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Fuori dall’ansia, di nuovo padrona di sè: l’esperienza di Irene S.

Aiutare il prossimo durante un periodo di pandemia mondiale non è uno scherzo.

Richiede una forte centratura su di sè, nervi saldi e la forza di sostenere un carico emotivo non da poco.

Irene lo sa bene, perchè ama quello che fa e ama i suoi pazienti.

E' una giovane donna determinata e sorridente, con un cuore enorme, che nel 2020 ha lavorato come medico nei reparti Covid in Toscana.

Una che sa che per essere competenti bisogna studiare (e infatti di lauree ne ha 2), a cui piace prepararsi per affrontare le sfide di ogni giorno.

Ma ci sono sfide a cui non si è mai davvero preparati e sentirsi sopraffatte e disarmate è comprensibile.


Soprattutto quando il tuo lavoro fa la differenza tra la vita e la morte delle persone e i tuoi pazienti contano su di te.

Come si sentiva quando mi ha contattato sul mio profilo social per iniziare il percorso# 10SettimaneXRipartireDaTe ce lo racconta qui sotto:

Nel Percorso l'ho accompagnata a lavorare in modo concreto su ciò che la bloccava e non le permetteva di vivere serenamente la sua professione e le sue relazioni.

L'ansia - che altro non è che una paura senza oggetto - la teneva stretta impedendole di liberare tutto il suo potenziale.

Lavorando fianco a fianco per 10 Settimane, ecco quello che ha scoperto di sè:

Ha ritrovato il coraggio e la forza per uscire dalla logica "vorrei ma non posso", in cui aspetti che le situazioni si risolvano da sole.

Ha capito che poteva prendere in mano la sua vita, liberandosi dai pesi sul cuore e tornando a mettersi al centro. Ha smesso di scappare, ha "rotto la bolla", la crisalide in cui si era rinchiusa.

Come un bruco che diventa farfalla, che si trasforma diventando sè stessa, è tornata a volare.

Come mai #10SettimaneXRipartireDaTe è stato il Percorso più adatto per aiutare Irene (e come può aiutare anche te)?

Per tre motivi:

1. Andiamo al cuore del tuo blocco, senza girarci intorno e senza stare a "pettinare le bambole"

2. Non sono li per giudicarti, ma per aiutare te a ritrovare la tua strada senza snaturarti ma andando a fare leva su quelle che sono le tue risorse

3. Ci diamo un tempo definito entro cui lavorare, di 10 settimane perchè
a. non amo le terapie che si protraggono per anni (non credo tu sia al mondo per pagarmi la pensione)
b. perchè quando sei davvero motivata a uscire dalla situazione che ti blocca, con la giusta guida, vai dritta come un treno!

Come si sente adesso Irene e cosa ha raggiunto grazie al Percorso?

Si sente più sicura di sè: ha smesso di cercare all'esterno le risposte e ha iniziato a farsi le domande (perchè sa bene che può rispondersi da sola, ora che la sua bussola interna è tornata a funzionare!)

Utilizza tutte le sue emozioni, ne comprende il messaggio nascosto e sa cosa farci per metterle al suo servizio, senza combattere quelle spiacevoli.

Ha imparato a vedere la sua realtà con occhi nuovi, scovando le opportunità anche dove ci sono gli ostacoli

E io sono super fiera di lei, onorata che mi abbia scelta per accompagnarla in questo viaggio e felice che un'altra donna nel mondo si senta libera di esprimersi e creare valore per la sua vita.

Questa è la mia missione.

Se vuoi il mio aiuto per liberarti e tornare padrona di te, il passo da fare è solo uno:

Clicca sul bottone qui sotto per candidarti a entrare nel mio Percorso.
Se la tua richiesta verrà accettata, faremo una call gratuita di 30 minuti in cui analizzeremo la situazione che stai vivendo e ti fornirò tutti i dettagli utili a valutare se possiamo dare avvio insieme alla tua Ripartenza.

Dalla gabbia alla scelta - Elena Formica

Cerchi l’antidoto x la tua ansia?

A volte le persone mi contattano cercando un professionista che dia loro l’antidoto per la propria ansia. 

Forse, chissà, anche tu sei qui proprio per questo. 

 

A queste persone spiego che non sono una maga, non faccio pozioni magiche.

 

Non ho questo tipo di soluzioni preconfezionate, pronte all’uso, da prendere e ingoiare come una pillola magica. 

 

Però ho guidato decine di persone a liberarsi dalla gabbia dell’ansia, conosco il processo e so come portarti fuori di li. 

 

E lo conosco perchè io per prima ho avuto a che fare con tutto questo: ho passato anni della mia vita a vivere senza prendere fiato, sommersa dalle cose da fare.

 

Mi sentivo persa, in trappola, sempre davanti al pc a lavorare per i sogni degli altri, per vedere arrivare un “brava”, “bel lavoro”, “continua così, siamo fieri di te”…che invece non arrivava mai.

 

Mi sentivo incapace di dare una svolta alla mia vita e raggiungere la mia felicità ma nonostante questo continuavo a portarmi allo stremo delle forze, mentali e fisiche.

La decisione di smettere di accontentarmi di vivere a metà l’ho presa allo stremo delle mie forze, dopo aver toccato il fondo.

 

Ma è stato li che ho trovato il coraggio di cambiare forma alla mia vita personale e professionale.

 

Mai e poi mai avrei pensato di trovarmi a dire oggi quello che sto per dirti.

Stasera ho deciso di dedicarmi una serata di lavoro, una delle cose che due anni fa era la mia GABBIA e mi costava tantissimo.

.

“Ma come Elena, tutto ‘sto discorso, e poi viene fuori che sei ancora lì attaccata al pc?”

 

Ebbene si. Ma con una piccola differenza.

 

Il contenuto è lo stesso, ma è tutto diverso in realtà perché oggi è una SCELTA che faccio in modo consapevole e responsabile verso di me.

 

E vorrei tu fossi qui accanto a me per vedermi: mentre ti scrivo sono spettinata, mezza struccata, un po’ provata…e COL CUORE CONTENTO.

 

Sono qui a scrivere dopo aver, in questi giorni:

 

– chiuso il percorso con Giulia e averla aiutata ad essere una professionista più capace e più centrata

 

– aver osservato Francesco mentre si accorgeva di come un cambiamento sul lavoro ha portato a un miglioramento nella sua vita di coppia

 

– aver visto M. tirare fuori la poesia che ha dentro, che l’ha portata a “fare giardinaggio e decorare la sua anima”

 

– aver aiutato S. mentre trovava la sua strada per diventare un padre più consapevole e un compagno più presente.

 

Con ogni persona che seguo nel Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te non posso fare a meno di usarmi – letteralmente.

 

Alla fine della giornata il rossetto non c’è più, il capello è arruffato e VA BENE COSÌ.

 

Vedi, non è il contenuto di quello che fai a farti felice.

 

È SCEGLIERE  CHE FA LA DIFFERENZA, per sentirti padrona della tua vita.

 

Due anni fa vedere arrivare le 20 e stare ancora davanti al pc era “cosa normale” e un peso sul cuore.

 

Oggi no.

 

Oggi ho deciso di assecondare la mia passione e prendermi il tempo per stare con la ME che VUOLE passare un’ora in più a fare quello che ama.

 

Cresco, evolvo e mi conosco ogni giorno di più: per questo posso accompagnarti a liberarti dai pesi sul cuore e a sentirti di nuovo padrona della tua vita.

 

Per far sì che il mio aiuto sia davvero efficace, mi metto in gioco, mi sporco le mani e ci metto la faccia.

 

È questo che puoi aspettarti da me.

 

Perché dove sei ora – se ti senti in gabbia e bloccata sotto il peso dei doveri, senza via d’uscita – è un posto che conosco bene.

 

E so che serve per uscirne, e l’ho distillato nel mio Percorso per accompagnarti a fare altrettanto.

 

Se vuoi il mio aiuto concreto, senza patinature e qualche volta sì – anche un po’ arruffato per uscire dalla gabbia, possiamo sentirci.

SE anche tu vuoi uscire DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA per TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

emozioni

Emozioni: cosa fai per gestirle?

emozioni

E se ti dicessi che quello che stai facendo con le tue emozioni “negative” non può funzionare?

 

Emozioni come rabbia, paura, tristezza possono a metterci a dura prova: più del 70% delle persone le definisce come emozioni “negative”.

Questo accade perchè la tendenza naturale che si attiva nell’essere umano è quella di evitare il dolore, per interrompere il più velocemente questo tipo di sensazione.

Quando però categorizziamo come negative queste emozioni, rischiamo di non comprenderne l’utilità: e senza questo passaggio, non riusciremo ad attivare delle strategie utili a gestirle.

In questo articolo ti spiego quali strategie disfunzionali attuiamo in modo inconsapevole per evitare di sentirci scomodi e cosa puoi fare diversamente per gestirle al meglio, senza farti sopraffare dall’ansia. 

Le emozioni sono una risposta funzionale del tuo organismo

Chiariamo subito un punto importante: le emozioni sono definite come un segnale intra-psichico che l’organismo attiva per rispondere a una richiesta proveniente dall’ambiente.

L’ambiente a cui faccio riferimento è sia quello esterno (il mondo che ti circonda, le tue relazioni, quello che accade intorno a te) sia quello interno (le tue aspettative, i tuoi desideri, i tuoi bisogni, i tuoi sogni, i tuoi progetti). 

In quanto segnali, le emozioni ti informano, ovvero danno una forma a ciò che ti accade: ti permettono di sapere e di conoscere intimamente ciò che stai vivendo in quel preciso momento.

Quello che la maggior parte delle persone non sa è che le emozioni rappresentano anche una grande fonte di energia che ti aiuta a muoverti, attivarti per trovare una soluzione, una risposta a quelli che si sono manifestati come problemi, come situazioni da risolvere. 

In sostanza, quello che le emozioni ti aiutano a fare è attuare un movimento, un cambiamento nello status quo per raggiungere un maggior livello di benessere. 

Tutto questo può accadere se e solo se ti dai il permesso di vivertele e di ascoltarle, per farti guidare nel tuo comportamento.

Se invece cerchi di non sentirle e le ignori, tutto questo non potrà accadere e si creerà una situazione di svantaggio per la tua vita. 

Per aiutarti a non cadere in questa trappola, vediamo adesso insieme quali sono le strategie che non funzionano e che ti fanno soffrire.

 

Le 5 strategie che non funzionano (e che ti fanno soffrire)

Vediamo subito insieme quali sono le strategie che potresti aver usato ultimamente in modo inconsapevole per evitare di sentire il dolore derivante da un’emozione spiacevole.

  1. Reprimere o comprimerne l’intensità

  2. Giudicarle e combatterle

  3. Minimizzarle o esagerarle

  4. Negarne l’esistenza

  5. Passare all’azione senza aver prestato ascolto a cosa senti 

 

 

Per andare sul concreto e capire all’atto pratico cosa succede quando attuiamo queste strategie di faccio due esempi, prendendo spunto da due scene di vita quotidiana accadute a Ginevra e Michela, due giovani donne che seguo nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te. 

 

Situazione n. 1


Michela si sentiva spaventata perché al lavoro le avevano chiesto di preparare una presentazione da tenere in pubblico ad un meeting aziendale. 

Pur desiderando ardentemente poter far vedere il suo valore e i risultati del suo ultimo anno di lavoro, era in ansia e cosi aveva deciso di rifiutare quell’opportunità, giustificando a sè stessa e agli altri quella scelta con varie motivazioni, tra cui il fatto che c’era tanto da fare per l’ultimo progetto che le avevano assegnato. 

In questo modo si era disconnessa dalla sua paura e si era liberata del problema: pochi giorni dopo però aveva iniziato a non dormire bene, quando mangiava le restava tutto sullo stomaco, non riusciva a concentrarsi, come se fosse costantemente in allarme. 

Fare “la superiore” con la paura, liberandosi velocemente dello stimolo che l’aveva causato e senza cercare risorse che potessero aiutarla a superare quella prova, le si stava ritorcendo contro. 

 

Situazione n. 2

 

Ginevra era arrabbiata con sua sorella minore: le aveva di nuovo risposto male davanti a tutti a cena, giudicandola per la sua scelta audace di cambiare percorso di studi a poche settimane dalla laurea. 

Avendo paura di mettere dei limiti e sentendosi “cattiva e maleducata” a contatto con la sua rabbia, aveva cercato di controllarsi rimanendo in silenzio e lasciando cadere la discussione. 

Tornata in camera però era iniziata una vera e propria lotta interna e aveva iniziato a discutere con la sorella, ma solo nella sua testa. Era cosi occupata a riavvolgere la scena nella sua testa e analizzare ogni dettaglio di quello che era successo con la sorella da scordarsi dell’appuntamento con la sua amica. 

Una settimana dopo, non ce l’ha fatta più: quando la sorella le ha chiesto un favore è esplosa, dicendole in faccia tutte le cose rimaste in sospeso della loro relazione. 

 

Invece di reagire, puoi agire con consapevolezza!

Entrambe, durante la nostra sessione del Percorso, mi hanno detto che si sono sentite “obbligate a reagire” in quel modo.

Entrambe non sapevano che cos’altro fare, pur avendo la netta impressione che quella modalità non fosse la strada migliore per gestire la situazione. 

Questo è quello che succede quando non prestiamo ascolto alle nostre emozioni e non le utilizziamo in modo funzionale per guidare il nostro comportamento. 

Quando reagisci in modo inconsapevole a quello che senti, quello che può succedere è che:

 

1. Interrompi il contatto con le tue emozioni e non ti dai tempo e spazio per riconoscere ciò di cui hai davvero bisogno

Oppure…

2. Senti chiaramente ciò di cui hai bisogno, ma devii e collassi l’energia prodotta dalle tue emozioni e questo non ti aiuta a trovare un modo per superare la situazione. 

 

Come si può creare una svolta positiva nel gestire le emozioni? 

Prendendo spunto dagli esempi di Michela e Ginevra, delineiamo insieme cosa avrebbe può rappresentare una svolta efficace nel gestire le tue emozioni. 

Se ti trovi nella situazione di Michela e ti senti spaventata, puoi prenderti un momento per riconoscere che non ti senti sicura e che hai bisogno di supporto, rassicurazione e di ritrovare fiducia in sè stessa. 

Cerca dentro e fuori di te quelle risorse che ti servono per prepararti al meglio: potresti fare riferimento alle situazioni che hai già affrontate in passato e in cui ti sei sentita efficace davanti a una platea (anche più piccola). 

Cerca di focalizzare l’attenzione su cosa ha funzionato in quell’occasione e individua quali sono i punti chiave da migliorare secondo te.

Inoltre, puoi preparare delle bozze della presentazione e fare delle prove, coinvolgendo magari qualche collega per avere un feedback o una revisione. 

Se invece ti sei riconosciuta nella situazione di Ginevra, prenditi del tempo per riconoscere il senso di invasione che c’è dietro la rabbia e il tuo bisogno di mettere dei limiti chiari nella relazione.

Se te ne occupi entro breve tempo da quando la senti, puoi creare un dialogo fermo e onesto, utile a far crescere le tue relazione. 

Come puoi vedere, hai delle possibilità nelle tue mani, SE E SOLO SE accogli la tua emozione e non la lasci andare via reprimendola, negandola o giudicandola

Vuoi migliorare il modo in cui gestisci le tue emozioni? Ecco degli spunti concreti per te

Durante le sessioni con Michela e con Ginevra abbiamo individuato possibili punti di svolta delle strade senza uscita in cui si erano infilate grazie all’uso delle strategie poco funzionali di cui abbiamo parlato prima.

Sia Ginevra che Michela sono ancora nel percorso e stanno compiendo enormi passi in avanti per raggiungere il proprio equilibrio e dare una nuova forma al proprio mindset. 

Michela ha lavorato sulle sue risorse interne per creare una nuova rete di dialogo e collaborazione con la sue colleghe: da poco entrata in una nuova azienda di PR,  questo le ha permesso di diventare in poco tempo un punto di riferimento per loro e i suoi capi le hanno riconosciuto il merito di aver creato un clima positivo e sereno, meno competitivo. 

Ginevra non pensava fosse possibile superare le “tempeste emotive” con sua sorella: adesso che si è trasferita a Milano per un nuovo lavoro proprio a casa sua, ha smesso di giudicarsi come la “sorella cattiva” e quando sente rabbia si impegna ad esprimerla invece che agire con frecciatine e recriminazioni. 

Ogni giorno cerca nuovi modi per parlare con lei, lontano dalle dinamiche disfunzionali che avevano impostato quando vivevano a casa dei genitori.

Adesso veniamo a noi! Voglio regalarti tre spunti concreti emersi dal lavoro fatto con loro, da usare usare fin da subito! 

Vuoi il mio aiuto per fare pratica sulla tua situazione specifica?

In questo articolo abbiamo guardato insieme le strategie che non funzionano per gestire le tue emozioni e ti ho dato 2 esempi e 3 spunti concreti per invertire la rotta. 

Se vuoi  focalizzarti insieme a me sulla tua situazione specifica e imparare gestire al meglio le tue emozioni senza farti sopraffare dall’ansia, il tuo prossimo è richiedere la tua chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti.

Sarà il tuo gesto di cura, amore e attenzione verso l’unica persona con cui passerai il resto della tua vita: te stessa!

Nello specifico, ecco cosa otterrai dalla chiamata:  

  • approfondiremo la circostanze della tua vita in cui ti capita di sentire che ti sfugge il controllo della situazione e ti darò il mio feedback 
  • valuteremo insieme se siamo un buon match e se ci sono i presupposti per poter lavorare insieme
  • in caso di esito positivo, ti darò tutte le informazioni relative a costo, contenuti, durata e i dettagli su come funziona il Percorso.

Sarò felice di essere testimone e supporter della tua Ripartenza e di vederti evolvere nel tuo viaggio dalla PAURA al CORAGGIO di essere Te! 

Elena Formica

Elena Formica

Ho già aiutato centinaia di persone che non si sentivano mai abbastanza a liberarsi dai pesi sul cuore, tornare a sorridere e sentirsi finalmente padrone della propria vita.

Come trasformare la confusione che senti in uno strumento salva-vita - Elena Formica

Trasforma la confusione che senti in uno strumento salva-vita

Io con la confusione ci ho fatto amicizia tardi.

 

MAI mi sarei sognata di dirti qualcosa a proposito della sua utilità per la tua vita.

 

Perché lo so: quando la provi, sembra l’unica strada sia ELIMINARLA. METTERLA FUORI DAL CONFINE. SBARAZZARSENE E VIA.

 

Questa è la richiesta più frequente di chi accompagno nel mio Percorso: mi sento confusa, come in trappola, come posso eliminarla?

 

Ma se ti senti intrappolata e vuoi veramente fare qualcosa per te (e non solo pensare che un giorno qualcosa cambierà), forse è arrivata l’ora di smettere di percorrere le strade già battute e che non hanno funzionato e prendere in considerazione un’alternativa.

 

Sì, sto per dirtela.

 

Credo fortemente nel fatto che niente di quello che ci capita, ci capita a caso. Mai.

 

Questo lo so dalle teorie neurobiologiche, ma soprattutto dall’esperienza quotidiana: siamo organismi saggi, più saggi di quanto pensiamo. Ci diamo momento per momento quello che ci serve, sensazioni scomode comprese.

 

E la confusione non fa eccezione.

 

Se guardi bene, la confusione sì, è vero, è dannatamente scomoda ma porta con sé una prospettiva interessante, a partire dal nome.

 

Ti avverte che sei CON-FUSA…OVVERO “FUSA-CON”.

 

Vuol dire che ci sono almeno due parti di te, che al momento sono fuse insieme.

 

“Ottimo Elena, grazie mille. E a che mi serve?”

 

1) Ti serve a scoprire che sei dannatamente Ricca, anche quando non ti guardi sotto questa luce.

 

Ognuno di noi è fatto di più parti interne, che dialogano insieme tra loro, a volte alla ricerca di un punto in comune, a volte tirando da parti completamente opposte.

 

Uno dei nostri personaggi preferiti – che ormai hai imparato a conoscere se mi segui da un po’ – lo sappiamo, è il giudice interno che ci avverte dei pericoli (anche se ha un voce insistente, petulante e insopportabile come una mamma ansiosa!).

 

Ma per fortuna non è l’unico abitante del tuo “condominio interno”!… Ce ne sono molti altri che aspettano di essere scoperti.

 

2) Ti serve a renderti conto – per esperienza diretta – che sei ancora capace di operare delle distinzioni e la morsa della confusione non ti ha completamente preso in ostaggio e annebbiato.

 

Anche se ti senti arrivata al limite, non è finita e hai le risorse per portarti fuori e vincere la tua sfida.

 

3) Ti serve a scoprire che sei SEI CON – fusa… cioè non sei da sola. Siete almeno in due là dentro. Te lo dico perché una delle paure più forti quando ci sentiamo confuse è che pensiamo di essere lasciate indietro, da sole, le uniche al mondo con questi problemi e che nessuno possa davvero capirci.

 

Ma non è cosi: non sei l’unica che prova tutte queste sensazioni, soprattutto quando hai a che fare con eventi di vita sfidanti.

 

E soprattutto sei perfettamente dotata di tante parti che ti accompagnano (se ci pensi, ogni volta) fuori dai blocchi fino a dove sei arrivata adesso.

 

Come faccio a saperlo?

 

Prima di licenziarmi dal mio precedente lavoro e dare una seria ribaltata alla mia vita, mi sentivo decisamente confusa.

 

Anche quando non sapevo se trasferirmi e cambiare città sarebbe stata la scelta giusta per me, mi sentivo confusa. La nebbia totale, manco fossi in ValPadana!

 

Tutte le volte che mi chiedo come posso fare qualcosa di nuovo e spaventoso per me, che mi espone al giudizio, che mi mette alla prova, mi sento confusa.

 

Ma lavorando su di me, ho capito cosa fare della confusione e adesso so come aiutare gli altri a trasformarla in modo efficace e a uscire dai blocchi più velocemente.

 

Puoi iniziare anche tu a farlo, anzi facciamolo ora, insieme.

 

Se ti senti confusa, prenditi un momento solo per te e prova a chiederti:

– Quale nuova parte di te sta affacciandosi dietro le quinte della tua esistenza?

– Come è fatta?

– Cosa ha da dirti?

– Qual è il suo desiderio?

– Che vita può aiutarti a realizzare?

 

Quando ero confusa sul lasciare o meno il mio lavoro, stava emergendo quella parte di me che voleva ottenere di più che fare il criceto sulla ruota di qualcun altro 12h al giorno.

 

Voleva dirmi “basta cosi!”, il suo desiderio era portare avanti un progetto più sostenibile e che mi rendesse felice.

 

Per fortuna si è palesata: mi ha permesso di essere tremendamente soddisfatta di me e di aiutare decine di persone persone a camminare sulle proprie gambe, più felici e più autonome.

 

Quando ero confusa sul cambiare città, stava emergendo quella parte di me che voleva costruire una vita diversa, con il suo compagno a fianco, innamorata e curiosa delle novità che la vita mi avrebbe riservato.

 

Per fortuna si è palesata: mi ha permesso di rendermi conto di quanto posso essere capace di adattarmi e di affrontare le difficoltà, senza perdermi d’animo e restando capace di coltivare i rapporti per me importanti anche a distanza di km.

 

CAMBIA PROSPETTIVA: FESTEGGIA LA TUA CONFUSIONE

 

È una nuova parte di te che ti sta “suonando il campanello”.

 

Accoglila, falla mettere comoda e offrigli un caffè.

 

Ascolta quello che ha da dirti. Dalle una chance.

 

Potrebbe portarti al tuo prossimo livello, quello di una persona libera dai pesi sul cuore, assolutamente felice e padrona di sé.

 

 

TI SENTI PRONTA PER accedere al tuo prossimo livello evolutivo e fare un salto per USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E TORNARE A SORRIDERE?

impara come LIBERArti DAI PESI SUL CUORE E sentirti DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA!
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Fai sentire la tua voce a lavoro?

Ti capita mai, durante un confronto acceso sul lavoro o durante una riunione, di avere mille cose da dire e voler far valere la tua voce e di accorgerti che invece rimani bloccata e ti ingoi il rospo?

 

Che sia smartworking o lavoro in presenza, mi capita spesso di lavorare su questi temi con le persone che seguo nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te.

 

In quei momenti mi raccontano che vorrebbero tanto aprire le dighe e liberarsi finalmente di tutto quello che pensano del collega scontroso o del capo ingiusto e invece finisce che…

 

“tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”.

 

Nella mia esperienza professionale, mi sono resa conto che a volte c’è di mezzo l’ansia.

 

L’Ansia è una paura senza oggetto: ti blocca nell’azione mentre dentro di te ti arrovelli a pensare a tutto quello che di catastrofico potrebbe succedere se solo stavolta ti dessi il permesso di agire!

 

Come Valentina (nome di fantasia per la privacy), una ragazza che ha finito da poco il nostro viaggio insieme nel Percorso.

Dopo essere stata messa in cattiva luce da una collega durante una riunione (per l’ennesima volta), Valentina aveva un bel cumulo di rabbia.

Erano tante le parole che avrebbe voluto dirle e che le ribollivano dentro ma, come da copione, era rimasta per l’ennesima volta bloccata e completamente in silenzio.

 

Poi, una volta a casa si era immaginata tutta la conversazione.

 

Doveva sottolineare quello, ribadire quell’altro, chiarire quell’altro ancora… ma di fatto lei, con le sue ragioni e con il suo buon lavoro svolto, era rimasta spettatrice di un brutto film, per altro già visto e rivisto, in balia degli eventi.

 

Se questa situazione non ti è nuova e capita anche a te di rimanere ferma a ingoiare il rospo, voglio raccontarti come l’ho aiutata a ritrovare parole (e potere personale) nelle relazioni di lavoro.

 

Per prima cosa, per liberarti dal giogo dell’ansia, devi allenarti a riconoscere l’oggetto delle tue paure.

 

Che cosa temi davvero che succeda? Qual è la minaccia reale?

 

Nel caso di Valentina,  era rimasta zitta perché “chissà che figura ci faccio? Chissà cosa diranno di me i colleghi dopo? Chissà quali altre scorrettezze potrebbe farmi la collega nei prossimi giorni?”

 

Il primo punto importante del nostro lavoro è stato dare ascolto al messaggio portato da quelle paure.

 

Vale sempre la pena di dargli ascolto.

 

Ma devi fare attenzione: un ascolto di cuore, e non di testa.

Quando ascolti di testa le tue paure, non faranno altro che bloccarti.

 

Se le ascolti con il cuore ti puoi accorgere di ciò che ti importa davvero.

 

Con la mia guida durante la sessione, Valentina si è ben presto accorta che il tema in ballo era riuscire a mantenere delle relazioni positive sul lavoro, che le permettessero di sentirsi al sicuro per esprimere il suo Valore e per essere riconosciuta per la gran professionista che è, competente e capace.

 

Seconda di poi, una volta identificato quello che ti sta davvero a cuore, è utile definire onestamente con te stessa cosa vuoi ottenere da quella situazione.

 

Si tratta di vincere contro l’altro o c’è un desiderio a cui non stai dando voce?

 

Valentina si è resa conto che non era tanto importante “vincere contro qualcuno” ma “imparare a combattere per sé stessa”.

 

Poteva smollare la presa sul far rimangiare alla collega tutto ciò che aveva detto e agire per allearsi con la parte di sé che aveva lavorato duro e tenacemente per garantire risultati di qualità nel progetto.

 

Il terzo punto chiave in questa esplorazione è stato riconoscere che in ogni momento ci sono mille strade diverse che si aprono davanti a noi.

