relazioni di coppia

Relazioni di coppia: saper “rompere e riparare” la rende più forte

relazioni di coppia

relazioni di coppia: un indicatore per capirne lo stato di salute

Stabilire lo stato di salute nelle relazioni di coppia non è semplice. Tuttavia, alcuni indicatori ci aiutano a capire in che “acque navigano” i partner e come possono superare le tempeste della relazione.

Ma quali inciampi o potenziali momenti di svolta ogni coppia si trova ad affrontare? Abbiamo già parlato insieme sul mio canale Telegram delle 5 fasi che i partner si trovano ad affrontare.

In questo articolo ti porto con me a vedere alcune indicazioni su cosa è più opportuno fare (e cosa non fare) per far si che la tua relazione evolva nel miglior modo possibile.

non c'è un unico modello per le relazioni di coppia

Prima di tutto, dobbiamo fare una premessa: nelle relazioni di coppia, ogni caso fa capo a sè: ogni relazione, come ogni persona, è unica e ha delle specificità che devono essere sempre tenute in considerazione. 

Per questo motivo, ogni situazione dovrebbe sempre essere valutata a sè da un professionista competente, in modo che ogni partner possa sentirsi accolto, ascoltato e compreso. 

Ad ogni modo, nei prossimi paragrafi voglio aiutarti ad avere una visione più ampia sull’argomento, soprattutto se è un po’ di tempo che le cose non girano come più come un tempo, o come vorresti. 

rottura e riparazione nelle relazioni di coppia

Uno degli indicatori che meglio racconta qualcosa della stabilità di una coppia, è la capacità che i partner hanno di “rompere e riparare la relazione”.

“Ma come, Elena?” mi dirai “Vuoi dire che dopo una rottura si possono riparare le cose? Se lui/lei mi ha fatto del male, le cose non torneranno mai come prima!”

Hai ragione. Dopo un momento di conflitto le cose effettivamente NON tornano come prima. Ma questo non è per forza un male, anzi. 

Due verità e una bugia sul conflitto nelle relazioni di coppia:

Partiamo da una grande bugia che circola sul conflitto nelle relazioni di coppia: non si può non litigare mai. In relazioni di coppia di lungo termine, questo è praticamente impossibile.  

Forse però, come accade per tantissime persone che seguo nel mio Percorso “10 Settimane Per Ripartire Da Te”, il conflitto ti spaventa e cerchi comunque di farlo il meno possibile. 

Allora lascia che ti sveli due verità su questo tema:

1. Il conflitto è inevitabile. Essere sempre in completo accordo su tutto non si chiama amore, si chiama confluenza e può sfociare in dinamiche relazionali di dipendenza e controllo che sono particolarmente disfunzionali.

2. Senza conflitto non c’è crescita nella coppia: il rischio è quello di rimanere a un livello di interazione superficiale che poco ha a che fare con l’amore maturo. 

 

Rottura e riparazione per gestire i conflitti

Invece, la capacità di Rottura e Riparazione si riferisce alla gestione degli inevitabili momenti di conflitto e alla successiva ricostruzione della connessione di affetto, fiducia e intimità tra i partner coinvolti nella relazione di coppia.

Passiamo a vedere qualche indicazione pratica: sfateremo insieme dei falsi miti che imprigionano le persone in credenze disfunzionali, cosi puoi riflettere su ciò che accade nella tua relazione.

relazioni di coppia: indicazioni per allenarti a riparare (e ripartire)

1. Il principe o la principessa "azzurri" non esistono (e tu non hai bisogno di essere salvatə!)

Le relazioni di coppia infelici e instabili si fondano proprio sul “quid pro quo” che ci sia qualcuno che ha bisogno di essere salvato.

Capire che non è cosi è fondamentale per smettere di pretendere che l’altro si incarichi del ruolo di salvatore (o tu in quello di crocerossina) (per approfondire il significato della pretesa ho scritto un approfondimento qui) 

Infatti, quando le relazioni di coppia sono fondate su questo assunto si crea una condizione di fusione emotiva, tipica dell’interazione genitore-neonato e necessaria per la sopravvivenza del piccolo. 

