per far sì che l’evoluzione che stai vivendo sia davvero POTENTE E DURATURA, quando individui chiaramente un obiettivo che ti interessa raggiungere, devi focalizzare l’attenzione su di TE, sul DESIDERIO che ti muove e sul processo di CAMBIAMENTO.

 

Serve una visione allargata, serve un “perché” più grande, altrimenti resta tutto fermo; magari l’obiettivo è anche raggiungibile e lo raggiungi, ma subito ne emerge un altro e ripiombi nella sensazione di non arrivare mai davvero a quello che vuoi.

tu che ne pensi?

Puoi farmelo sapere direttamente iscrivendoti al mio canale telegram, dove ogni settimana riceverai spunti concreti e training gratuiti per liberarti dall'ansia e tornare padrona della tua vita.

Consigli pratici per andare verso la produttività - elena formica

Produttiva senza burn-out? Si-può-fare!

Nel precedente articolo abbiamo parlato delle differenze che ho trovato tra l’essere super-indaffarata e super-produttiva.

 

Questi punti me li sono immaginati come input pratici che ti possono aiutare a stabilire meglio COME arrivare a definire il tuo percorso, senza ritrovarti (di nuovo…?) ad aver finito una settimana di lavoro con un senso di pesantezza e di frustrazione.

 

Meno chiacchiere, più distintivo

 

Le persone indaffarate parlano di quanto siano impegnate (e non riescono a uscire dal loop neanche quando fanno questo…).

Le persone produttive lasciano che le proprie azioni parlino per loro, perché sentirsi produttivi non significa essere produttivi.

 

Quando parli, registri cosa dici

 

Quando emetti un suono, contemporaneamente lo ascolti e il tuo cervello lo registra, al pari delle altre informazioni… lo sapevi?

 

Chi si dichiara indaffarato, (si) ripete spesso quanto poco tempo ha a disposizione, mentre le persone produttive sanno ritagliarsi del tempo per ciò che conta davvero.

 

No multitasking

 

Le persone indaffarate credono che il multitasking sia un chiaro segnale della loro produttività. Facendo cosi “entrano nella tana del Bianconiglio”.

Le persone produttive utilizzano il proprio tempo in modo funzionale alla loro persona e al loro obiettivo.

 

Ci sono svariate tecniche per sopravvivere al multitasking (una che mi ha sempre strappato un sorriso è la “tecnica del Pomodoro”, la conosci?) ma il punto della questione è che…

 

Puoi imparare a darti il permesso di non essere superman o wonder woman e prenderti cura di ogni aspetto del tuo lavoro, con amorevolezza per quello che fai e per te stesso/a!

 

Take your time… e usa l’assertività!

 

Le persone indaffarate le riconosci perché si fanno guidare dalla fretta (nel rispondere ad una mail, nel creare un progetto, nel camminare..).

 

Le persone produttive si prendono il loro tempo, per non interrompere troppo spesso il flusso delle proprie attività, soprattutto se in funzione delle priorità di altre persone.

 

Metti bocca su cosa fanno gli altri?

 

Le persone indaffarate vogliono che le altre persone siano altrettanto impegnate e misurano le ore di attività svolte dagli altri, reagendo con frustrazione (e invidia) se qualcun altro se la prende comoda.

 

Le persone produttive, invece, quando collaborano:

– vogliono che gli altri siano efficienti (e non in linea con le loro aspettative)

 

– valutano gli output che ricevono (e non le persone che li hanno prodotti)

 

– apprezzano quando le persone svolgono con piacere il proprio lavoro.

 

Se parli continuamente del cambiamento, sei lontano dal vederlo accadere

 

Le persone indaffarate parlano dei cambiamenti che vogliono fare e si giustificano con la scusa del “non ho mai tempo per fare quello che davvero voglio!!!”.

 

Le persone produttive, invece, affrontano quei cambiamenti!

 

Se vuoi sentirti capace e fiero/a di affrontare ogni cambiamento a testa alta in breve tempo e con la giusta strategia, senza farti bloccare dall’ansia e dalla paura…

 

Beh, sei nel posto giusto perché mi occupo esattamente di questo! 🙂

 

Nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te  non lavoro con tutti, ma solo con chi è davvero motivato a mettersi sulla strada della felicità.

 

 

Quindi se questo è il tuo caso e ti senti davvero pronta per imparare a vivere libera dai pesi sul cuore, sentendoti di nuovo (o finalmente!) padrona della tua vita…

il tuo prossimo passo È richiedere
la tua chiamata di svolta gratuita con me.

Ci prenderemo 30 min per fare il punto sulla tua situazione attuale e valutare insieme se il mio percorso può essere il ponte che ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi!