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10 punti di svolta per la tua vita

(parte 2)

Quando affronti un periodo di confusione, in cui niente gira come vorresti e ti senti spenta e frustrata, da ogni angolo spuntano “fuffa-guru” che ti dicono che iniziare un percorso trasformativo è proprio quello che ti serve per svoltare.

In pochi sanno spiegarti cosa in concreto ti porti a casa quando finisce e come può essere utile per la tua vita.

Per questo ho deciso di raccogliere i 10 punti di svolta per la tua vita che impari nel Percorso #10settimaneXRipartireDaTe, tratti direttamente dalle storie dalle persone che ho seguito in questo anno.

Clicca qui per leggere la prima parte dell'articolo con i primi cinque punti o - se lo hai già letto - prosegui per conoscere gli altri cinque.

punto di svolta n. 6

Imparare ad ascoltare e sentire il tuo corpo è essenziale.

Perché?

Perché per incontrare i tuoi veri bisogni/desideri hai bisogno di contattare la sensazione che quel bisogno o desiderio produce.

Il luogo concreto dove si raccoglie questa sensazione è proprio nel tuo corpo, l'head quarter, la sede centrale della tua esistenza.

Pensa a quando hai bisogno d'acqua: prima di tutto senti la bocca secca, hai sete, ed è questa sete che ti guida alla ricerca di una modalità possibile per soddisfarla, con i mezzi a tua disposizione.

Tutto nella vita segue lo stesso processo. Quando Marta ha scoperto quante informazioni conteneva il suo corpo e come tenere conto di quelle informazioni potesse guidarla a fare scelte migliori per sè, ha svoltato nella vita e sul lavoro: un posto indeterminato da infermiera nel più grande ospedale di FirenzeI e una vita di coppia più soddisfacente.

punto di svolta n. 7

Passiamo molto del nostro tempo a lottare con i nostri sensi di colpa, a giustificarci e a pensare ai "nostri diritti".

Il tuo punto di svolta sui sensi di colpa sta nel comprendere che non si tratta di colpa, ma di responsabilità.

La "response-ability" è la tua capacità di rispondere delle tue azioni, emozioni e pensieri.

Esserne responsabile ti aiuta a riappropriartene, e tutto ciò che possiedi...non ti ingabbia.

Quando Chiara ha imparato a riappropriarsi di ciò che sentiva, pensava e faceva, ha trovato la chiave per svoltare nel suo lavoro e ha smesso di farsi assorbire dagli altri.

Ha deciso di completare la sua formazione con una specializzazione e ha lasciato un lavoro che non le corrispondeva più davvero, senza rovinare i rapporti costruiti nel tempo.

Ne parla nel video che trovi qua sotto, insieme al racconto della sua esperienza nel Percorso.

punto di svolta n. 8

I tuoi sintomi non sono "il problema".

In sintesi, i sintomi che sperimentiamo sono un richiamo (a volte, un vero e proprio grido) a mettere attenzione su ciò che non funziona più.

Invece di liberarcene, possiamo fermarci ad ascoltare e vedere quale messaggio portano.

In questo modo potrai andare alla radice della questione e non insabbiarla temporaneamente, aggravandola.

Irene racconta che quando ha iniziato ad ascoltare il suo corpo, tutto è diventato più chiaro.

Il suo mal di stomaco prima di un esame si è trasformato da "sono in ansia" a "sono consapevole di avere paura di non farcela".

Solo dopo aver riconosciuto quella paura, ha potuto iniziare ad agire su di essa per superarla e per raggiungere il risultato che desiderava.

Quale risultato? Ascoltalo direttamente dalla sua voce nel video che trovi qui sotto.

punto di svolta n. 9

Interpretare è una delle abitudini preferite della nostra mente. E non è un caso, ci serve per sopravvivere.

Solo che tra un'interpretazione e l'altra, può iniziare a girarti la testa a furia di fantasticare sulle intenzioni, i desideri degli altri, interpretando parole, gesti, silenzi... presupponendo questo o quello.

E la cosa più "divertente" è che... poi arriviamo ad agire concretamente in relazione a quelle fantasie!

Se vuoi tornare padrona della tua vita, è ora di mettere fine a questo gioco..e iniziare a dire di no quando serve e a chiedere quello che vuoi per te stessa.

Giada, ad esempio, racconta che interpretava ogni parola del suo fidanzato e aveva paura a dire di no perchè temeva che lui si allontanasse.

Quando ha smesso di interpretare e ha iniziato a chiedere ciò che voleva per sè, tutto è cambiato.

Si sente più sicura di sè e loro sono diventati più complici e più uniti. Ti racconta come è successo nel video qui sotto.

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punto di svolta n. 10

Hai fatto del tuo meglio con le risorse che avevi in quel momento. In effetti, lo fai sempre.

Non si tratta di conformarsi o lasciar perdere, si tratta di imparare a perdonare te stessa.

E una volta che sei capace di perdonare te stessa, onori quello che è stato e ti predisponi ad accogliere tutto quello che sarà.

Quando P.G. (nome di fantasia per la privacy) ha iniziato a fare questo nella sua vita, tutto ha preso una piega diversa.

Si è sbloccata all'università, si è sbloccata nelle sue relazioni. Ha iniziato a sentirsi più sicura di sè e..ha ricominciato a guidare la macchina, dicendo "ciaone" agli attacchi di panico!.

Leggi la sua testimonianza cliccando qui sotto.

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

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10 punti di svolta per la tua vita

(parte 1)

Quando affronti un periodo di confusione, in cui niente gira come vorresti e ti senti spenta e frustrata, da ogni angolo spuntano “fuffa-guru” che ti dicono che iniziare un percorso trasformativo è proprio quello che ti serve per svoltare.

In pochi sanno spiegarti cosa in concreto ti porti a casa quando finisce e come può essere utile per la tua vita.

Per questo ho deciso di raccogliere i 10 punti di svolta per la tua vita che impari nel Percorso #10settimaneXRipartireDaTe, tratti direttamente dalle storie dalle persone che ho seguito in questo anno.

punto di svolta n. 1

Ci impegniamo enormemente per cambiare, ma non sempre sentiamo di riuscire a farlo.

È una lotta, in cui possiamo arrivare a spezzarci e soffrire, persi in un loop senza fine.

Accade perchè ci aspettiamo di trovare il cambiamento dove non è. È un paradosso: solo l'accettazione di tutto ciò che siamo e ciò che accade intorno a noi può portarci ad una vera trasformazione, ad un vero cambiamento.

Non serve spingere il fiume, serve imparare a osservarne il movimento e comprenderne la direzione.

Combattere contro "ciò che è" è una scommessa persa in partenza, che ti ingabbia in un processo utile solo a prosciugarti le energie.

Accettare è invece una promessa che fai a te stessa: la promessa che saprai osservare ciò che ti accade, che sarai pronta ad accogliere ciò che esiste, e a lasciare che tu sia tutto quello che sei.

Domenico racconta che quando ha fatto questo, ha scoperto che il suo cambiamento non stava dove credeva che fosse: un insegnamento che gli è entrato sotto pelle (letteralmente!

Oggi si è liberato dal peso di una relazione finita, e ha ricominciato a camminare verso il suo futuro, più libero e più leggero.

fine tirannia giudice

punto di svolta n. 2

Gli schemi mentali, emotivi e comportamentali che ti fanno soffrire hanno un significato nella tua vita.

Sono state la migliore risposta che hai trovato in passato per cavartela in situazioni dolorose e difficili.

E va bene cosi.

Giudicarti, incolparti, farti del male per aver pensato, sentito o agito nello stesso modo "di sempre" non fa altro che mantenere il problema allo stesso posto.

E' la manifestazione della tirannia del tuo giudice interno, che ti strapazza come un uovo al tegamino...e sei fritta.

Puoi uscire dal loop se impari a usare con te stessa quella che il filosofo Daisaku Ikeda chiama la Compassione e in Psicoterapia della Gestalt si definisce come Benevolenza.

Non si tratta di avere pietà nei tuoi confronti, ma di vivere "con-passione", volendo bene a tutte le parti di te, quello che sei stata, quella che sei, quella che vuoi diventare.

Giulia racconta che quando ha imparato a volersi bene e ad avere compassione per sè (invece che giudicarsi ad ogni respiro) ha raggiunto vette importanti nel suo lavoro di coach, ritrovando l'armonia nella sua vita come professionista, mogli e mamma di due splendidi cuccioli.

punto di svolta n. 3

Indossiamo tutti dei bellissimi occhiali colorati con i quali guardiamo e leggiamo la realtà.

Tante volte le persone che seguo mi hanno chiesto un parere oggettivo sulla loro situazione, ma quella dell’oggettività è una gran bufala.

Tutti interpretiamo il nostro presente con il prisma delle esperienze del nostro passato. E non ce ne accorgiamo!

Ma... questa non è una condanna: possiamo toglierci gli occhiali, pulire il nostro sguardo e cercare di essere un po' più vicini alla realtà, guardando il mondo con occhi nuovi.

Riappropriarci - e iniziare a dare valore - al nostro essere "soggetti", agenti attivi della nostra vita.

Lucia racconta di aver sentito un grande sollievo quando ha iniziato a farlo, perchè si è accorta del potere che aveva sulla sua vita, sulle tue scelte e sulle sue relazioni - sia personali che professionali.

Quando ha iniziato a usare questo potere per sè stessa, ha ricevuto una promozione a lavoro e ha dato una maggiore stabilità alla sua relazione di coppia.

Ha definito l'iscrizione al Percorso come il miglior regalo che poteva fare alla sua vita: ascolta le sue parole nel video qui sotto.

presente

punto di svolta n. 4

In tanti ti avranno parlato dell'importanza del vivere nel qui e ora, e delle grandi possibilità insite nell'essere presenti a sè stessi.

Ma che cosa significa davvero?

Essere presenti è essere integri nelle proprie sensazioni, emozioni e pensieri nell'unico tempo che ci è dato vivere, quello presente.

Non si tratta di impiegarlo cercando di indovinare il futuro o restando bloccate a rimuginare sul passato.

Si tratta di imparare a stare con te, con ciò che accade intorno a te, non con ciò che vorresti che fosse o ciò che già è stato.

Come farlo?

Poni attenzione al tuo corpo e al tuo respiro, che senza fretta, ma senza sosta ti mantiene in vita.

È una delle grandi àncore a cui tornare ogni volta che la tua attenzione si disperde e vola via.

Se vuoi ascoltare come fare questo ha portato Ilaria a trovare la sua strada come Interior Designer e a non dover più passare notti insonni in balia dell'ansia, puoi cliccare qui sotto

punto di svolta n. 5

Non siamo esseri isolati, viviamo in relazione con il nostro ambiente esterno (il mondo) e interno (noi stesse), quindi è sempre necessario tenere conto del contesto per capire noi stessi e capire le nostre esperienze e difficoltà.

Non tutto è "cosa tua" né tutto è "cosa di qualcun altro".

C'è una reciproca influenza in atto, secondo il principio dell'interdipendenza: tu influenzi il tuo ambiente, l'ambiente ti influenza.

Esistono dei confini che ti circondano: sta a te decidere quanto renderli permeabili e quanto filtrare gli scambi con il mondo e le persone che ti circondano.

Francesca racconta che quando ha capito questo, ha imparato che poteva mettere fine alle continue incursioni della sua famiglia nelle sue decisioni perchè era anche lei parte dell'equazione.

Ha iniziato a darsi valore, comprendendo che no, non poteva decidere cosa le dicessero gli altri, ma poteva smettere di accontentare sempre tutti e iniziare a prendere decisioni autonome per la sua vita...E adesso ha avverato il suo sogno di andare a vivere da sola!

L'articolo continua...Clicca QUI per legger la Parte 2!

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

bari lungomare

Quando la vita scorre a 2x

Quante volte sei caduta nella trappola dell’"AVANTI VELOCE" senza riuscire ad assaporare le tue giornate, a trattenerne momenti, ricordi per renderle uniche e significative? A volte sembra che tutto si allinei per farti andare avanti a velocità 2x...ci si è messo anche Whatsapp ultimamente!

Ti ritrovi come dentro a un FRULLATORE, in balia dei mille impegni presi e dell’agenda sotto mano, proiettata nel domani...

Il qui ed ora, questo sconosciuto! 🙄

Ma guardando bene…

Ti sei accorta che passi la maggior parte del tuo tempo in attività che né ti coinvolgono né ti danno energia? Quando ci soffermiamo con le persone che seguo a valutare la qualità della loro vita, si accorgono che per la maggior parte del tempo sono "super-impegnate" a fare qualcosa di cui non gli importa davvero...

Lo fanno solo perchè "devono".

Sei sicura che non ci sia altro da fare che continuare così?

Ti svelerò un segreto… In realtà hai tante alternative molto più allettanti della modalità 2x in cui ti sei cacciata...e hanno a che fare con la tua capacità di riconoscere quello che ti coinvolge e ti dà energia.

Puoi raggiungere una qualità di vita che ti permetta di goderti ogni momento di quello che stai facendo.

E' possibile diventare padrona di te e non succube degli eventi che ti accadono… ma serve spegnere la modalità 2x, rallentare e diventare consapevole di ciò che senti profondamente.
Prendi la giornata di oggi: sto lavorando al back-office del Percorso in vista della ripresa delle sessioni lunedi..ma oggi fermo il mio 2x nel mio rifugio preferito: il LUNGOMARE!

La spesa può aspettare e non succede niente se a cena mangeremo un piatto di pasta in bianco…

Perché ciò che conta… è come ci arrivi alla cena 🙂

Se pensi che sia arrivato il momento di riprenderti il tuo tempo e la tua vita, puoi richiedere la tua chiamata conoscitiva gratuita da 30 minuti con me.

Insieme andremo a scoprire qual è la situazione che ti fa sentire bloccata e ti accompagnerò a trovare le tue modalità per tornare a sentirti capace di prendere le tue decisioni con il sorriso, fedele a te e a quello che senti.

Clicca qui sotto per accedere al form e inviare la tua candidatura.

dott.ssa elena formica

Con che animo ti impegni per raggiungere la tua felicità?

Quando ero una bambina mi arrampicavo come una scimmietta tra i mobili di casa, perchè volevo fare la ginnasta.
 
Con buona pace di mia madre che si dannava preoccupata che battessi la testa ogni 5 secondi, come ogni bambino non mollavo nemmeno di un cm dietro alle sue raccomandazioni.
 
Con tenacia, provavo e riprovavo. Ruote, rondate, spaccate.
 
Lo stesso movimento milioni di volte, mettendoci tutta la forza che avevo, senza preoccuparmi degli spigoli, della fatica e delle cadute.
 
Passavo pomeriggi interi in questo modo, tra la madia e il tavolino, in movimento.
.
(Poi per fortuna è arrivata l’età per mandarmi a ginnastica artistica e mia madre è tornata a respirare)
 
Oggi sono tornata a Firenze e a casa ho ritrovato quella madia e quel tavolino (ebbene si, mi sono sopravvissuti 😂) ed è partito il film dei ricordi.
 
 
 
Vedo la stessa energia e la stessa determinazione nei bambini dei miei amici e ho riflettuto come a quell’età:
 
🌱 nutriamo una #fiducia piena nelle nostre capacità, zero dubbi, zero domande.
 
🌱abbiamo voglia di trovare il modo di seguire ciò che veramente ci rende #felici a prescindere dal contesto e dagli sguardi esterni, anche (e soprattutto) se non siamo nel posto giusto.
 
🌱 ci tengono compagnia #determinazione e voglia di impegnarsi (altro che ansia e sensi di colpa…).
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E mi è sorta una domanda, che ti faccio:
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Quanto sarebbero fondamentali per la tua vita di adesso tutte queste cose se solo ti lasciassi libera di esprimere ciò che hai sempre posseduto?
.
Perchè questa libertà ti ha sempre abitato, è sempre stata lì e non è scomparsa, l’hai solo coperta con altro, l’hai ri-vestita di strati.
.
Nel mio lavoro spesso le sedute “sono piene”: le persone che seguo arrivano con i cuori colmi di disagio, sofferenza, parole, giudizi, critiche, colpe, pesi.
.
Per questo la chiave spesso sta nel “fare vuoto”.
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Cosa succederebbe se tu iniziassi a togliere:

.
👉🏻 tutti i “non mi riesce” che ti dici (chi lavora con me sa che questa è una frase tabù che andrà riformulata…e si starà facendo una risata adesso 😅)?
 
👉🏻 tutti i “non si può” che pensi?
 
👉🏻 tutti i “non è il momento” che lasci passare perchè c’è sempre altro che ha la priorità rispetto a te?
 
👉🏻 la censura dei giudizi con cui immobilizzi la bambina che sei stata?
 
Perché (spoiler!) quella bambina che sa, che vuole prendere ogni spigolo di ogni mobile e trasformarlo in una leva per sollevarsi da terra, dal mondo, è ancora li che ti aspetta – chiusa nella cantina del tuo condominio interno.
 
E quando impari a togliere di mezzo tutti gli strati, tutto il pieno, tutte le parole, puoi sentirne l’eco, il richiamo.
 
Per questo ogni persona che seguo nel Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe torna padrona della sua vita.

Perchè crea valore nella sua vita lavorando PER SE STESSA, SU SE STESSA, CON SE STESSA.

 
(Nei prossimi giorni ti parlerò di quanto ha realizzato e di come si è resa autonoma Irene, dopo un anno nei reparti Covid)
 
 
Perchè non è questione di trovare un PIENO che riempia ciò che di cui sei manchevole…
 
Quanto piuttosto di creare uno SPAZIO che ti permetta di far espandere e crescere te stessa.
 

Se inizi a fare spazio e a togliere gli strati che ti ho elencato, che scelte faresti nella tua vita?

 
Se vuoi farlo insieme a me, per Settembre ci sono ancora 3 posti disponibili: clicca sul bottone qui sotto per compilare il form e richiedere la tua chiamata gratuita di 30 minuti.
 
Insieme faremo chiarezza sulla tua situazione e ti darò tutti i dettagli sul Percorso cosi potrai valutare se il percorso è quello che ti serve in questo momento per svoltare e tornare padrona della tua vita.
good enough

Il perfezionismo è un’illusione

l'atteggiamento invisibile che fa da scudo ai tuoi risultati e ti impedisce di spiccare il volo

(attenzione: articolo lungo e senza mezzi termini, ma con un pezzo di cuore dentro 💝)

Nel mio Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe aiuto ogni giorno persone che non si accontentano, che lottano strenuamente per migliorarsi e per crescere.

Quello che mi descrivono sono situazioni di vita quotidiana che le porta ad essere esauste, in cui:

🌵Finiscono ogni giornata con l’acqua alla gola,
🌵Pregano di non ammalarsi, perché non saprebbero come uscire indenni dagli incastri della loro agenda,

🌵Non riescono a godersi una cena in santa pace con il proprio compagno/a perché sono costantemente bombardate di notifiche sul telefono,
🌵Pensano che non ci sia una via d’uscita, non sanno più che fare e non si spiegano come mai non riescono a raggiungere i risultati che desiderano.

Danno tutto, letteralmente tutto (energia, tempo, spazio) a cercare di far quadrare il cerchio e a volte si definiscono delle PERFEZIONISTE.

Lavorando con queste persone, mi sono accorta che c’è una specie di orgoglio nascosto quando pronunciamo quella parola.

Io per prima mi sono riconosciuta in questo termine con una punta di soddisfazione per tanti anni.

Ricordo perfettamente quanto fosse rassicurante dirmi che stavo solo sforzandomi di fare del mio meglio, che ci tenevo a crescere e a migliorarmi.

Eppure, non trovavo pace..

😣La casa non era mai abbastanza pulita.

😣Lo stipendio non era mai abbastanza alto.

😣I risultati non erano mai all’altezza.

😣Il divertimento non era mai un’opzione percorribile, se prima non mi sentivo a posto con quello che avevo da fare.

La mia “commissione interna” alzava le palette alla fine di ogni giornata come alla fine di una gara e sui quei maledetti cartelli c’era sempre, al massimo, un 7.5.

Mai un 10.

Era estenuante.

Tutti i giorni cosi, un giorno dopo l’altro.

A ripetizione.
Solo quando mi sono concessa di vedere l’invisibile mi sono accorta di come stavo scambiando lucciole per lanterne.

Se anche tu sei arrivata al limite e ti riconosci in questo esempio, voglio dirti una cosa che ha cambiato il mio punto di vista e da cui ho imparato molto. . Il perfezionismo:

❌non è la stessa cosa che sforzarsi di fare il nostro meglio.

❌non significa migliorare.

❌non ha a che vedere con ottenere dei sani risultati e crescere.

Il perfezionismo è la convinzione subdola e invisibile che:

- se viviamo in modo perfetto..
- se abbiamo un aspetto perfetto..
- se ci comportiamo in modo perfetto...
Solo allora potremo minimizzare il dolore provocato dal senso di colpa e dalla paura del giudizio.

MA QUESTO NON ACCADE MAI.

Anzi, il perfezionismo aumenta le probabilità di provare queste emozioni dolorose e spesso porta ad auto-accusarsi. . Ti sei mai chiesta perché?

Nella mia esperienza, la maggior parte dei perfezionisti è cresciuta a “pane e lodi” per i risultati ottenuti e per le proprie performance (buoni voti a scuola, essere educati, seguire le regole, piacere alla gente, avere un bell’aspetto, essere eccellenti nello sport). Questo innesca un corollario pericoloso: “io sono quello che realizzo e il modo in cui lo realizzo”. Piacere, offrire una buona prestazione, essere perfetto. SIAMO ABITUATI A PENSARE CHE IL PERFEZIONISMO ABBIA A CHE FARE CON Sè STESSI E CON I RISULTATI CHE RAGGIUNGIAMO. La pensi anche tu cosi? . Quello di cui mi sono accorta è che il perfezionismo non mi ha portato ad avere risultati. Mi ha portato a dirmi “potevi fare di più, non sei stata in grado di prevedere tutto, di controllare tutte le variabili e tutte le possibili conseguenze nella situazione…” E mi ha spesso portato a finire il barattolo della nutella. . Conosci la sensazione? QUESTO ATTEGGIAMENTO INVISIBILE CHE CONDUCE LA TUA VITA NON TI PORTA A CONCENTRARTI DAVVERO SU DI TE MA A CONCENTRARTI SUGLI ALTRI. . E diventa una questione di PERCEZIONE: non vogliamo essere davvero perfetti, vogliamo che ci percepiscano come perfetti, a prescindere da quanto tempo e da quanta energia spendiamo per riuscirci. Sai già che tutto questo è devastante. ------ E ALLORA COME PUOI USCIRE DA QUESTO GIOCO IMPOSSIBILE? Hai due opzioni: 👉finire completamente le tue energie 👉smettere di renderli tutti contenti. E’ letteralmente impossibile controllare come ti percepiscono gli altri. Avranno sempre qualcosa da ridire. In più rischi di perdere di vista ciò che davvero conta, la connessione con te stessa e con le persone a cui vuoi davvero bene. . E allora tanto vale giocare nella tua squadra, con il preciso obiettivo di rendere contenta te stessa e di agire per quello a cui dai realmente valore. Quando ho iniziato a giocare nella mia squadra ho trovato la forza per 🌟non esaurire completamente le mie energie 🌟per essere PRESENTE per il mio compagno, riuscendo a godermi una cena in pace senza che il telefono controllasse più la mia vita. LA MIA SQUADRA HA UN NOME: #AspiranteAbbastanzaBrava E ci voglio mettere la faccia. E un nome che mi ricorda di amarmi per quella che sono e di guardarmi con passione e con stima per tutti gli sforzi che faccio ogni giorno, senza pietà e giudizio. Che posso essere ABBASTANZA BRAVA PER ME, rinunciando alla tortura di essere bravissima per tutti. 💥 PERCHÉ LA COSA PIÙ RIVOLUZIONARIA CHE TU POSSA FARE È ABBANDONARE L’IDEA DI ESSERE PERFETTA E COMINCIARE A DIVENTARE TE STESSA.💥 Imparando a piccoli passi come amarti ogni giorno di più. Commenta qui sotto come intendi farlo in questo 2021 che ci aspetta, ti leggo! . #10settimanexripartiredate

IL PERFEZIONISMO è UNO SCUDO DI VENTI TONNELLATE CHE CI TRASCINIAMO DIETRO, PENSANDO CHE CI PROTEGGERà DA TUTTO MA IN REALTA è PROPRIO QUELLO CHE CI IMPEDISCE DI SPICCARE IL VOLO.

Nella mia esperienza, la maggior parte dei perfezionisti è cresciuta a “pane e lodi” per i risultati ottenuti e per le proprie performance (buoni voti a scuola, essere educati, seguire le regole, piacere alla gente, avere un bell’aspetto, essere eccellenti nello sport).

Questo innesca un corollario pericoloso: “io sono quello che realizzo e il modo in cui lo realizzo”.

Piacere, offrire una buona prestazione, essere perfetto.

SIAMO ABITUATI A PENSARE CHE IL PERFEZIONISMO ABBIA A CHE FARE CON Sè STESSI E CON I RISULTATI CHE RAGGIUNGIAMO.

La pensi anche tu cosi?

Quello di cui mi sono accorta è che il perfezionismo non mi ha portato ad avere risultati.

Mi ha portato a dirmi “potevi fare di più, non sei stata in grado di prevedere tutto, di controllare tutte le variabili e tutte le possibili conseguenze nella situazione…”

E mi ha spesso portato a finire il barattolo della nutella. Conosci la sensazione?

QUESTO ATTEGGIAMENTO INVISIBILE CHE CONDUCE LA TUA VITA NON TI PORTA A CONCENTRARTI DAVVERO SU DI TE MA A CONCENTRARTI SUGLI ALTRI.

E diventa una questione di PERCEZIONE:

Non vogliamo essere davvero perfetti, vogliamo che ci percepiscano come perfetti, a prescindere da quanto tempo e da quanta energia spendiamo per riuscirci.

Sai già che tutto questo è devastante.

------

E ALLORA COME PUOI USCIRE DA QUESTO GIOCO IMPOSSIBILE?

Hai due opzioni:

👉finire completamente le tue energie

👉smettere di renderli tutti contenti.

E’ letteralmente impossibile controllare come ti percepiscono gli altri.

Avranno sempre qualcosa da ridire.

In più rischi di perdere di vista ciò che davvero conta, la connessione con te stessa e con le persone a cui vuoi davvero bene.

E allora tanto vale giocare nella tua squadra, con il preciso obiettivo di rendere contenta te stessa e di agire per quello a cui dai realmente valore.

Quando ho iniziato a giocare nella mia squadra ho trovato la forza per

🌟non esaurire completamente le mie energie

🌟per essere PRESENTE per il mio compagno, riuscendo a godermi una cena in pace senza che il telefono controllasse più la mia vita.

LA MIA SQUADRA HA UN NOME: #AspiranteAbbastanzaBrava

E ci voglio mettere la faccia.

dottssa elena formica

E un nome che mi ricorda di amarmi per quella che sono e di guardarmi con passione e con stima per tutti gli sforzi che faccio ogni giorno, senza pietà e giudizio.

Che posso essere ABBASTANZA BRAVA PER ME, rinunciando alla tortura di essere bravissima per tutti.

💥 PERCHÉ LA COSA PIÙ RIVOLUZIONARIA CHE TU POSSA FARE È ABBANDONARE L’IDEA DI ESSERE PERFETTA E COMINCIARE A DIVENTARE TE STESSA.💥

Imparando a piccoli passi come amarti ogni giorno di più.

Se anche tu pensi di essere incastrata su questo punto e vuoi uscirne per iniziare a vivere la vita che ti piace (e non quella che soddisfa le aspettative degli altri) e vuoi il mio aiuto,

richiedi la tua chiamata conoscitiva gratuita cliccando sul bottone qui sotto

dott.ssa elena formica

Come contribuisci al tuo problema?

Quando ci troviamo davanti a un problema, per quanto ognuno se la viva a modo suo e metta in atto le sue peculiari risorse e schemi mentali per affrontarla, sono due i modi in cui finiamo per pensarla:

"E' tutta colpa mia" vs. "E' tutta colpa degli altri"

La prima strada porta a una visione falsamente onnipotente rispetto a ciò che ci accade.

La seconda invece a visione totalmente de-responsabilizzante.

La cosa più difficile è riuscire a vedere il contributo che diamo al permanere dei nostri problemi senza aggrapparci con tutte le forze a uno dei due poli opposti.

Se continui a incontrare lo stesso problema da tempo, una situazione di conflitto interno o esterno che, più e più volte, si ripete nella tua vita, è probabile che tu ti chieda cos’è che non riesci a vedere e - in ogni caso - come uscirne.

labirinto

Il fatto è che rimaniamo cosi attaccati ai nostri problemi che non riusciamo più a vedere l’insieme.

Ci fissiamo sui particolari, sui dettagli, sui contenuti, e perdiamo la capacità di guardare alla situazione nel suo complesso.

Che fare allora?

Cambia tutto quando riesci a vedere qual è l'azione che fai, magari non consapevolmente, che mantiene il problema come tale e inizi a smontare la storia che ti racconti su ciò che ti accade.

Questo significa che quello che ti sta succedendo è "colpa tua"?

Nossignora.

Vuol dire che, per quanto difficile, è fondamentale imparare a vedere i personaggi, i ruoli che interpretiamo nella vita e che ci tengono nello stesso posto "di sempre".

Che intendo?

Sono "ruoli" predefiniti (l'impotente, la vittima, il colpevole, colui che incolpa gli altri, il povero me, l'io sono cattivo o sono buono, sono così e il mondo può resistere), cosi tanti e vari e..a portata di mano che ritrovarcisi dentro è un attimo.

Insomma, in pochi secondi ci ritroviamo a interpretarli senza nemmeno accorgercene 😅.

L'opportunità che ti dai quando decidi di avviare un percorso terapeutico non è solo quella di confrontarsi con questi personaggi (che hanno un significato nella tua storia), ma di scoprire davvero te stessa e il TUO MODO di risolvere le situazioni e vivere la tua vita.



In #10SettimaneXRipartireDaTe lavoriamo insieme per conoscere questi personaggi "in cerca d'attore" (TU) che ti fanno interpretare sempre lo stesso copione.

Settimana dopo settimana diventerai un'esperta nel trovare strategie e modalità di stare al mondo che siano solo tue, autentiche e che ti fanno sentire bene, come un vestito “cucito addosso”.