Le relazioni di coppia che funzionano, invece, si fondano su una dinamica di scambio tra adulti differenziati, capaci di provvedere alla propria sopravvivenza in autonomia e di generare un progetto comune. 

Quindi, dare al tuo partner l’incarico di provvedere ai tuoi bisogni, lo rende qualcosa di più vicino a un genitore, che a un compagno/compagna di vita.

 Ovviamente il discorso vale anche a parti inverse, quando senti che sei tu a dover provvedere ai suoi bisogni.

Differenziarsi nelle relazioni di coppia...fa la differenza!

Per non cadere in questa trappola, il lavoro che si fa in psicoterapia è quello di imparare a fare affidamento su sé stessi, ad auto-regolarsi e a provvedere ai propri bisogni, anche se si è in una relazione di coppia. 

In gergo tecnico questo si chiama diventare “adulto differenziato”: significa che si è stati capaci di separarsi psicologicamente (non solo fisicamente) dai propri caregiver e di riconoscersi come esseri umani diversi da loro, interdipendenti e capaci di auto-sostenersi. 

Quando, ad esempio, sai come gestire la tua ansia e rassicurarti da sola, senza che debba arrivare qualcuno a soccorrerti, calmarti e rispondere alle tue necessità, sai anche come metterti al centro della tua vita, da padrona di te. 

A quel punto hai la possibilità di incontrare il tuo partner senza entrare in dinamiche di dipendenza: in questo modo la relazione può evolvere in modo sicuro, maturo e differenziato.

2. L'orgoglio non aiuta a riparare le relazioni di coppia

Il secondo mito da sfatare è quello che ci sia del valore nel non cedere per prima. I conflitti, possono essere un’occasione di crescita solo se entrambi i partner sono capaci di mettere il loro orgoglio da parte e iniziare a costruire ponti, invece che muri. 

Se rimaniamo incastrati nell’orgoglio, aumenta il tempo che spendiamo nella fase di rottura, allontanando le reali possibilità di  arrivare velocemente a una riparazione, ma non solo. 

Inoltre, aumenta anche la frustrazione e insoddisfazione personale e diminuisce la fiducia che la relazione possa essere riparata. Cosi, ogni nuovo momento di confronto diventerà lo spazio perfetto per recriminare e riportare alla luce tutto quello che in precedenza non è stato risolto. 

Quello che puoi fare in questi casi, è cercare di dare spazio una connessione funzionale mandando segnali di ricerca di contatto e riparazione. Questo non vuol dire venire meno alle tue idee, ma comunicarle con il vostro linguaggio. 

Quando parli, usa il "vostro" linguaggio

Nelle relazioni di coppia, i partner usano spesso un “linguaggio in codice”, un modo di parlare tutto loro, fatto di nomignoli ed espressioni che fanno capire all’altro che sono in uno spazio sicuro

Se sei impegnata in un conflitto, ricordati di inserire questi segnali nella tua comunicazione: sarà funzionale a permettervi di riconoscere la vostra intenzione di riparare la relazione e superare il momento di rottura insieme. 

Inoltre, cerca di fare attenzione ai segnali di questo tipo che il tuo partner ti manda rispetto al suo tentativo di riparare la relazione, senza darli per scontati. 

3. prenditi il tempo che serve per occuparti di te

Spesso, i conflitti nelle relazioni di coppia originano da inneschi molto potenti che appartengono al tempo della nostra infanzia.

Saperli osservare e riconoscere è importante per non rimanere incastrata nel passato. Solo tu puoi sapere se questo è il caso: fai una valutazione onesta e sincera con te stessa. 

Se non è ancora il momento di entrare nella fase di riparazione per te, comunicalo chiaramente: “ti amo e voglio arrivare a una soluzione; in questo momento non sono ancora pronta” può essere una frase da cui partire. 

Prenditi il tempo che ti serve per occuparti di te e guardarti dentro. Potrebbero esserci degli eventi che hai vissuto nel tuo passato che non ti permettono di gestire al meglio il tuo presente. 

Per non appesantire ulteriormente la tua relazione di coppia situazione, creando una matassa dalla quale non si riesce a venire a capo, potresti considerare di intraprendere un percorso di terapia. 

 

Iniziare un percorso di terapia ti permette di vedere più chiaramente il tuo passato e dare una nuova forma al tuo futuro, anche di coppia

andare allo stesso ritmo insieme nelle relazioni di coppia

CI sono due modi per avviare il processo di riparazione nelle relazioni di coppia:

Possiamo interrompere il ciclo disfunzionale della dis-regolazione emotiva (ad esempio, fare un “time out” e allontanarsi fisicamente quando si alzano i toni). 

Oppure, intraprendere la prima azione riparativa, come chiedere a chiare lettere ciò di cui si ha bisogno per arrivare a una soluzione

Inoltre, fai attenzione se ti trovi ad usare (o a sentire dall’altro) frasi come “io faccio sempre” e/o “tu non fai mai”. 

“Sempre” e “mai” sono un ostacolo alla danza della riparazione: Tiziana Fragomeni, avvocato esperto di mediazione e processi riparativi, fa riferimento proprio a questa metafora nel suo Ted Talk intitolato “L’invisibile del conflitto”

Quando non ci ascoltiamo, arriviamo a pestarci i piedi e la danza si interrompe; quando invece creiamo insieme il nostro ritmo, possiamo arrivare a danzare insieme fuori dal conflitto

Ricapitolando: 3 lezioni chiave sulle relazioni di coppia

Quindi, cosa puoi portarti via dalla lettura di questo articolo? Ecco tre punti chiave:

1. La capacità di saper riparare ad un conflitto è uno degli indicatori salute e stabilità nelle relazioni di coppia. Nel farlo ci sono delle accortezze a cui fare caso, per far sì che sia un processo funzionale ed efficace. 

2. È un processo che puoi attivare tu stessa, senza restare in attesa che l’altro si muova in questa direzione e senza rimanere incastrata in dinamiche disfunzionali e dipendenti. 

3. Mettersi in ascolto di sè e dell’altro non è qualcosa di automatico ma si può imparare, allenando le tue capacità di comunicazione e sviluppando una piena consapevolezza della tua storia e delle tue dinamiche personali.

 

Se vuoi il mio aiuto sulla situazione specifica che stai vivendo, ti ricordo che puoi prenotare una chiamata gratuita di 30 minuti: Insieme analizzeremo ciò che senti, farai chiarezza su ciò che desideri ottenere dalla tua vita.

 

Scopri come lavoro e valuta insieme a me se "10 Settimane Per Ripartire Da Te" è quello che ti serve per passare dalla Paura al Coraggio

Una volta ricevute le risposte, ti contatterò per fissare il momento migliore per sentirci. Intanto ti abbraccio e – come sempre – faccio il tifo per te!

Chi sono

elena formica

Elena Formica

Psicologa e psicoterapeuta della Gestalt

Aiuto le persone che si sentono bloccate in una vita che non gli piace più a Ripartire, per gestire l’ansia, liberarsi dai pesi sul cuore e tornare a sentirsi padrone della propria vita.

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La trappola della pretesa: come evitarla per relazioni felici

pretesa

ti sei mai sentita in trappola nelle tue relazioni?

Probabilmente hai risposto di si a questa domanda. Ma c’è trappola e trappola, quando si parla di relazioni di coppia. Oggi voglio parlarti di una delle più frequenti e delle più insidiose: la trappola della pretesa. 

Quando lavoro con le mie pazienti, spesso mi raccontano che non si sentono capite e comprese dal proprio partner. La relazione si trasforma un vero e proprio campo di battaglia: diventa sempre più difficile comunicare ciò che sentono e si trovano prese in un turbinio di emozioni e pensieri spiacevoli che le lasciano sopraffatte.

Se anche tu non ti spieghi come mai finisci sempre per non sentirti capita al 100% dal tuo partner, nell’articolo di oggi voglio parlare con te di che cosa si intende esattamente in psicologia per pretesa.

Capiremo insieme anche come si può passare dalla pretesa alla richiesta e ti lascerò tre spunti concreti come strumenti per costruire relazioni più appaganti e serene sia nella tua vita privata che a lavoro! 

qual è la differenza tra richiesta e pretesa?

Prima di tutto dobbiamo riconoscere e comprendere che c’è una sostanziale differenza tra fare una richiesta e pretendere. 

Devi sapere che quando siamo davanti ad un’altra persona, possiamo usare modalità molto diverse per comunicare e relazionarci con lei, che ci faranno ottenere diversi risultati e daranno forma alla relazione, tramite ogni interazione che mettiamo in atto.

Cosa succede quando pretendiamo?

La pretesa suona come un aut-aut:  chi la riceve ha la sensazione che sarà giudicato o punito se dirà di no. In pratica è come se ascoltasse un messaggio implicito: “Se non fai …allora avrai/sarai/meriterai…. (qualcosa di spiacevole e indesiderato)”.

Quando avvertiamo un’imposizione, possiamo scegliere di rispondere in due modi diversi: acconsentire o opporci. Sono entrambe abbastanza “scomode”:

Uno. Se acconsento senza protestare, proverò una spiacevole sensazione di sottomissione;

Due. Se mi oppongo, potrei mettere a repentaglio la tenuta della relazione.

Per questo, iniziamo a cercare delle scappatoie: ad esempio, al lavoro, potremmo arrivare a dire di “si” al capo per rispetto delle gerarchie di potere e contemporaneamente attuare una serie di comportamenti di boicottaggio in “back office”.

Se da un lato questo ci consentirà di mantenere formalmente intatta la relazione, dall’altro andremo a creare una serie di non detti e rancori che porteranno più avanti ad un inasprimento dei rapporti; in questo modo si può arrivare ad avere veri e propri scontri, fino a situazioni di burn-out relazionale.

Che cos'è invece la richiesta?

Al contrario, la richiesta è un modo onesto di comunicare all’altro ciò che vorremmo da lui/lei per soddisfare un nostro bisogno.

Di conseguenza, chi la riceve avverte la libertà di poter decidere se acconsentire oppure no senza paura delle conseguenze o dei giudizi.

Inoltre, la nostra comunicazione risulterà molto più chiara e potente e aumenteranno anche le probabilità di sentirci comprese e di vedere soddisfatti i nostri bisogni.

scambio e controllo: Due modelli diversi per entrare in relazione

Richiesta e pretesa si basano su due diversi modelli relazionali: quello fondato sullo scambio e quello fondato sul controllo.

Quando una persona usa il modello dello scambio:

  • Rispetta nell’altro il suo diritto di essere libero di scegliere e di decidere.
  • Offre e chiede, accetta o rifiuta le proposte dell’altro, permettendogli di fare lo stesso 
  • Riesce a fidarsi degli altri e a costruire delle alleanze proficue (logica win-win)
  • Riesce a fidarsi di sè, della sua capacità di poter sopravvivere (e realizzarsi comunque) anche quando si riceve un no come risposta.
  • Negozia le regole della relazione insieme al suo interlocutore
 

Nel modello fondato sul controllo, invece, si cerca di imporre la propria volontà e determinare le regole della relazione, nell’ottica di ottenere il massimo del guadagno senza dare niente in cambio (logica win-lose)

cosa succede quando avanziamo una pretesa?

Non è facile essere consapevoli di quale modello stiamo usando quando siamo dentro la relazione. Inoltre, anche se intuitivamente sappiamo che il modello più funzionale è quello fondato sullo scambio, non sempre riusciamo a metterlo davvero in pratica.

Potremmo avere difficoltà a passare da una modalità all’altra, soprattutto se la pretesa è l’unica strada che conosciamo, o quella che più hanno utilizzato con noi durante la nostra crescita. Questo è quello che ho notato lavorando con centinaia di persone nelle aziende o nel mio Percorso “1 Settimane Per Ripartire Da Te”.

Esistono poi dei momenti in cui perdiamo fiducia negli altri e agiamo sulla scia dell’impulso: sono i momenti in cui ci sentiamo sotto stress emotivo.

È qui che la nostra corteccia perde il controllo sul cervello e la nostra intenzionalità viene temporaneamente inibita dalle potentissime percezioni che si generano nel nostro cervello più arcaico.

Allora alziamo il tono di voce, urlando, tenendo il muso, fingendo, violando le regole di nascosto oppure finiamo per sparire, minacciare, ricattare.

Scivoliamo, senza esserne consapevoli, in quegli atteggiamenti che definiamo “attacchi” e iniziamo a pretendere, invece di ascoltarci e impegnarci a formulare richieste chiare e potenti.

Scopri come educare gli altri a trattarti come meriti: smetti affannarti dietro la pretesa, entra nel mio percorso e aumenta la tua autostima

3 spunti concreti per uscire dalla pretesa e fare una richiesta potente

Prima di fare una richiesta, dobbiamo esserci impegnati in due processi: l’osservazione e la presa di consapevolezza di ciò che sentiamo e dei nostri bisogni.

Una volta fatto questo, la richiesta diventa un’espressione di “che cosa vorremmo chiedere agli altri allo scopo di arricchire la nostra vita”.

Voglio lasciarti 3 punti chiave per aiutarti a raggiungere il tuo scopo:

 

Primo punto chiave.

Spesso esprimiamo solo ciò che sentiamo/proviamo, ma questo non è sufficiente a far capire all’altro cosa vogliamo che lui/lei faccia. Rendi chiaro in primis a te stessa cosa vuoi ottenere dall’altro: cosi sarà nettamente più probabile che tu lo ottenga.

Secondo punto chiave.

Diventa consapevole della potenza delle parole che usi: per formulare una richiesta puoi utilizzare un linguaggio d’azione positivo, cioè richiedere azioni concrete su ciò che vuoi, rivolte al presente.

Ti faccio un esempio: “Vorrei che mi portassi rispetto!” è una Pretesa, mentre “Vorrei che mi salutassi quando mi incontri in corridoio, sei disposto a farlo?” è una Richiesta con linguaggio positivo

Terzo punto chiave.

Guarda all’altro dopo che ti sei espressa con onestà. Chiedigli come si sente e cosa sta pensando e se è disposto a intraprendere una determinata azione.

Educhiamo gli altri a come vogliamo essere trattate con ogni nostro gesto comunicativo (te ne ho già parlato in questo articolo): più l’altro si sentirà visto, accolto e accettato da te, più è probabile che si attivi tra di voi un circolo virtuoso di ascolto ed empatia!

 

RIASSUMENDO: come costruire una RELAZIONe di coppia FELICe SENZA PRETEndere

Utilizzare il modello dello scambio, e formulare richieste invece che pretese, è la strada maestra per costruire relazioni efficaci, che ti facciano sentire più sicura, felice e appagata. 

In questo articolo hai trovato alcuni spunti concreti che possono aiutarti a tornare al centro delle tue relazioni e uscire dal modello disfunzionale della pretesa e del controllo.

Se vuoi, puoi scrivermi su Instagram per farmi sapere che ne pensi (io rispondo sempre e non vedo l’ora di conoscerti!) oppure condividerlo con qualcuno a cui potrebbe essere d’aiuto.

Se hai capito che hai bisogno di lavorare su questo punto, possiamo farlo insieme. Ogni settimana ho uno spazio dedicato ai primi colloqui per chi sente che è arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita.

Richiedi la tua chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti e scopri se il mio Percorso può aiutarti concretamente a tornare padrona di te e delle tue relazioni

Chi sono

elena formica

Elena Formica

Psicologa e psicoterapeuta della Gestalt

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federica

Come gestire la fine di una relazione e realizzarti

come si fa a gestire la fine di una relazione, cambiare lavoro e tornare a stare bene da soli? 

 

La fine di una relazione è un momento che può mettere a dura prova: sono tante le domande che possono attraversarti il cuore e lasciarti dubbiosa, in ansia sul tuo futuro e sulla possibilità di tornare ad amare, tornare ad essere amata.

 

Quello che so è che può anche essere l’occasione di una svolta di vita importante, forse quella che aspettavi da tempo. 

 

Ne parliamo oggi insieme a Federica, una meravigliosa professionista che ha da poco concluso la sua esperienza nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te.

In questa intervista racconta quali sono stati i passi chiave per tornare a sentirsi stabile sulle sue gambe e capace di trasformare la sua vita dall’interno, libera da giudizi e condizionamenti e che in poco tempo l’ha portata a sentire di poter arrivare a conquistare tutto ciò che desiderava per la sua evoluzione!

 

 

Puoi ascoltare direttamente le sue parole nel video qui sotto oppure, se ti va di continuare a leggere, puoi proseguire dopo il video! 

Che situazione stava vivendo Federica?

Quando ci siamo sentite per la prima volta nella call gratuita di 30 minuti, Federica mi ha raccontato che si sentiva bloccata, insoddisfatta e aveva bisogno di fare chiarezza su ciò che voleva dalla vita sia personale che professionale.

 

Mi è da subito apparsa come una ragazza determinata e piena di risorse: sapeva che era arrivato il momento di scrivere una nuova pagina della sua vita, ma al tempo stesso era anche spaventata. 

 

Come non comprenderla? Come spesso accade alla fine di una relazione, oltre all’elaborazione di ciò che è stato, rimangono da gestire degli aspetti pratici che possono diventare l’innesco di ulteriori discussioni, recriminazioni e colpi bassi…

 

Il tutto condito dalla necessità di essere sul pezzo a lavoro e trovare un nuovo assetto alla propria vita!  

 

Per questo, prima di voltare pagina e guardare avanti, voleva sentirsi sicura di sè sia per comprendere come gestire al meglio questo momento, ma anche per arrivare a sciogliere una volta per tutte quei nodi che la tenevano in stallo in un contesto di vita che non la rendeva completamente felice.

 

Nel lavoro che abbiamo fatto insieme ha scoperto quanto può essere facile cadere nella trappola di aggrapparsi agli altri per paura di rimanere da soli, ma anche che può essere paradossalmente comodo lasciare che gli altri si aggrappino a noi. 

 

Nella prima parte del Percorso ci siamo soffermate a fare un’analisi della sua vita a 360°, un passaggio fondamentale per prendere consapevolezza di quello che non funziona più e che non ti porta a raggiungere i risultati che desideri. 

 

Grazie a questo primo pezzo di lavoro insieme, Federica ha potuto unire i punti e accorgersi che l’abitudine ad accontentarsi nella sfera privata stava avendo conseguenze importanti anche nella sfera professionale: si ritrovava immersa in una posizione lavorativa che non le portava soddisfazione economica e non le permetteva di crescere e diventare la professionista che desiderava essere.

 

Il Percorso ha funzionato?

Oggi Federica è tornata a sorridere e a sentirsi libera dai condizionamenti, di nuovo padrona di sè: questo è quello che ha raggiunto durante le 10 Settimane insieme. Stare da sola non la spaventa più, anzi!

 

Ha smesso di giudicarsi e riesce pienamente a godere della sua compagnia. Ha trovato la forza e il coraggio per cambiare città e lavoro, accedendo a un ruolo importante in una multinazionale.

 

Si sente libera e leggera, ha fatto nuove importanti amicizie con cui condivide la passione per i viaggi e si è concessa del tempo per esplorare il mondo, come desiderava fare da tanto tempo…decidendo lei l’itinerario giorno dopo giorno. In poche parole…Si sente viva, sa esattamente cosa vuole dalla vita e come viverla al meglio! Io sono fiera di lei e onorata di essere stata scelta come guida e testimone della sua rifioritura!

 

Stai cercando anche tu di portare questa trasformazione nella tua vita, ma non sai come fare?

Puoi compilare il form che serve per richiedere la tua Chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti.

 

Cosa succede dopo? 

Una volta ricevute le tue risposte alle domande che trovi nel form, ti contatterò per fissare il momento migliore per sentirci. Durante la call faremo un’analisi dettagliata della tua situazione, valuterò se possiamo essere una buona squadra di lavoro e ti darò tutte le informazioni necessarie per decidere in autonomia se il Percorso è quello che ti serve in questo momento. 

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Cosa succede quando nella relazione tutto sembra dato per scontato e come iniziare a uscirne - elena formica

Cosa succede quando nella relazione tutto sembra dato per scontato e come iniziare a uscirne

Succede che nelle relazioni (soprattutto quelle che durano da tempo) piano piano ci sembri tutto “dato per scontato”.

 

Un gesto, una parola, un complimento, un’uscita… quelli che all’inizio erano gesti usuali, sembrano essere un lontano miraggio. E tu ti senti trascurata/o, messa da parte…

 

Quando provi a parlarne in questi termini con il tuo partner ti trovi davanti un muro o, peggio, ti sembra che faccia “orecchie da mercante” negando tutto. Eppure tu lo senti che non è più come prima, che la distanza tra voi sta aumentando.

 

Vorresti un messaggio in più, un “mi manchi”, un “ti penso”… sai bene che lo potrebbe fare, perché in passato lo faceva, ma adesso sembra non esserne più capace o… magari non vuole? Il solo pensiero ti fa stare male.

 

Vorresti una bacchetta magica per invertire i ruoli, per far sì che anche lui/lei, come te, senta questa forte paura di perdervi, pensi: “Magari così si renderebbe conto di come sto”

 

Insomma, sei confusa/o. Non sai come comportarti.

 

Non vuoi fare gesti infantili, non vuoi innescare delle ripicche ma senti che è il momento di agire.

 

Come uscirne?

 

Ti propongo alcune domande a cui rispondere, per iniziare la risalita:

 

1. 𝐀𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐞̀ 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐮 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚 𝐥𝐮𝐢/𝐥𝐞𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞… 𝐠𝐢𝐫𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐟𝐚𝐫𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐭𝐞: cosa stai facendo tu per te stesso/a? come ti stai nutrendo, gratificando? Riesci a prenderti del tempo per te? Cosa vorresti fare che non ti stai concedendo?

 

2. 𝐄𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞: parla di quello che senti, di come ti fanno stare i suoi gesti. Dire “sei un egoista perché non mi scrivi mai” arriva come una sentenza, senza possibilità di appello. Quello che senti probabilmente è paura che la vostra relazione non sia più forte come un tempo e non ricevere i suoi messaggi ti provoca nostalgia e tristezza… prova a metterla in termini più concreti, specifici: “quando non mi arriva un tuo messaggio sono triste e ho paura che la nostra relazione possa piano piano rovinarsi” lascia all’altro lo spazio per portare il suo contributo alla comunicazione, comprendendo come stai davvero, senza sentirsi attaccato/a.

 

3. 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨: tutto cambia continuamente, impercettibilmente si modifica. Siamo organismi in continua modificazione, attimo dopo attimo. È un processo, così come è un processo la costruzione di una relazione. Aprire gli occhi e la mente a questo panorama è quello che ti serve per riposizionare questo momento come UN MOMENTO della vostra storia e non LA TOTALITÀ della vostra storia!

 

Se pensi che questa situazione ti riguardi e sia arrivato il momento di avere l’aiuto di un professionista che ti accompagni in questo viaggio, contattami!

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi e in che modo intendi mettere in pratica quello che hai imparato da questo video,

 

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Dentro al canale troverai  ogni giorno spunti pratici e training gratuiti per liberarti dai pesi sul cuore e tornare padrona della tua vita.

 

Oltre 100 persone hanno fatto il primo passo per conoscersi meglio e imparare a prendersi cura di sè… tu che cosa stai aspettando?