Se ti interessa capire se è quello che ti serve ora, richiedi la tua chiamata conoscitiva gratuita di 30 min cliccando sul bottone qui sotto

emozioni copertina

Emozioni: cosa fai per gestirle?

Quando ci troviamo a sperimentare nella nostra vita emozioni spiacevoli (quelle che di solito chiami "emozioni negative" ma che negative non sono!!!) come rabbia, paura, tristezza, ognuno di noi tende a mettere in atto delle strategie adattive finalizzate a interrompere il più velocemente possibile questo tipo di sensazione.

Nessuna sorpresa: evitare il dolore è uno dei driver più potenti che guida il comportamento dell'essere umano, insieme alla ricerca di ciò che reca piacere e della possibilità di restare in quello stato di "grazia" il più a lungo possibile.

Ma quali strategie attuiamo in concreto per evitare di sentire quella scomodità, quando ci troviamo a dover gestire quelle emozioni?

Quello di cui spesso non ci rendiamo conto è che:

Ti faccio due esempi di situazioni prese da scene di vita quotidiana di Ginevra e Michela (nomi di fantasia, per la privavcy) delle persone che seguo nel Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe ogni giorno.

Purtroppo non sempre va cosi.

Quello che Ginevra e Michela mi riportavano in sessione è che si sono sentite come "obbligate" a reagire usando strade diverse, che si sono rivelate nel tempo poco funzionali, come quelle che ti descrivevo poco fa.

Allora...

Che cosa abbiamo fatto con Ginevra e Michela?

Una volta individuato le strade senza uscita a cui hanno portato queste strategie poco funzionali, ce ne siamo occupate - insieme - seguendo questi punti cardine che puoi usare anche tu se vuoi iniziare a occuparti di te e delle tue emozioni per vivere in modo consapevole e responsabile la tua vita

Entrambe sono ancora nel Percorso e stanno compiendo enormi passi per raggiungere il proprio equilibrio e dare una nuova forma al proprio mindset.

Michela ha iniziato a lavorare sulle sue risorse interne e a creare una nuova rete di dialogo e collaborazione con le sue colleghe.

Da poco entrata in una nuova azienda di PR e comunicazione, i suoi capi non hanno fatto fatica a riconoscerle i meriti di aver creato un clima positivo e sereno, laddove prima regnava incontrastata la competizione più spietata.

Quando le sue colleghe sono in difficoltà sulla gestione di un cliente si rivolgono a lei, come nuovo punto di riferimento, anche se entrata da pochissimo.

Ginevra riesce ad esprimersi meglio con sua sorella: per lungo tempo hanno affrontato vere e proprie tempeste emotive, e non pensava di poter fare diversamente.

Adesso che si è trasferita a Milano per un nuovo lavoro proprio a casa sua, ha smesso di giudicarsi come la "sorella cattiva" quando sente rabbia e si impegna ed esprimerla, invece che agirla con frecciatine e recriminazioni.

Ogni giorno cerca nuovi modi per instaurare un nuovo clima di fiducia con la sorella, lontano dalle dinamiche disfunzionali che avevano impostato quando vivevano a casa con i loro genitori (...su chi deve avere lo spazio più grande nell'armadio, però, ci stiamo ancora lavorando 🙂 ).

Se vuoi avere il mio aiuto per trovare modalità davvero funzionali di gestire ed esprimere le tue emozioni, richiedi la tua chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti: se saremo un buon match di lavoro, ti spiegherò come funziona il mio Percorso e come può aiutare anche te a liberarti dei pesi sul cuore e tornare padrona della tua vita.

Tutto quello che devi fare è cliccare sul bottone qua sotto.

ignorare emozioni

Cosa accade a ignorare le emozioni

Ignorare le tue emozioni è una battaglia persa.

Anche se pensi di controllarle, si manifesteranno sotto forma di tensioni e contratture, sfoghi con i tuoi cari, sintomi psicosomatici, depressione, spossatezza...


Anche se pensi di controllarle, influenzeranno le tue relazioni e il tuo modo di vivere.

Le tue emozioni ti INFORMANO su di te e su ciò che stai vivendo, ti GUIDANO verso un'azione affinché tu possa tornare all'equilibrio.

Userò un'immagine un po' forte, ma che credo aiuti nel farti ricordare questo:

Negare a te stesso quell'informazione è come amputare una parte del tuo corpo che ha una funzione e un significato essenziali.

Ci sono emozioni che ci spaventano, con cui non vogliamo entrare in contatto, perché chissà “cosa potrebbe succedere” o perchè magari non sei sicura di riuscire ad uscire da quel pantano.

Come mai?

Accade perchè abbiamo una storia emotiva, viviamo le nostre emozioni come abbiamo imparato a gestirle nella nostra infanzia.

Questo abbiamo visto oggi in sessione con Francesco, un ragazzo che ha da poco iniziato il mio percorso.

Sono apprendimenti fatti in base a come le nostre figure di riferimento le hanno vissute, cosa ci è stato permesso di sentire o meno, di esprimere o meno, nel nostro ambiente sociale.

Significa che - anche se ora è solo un ricordo lontano - c'è stato un momento in cui ci sono state reazioni intorno a te quando hai espresso rabbia, dolore, o tristezza o paura...

Tutto questo ha contribuito a creare una sorta di "manuale di istruzioni" rispetto a come vivere certe emozioni, le stesse che trovi difficile attraversare oggi.

La buona notizia è che puoi imparare un altro modo di viverle, e tornare padrone della tua vita.

E’ questo che insegno a chi entra nel Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe e diamo avvio al Percorso iniziando a smontare la brutta opinione che hai su quell'emozione che ti sta soffocando.

Ricorda che le emozioni non sono nemici da combattere ma un'esperienza preziosa che ti assiste e ti permetteranno di adattarti a ciò che accade nella tua vita... se le ascolti.

E questo non vuol dire essere deboli o lasciarsi controllare dalle emozioni, anzi, ti apre alla possibilità di scegliere come agire.

Te ne parlerò meglio nel prossimo post (quindi attenzione al feed!), intanto dimmi...che ne pensi?

Scrivimi sui miei canali social o clicca qui sotto per richiedere la tua chiamata conoscitiva gratuita da 30 minuti in cui analizzeremo quali emozioni ti stanno bloccando e capiremo se possiamo lavorare insieme alla tua Ripartenza!

passato

Il tuo passato è davvero passato?

ti senti incastrata ma pensi che il passato è passto e non vuoi più occupartene?

leggi qui

In una chiamata conoscitiva che ho fatto qualche giorno fa per la riapertura del Percorso a Settembre una ragazza mi ha fatto una domanda interessante.

Mi ha chiesto: “ma nel percorso ci concentreremo molto sul passato? No, sai perché sinceramente non voglio occuparmene, quello che mi è successo l’ho superato e non voglio tornare a scavare li”.

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È stata un’ottima domanda, e forse te la sei fatta anche tu se hai considerato di iniziare a lavorare su di te per la tua felicità.

Capisco che riguardare al proprio passato faccia paura.

C’è come l’impressione di tornare indietro e andare a riaprire ferite non del tutto chiuse, mentre tu vuoi solo andare avanti e stare bene.

Accompagnandoti nel percorso #10SettimaneXRipartireDaTe, so che cosa NON faremo: dell’ARCHEOLOGIA EMOTIVA.

Cosa intendo?

Che non stiamo cercando il passato. Non vogliamo scavare nella ferita.

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So anche che quello che ti sta succedendo è che quel passato:

✳️ è presente nelle nostre relazioni e conflitti, ed è solo nel presente che puoi affrontarlo.

✳️ è presente nel modo in cui leggiamo la realtà attuale e in cui filtriamo ciò che ci accade nella nostra vita. Tutti indossiamo occhiali colorati con i quali interpretiamo ciò che ci accade oggi in base a ciò che ci è successo nel passato.

✳️ è presente nel modo in cui continuiamo a utilizzare “qui e ora” le strategie che abbiamo imparato da bambini e che “lì e allora” hanno funzionato bene (talmente bene che continui a usarle…)

E tutto questo ci impedisce di vedere e sviluppare le risorse che ci porterebbero a risolvere molte delle nostre difficoltà.

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Non possiamo tornare indietro per cambiare il passato, ma possiamo lavorare su come si manifesta qui e ora, rendendolo cosciente in questo momento.

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✳️ Per cosa?

Per toglierci quegli occhiali e aggiornare le nostre risorse e strategie.


Ciò implica che spesso nel processo terapeutico compaiano ricordi dolorosi, questioni irrisolte, il bagaglio personale di esperienze che tutti portiamo con noi.

Per questo, tra l'altro, il percorso non si fa da soli.

Quindi non si tratta di tornare al passato.

Si tratta di trasformare il tuo presente e aprire le porte a futuri diversi.

Io ci sono, sei con me?

Elena

dott.ssa elena formica
dott.ssa elena formica

Il significato del coraggio

Cor-aggio: avere cuore ❤️

Oggi ti auguro il coraggio...

Di affrontare a viso aperto la sofferenza, accogliendola.

Di reinventarti, quando tutto ti va stretto e senti che ti manca la terra sotto ai piedi.

Di praticare un amore radicale verso te stessa, anche quando non sai da che parte si parte, lo stesso amore che hai dato all'ultima persona che ti ha ferita.

Di guardarti davvero e dirti si, anche quando gli altri ti dicono no o "sei cambiata" o non ti capiscono.

Di non lasciare che la voce della paura sia l'unica che senti (anche se sovrasta le altre), e che non ti impedisca di continuare a muoverti.

Di avere voglia di essere di più, pur accettandoti esattamente per come sei ora.

Di sentirti piena di speranza, anche quando non sai come andranno le cose.

Di non essere perfetta, ma comunque capace di vivere, ridere, amare.

Di tenderti la mano per rialzarti, ogni volta che cadi.

Di volare leggera sopra le cose di questo mondo, consapevole che c'è sempre spazio per scegliere, anche se non lo vedi.

Qualsiasi sia la sfida, teniamoci per mano.

E no, non ho un motivo preciso per augurarti tutto questo, ma sono le parole che ho ritrovato in fondo a un diario in cui mi parlavo a cuore aperto e ho pensato che potessero tornarti utili.

Qualsiasi sia la tua giornata, sappi che oggi sono con te.