 

Il problema è che siamo abituati a vederne solo alcune perché guidati dalle nostre esperienze e apprendimenti passati.

 

La strada vecchia, conosciuta ma inefficace, era quella di rimanere in silenzio e covare risentimento.

La strada nuova, tutta da sperimentare, era trovare delle alternative, usando la creatività.

 

Quando individui quello che davvero conta per te sul lungo termine (combattere per te stessa), puoi dare sfogo alla tua creatività, che ti permette di vedere le alternative in quello che prima era un vicolo cieco.

 

Dopo aver immaginato tante diverse alternative, Valentina ha scelto quella più adatta per sé, quella che la faceva sentire comoda e al comando:

 

Ritagliarsi un momento di confronto vis-a-vis con la collega, con il preciso intento di dare voce a quello che sentiva, senza nascondersi dietro le quinte.

 

COME È ANDATA A FINIRE?

 

Valentina ha raccolto tutta la sua determinazione e ha chiesto un confronto diretto con la collega qualche giorno dopo la nostra sessione.

 

Quando si sono viste, le ha parlato con fermezza di quello che era disposta ad accettare e di quello che non era più disposta a subire nella loro relazione.

 

E con sua grande sorpresa, la collega si è aperta e scusata.

 

Le ha anche mostrato la sua visione di quello che era accaduto, che era stata dettata -paradossalmente – da altre paure, simili alle sue.

 

Quando impari ad ascoltare te, impari anche ad ascoltare gli altri e puoi trarne un grande vantaggio.

 

Adesso, Valentina e la collega hanno stabilito una comunicazione più autentica e onesta e riescono a collaborare efficacemente per i progetti di lavoro.

 

No, non è un film di Natale: non vanno fuori a prendersi una birra insieme, ma Valentina adesso sa che i momenti di confronto possono diventare opportunità per esprimersi.

 

Quando si è ascoltata, si è presa cura delle sue paure e non le ha scacciate vie o nascoste sotto il tappeto del “non è niente, sono superiore”, ha capito che poteva provare una strada diversa.

– Si è alleata con se stessa.

– Si è chiarita sulle sue reali intenzioni, senza farsi sviare dalla rabbia.

– Si è data il permesso di immaginare con creatività diverse possibilità di risoluzione del suo problema

– SI è accorta che poteva essere lei a stabilire quali erano i suoi confini e farli rispettare.

– Si è accolta con le sue paure e i suoi desideri, e ha ritrovato un senso di potere che ha sempre avuto dentro di sè, ma che rimaneva “chiuso in cantina”.


Quando scopri che non sei sola dentro di te e ti accogli per quella che sei, scopri che hai un doppio potere, che puoi trovare il coraggio di superare i tuoi limiti.

 

E dopo averli superati:

 

– Ti accorgi che si può fare.

– Ti accorgi che puoi prendere il timone della tua vita.

– Ti accorgi che sei piena di risorse e di possibilità.

 

Quindi, tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare. C’è di mezzo il coraggio.

Il coraggio di lavorare su di te, per abbandonare i vecchi schemi e trovarne di nuovi, più funzionali.

 

Il coraggio di sperimentare.

 

Il coraggio di lasciarti alle spalle la mentalità del “sono fatta così, tanto non mi riesce”.

 

Il coraggio di ESSERE TE E REALIZZARE I TUOI OBIETTIVI.

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L'atteggiamento invisibile che fa da scudo ai tuoi risultati - elena formica

Perfezionismo: l’atteggiamento invisibile che fa da scudo ai tuoi risultati

Nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te aiuto ogni giorno persone che non si accontentano, che lottano strenuamente per migliorarsi e per crescere.

 

Quello che mi descrivono sono situazioni di vita quotidiana che le porta ad essere esauste, in cui:

 

– Finiscono ogni giornata con l’acqua alla gola

 

– Pregano di non ammalarsi, perché non saprebbero come uscire indenni dagli incastri della loro agenda

 

– Non riescono a godersi una cena in santa pace con il proprio compagno/a perché sono costantemente bombardate di notifiche sul telefono

 

– Pensano che non ci sia una via d’uscita, non sanno più che fare e non si spiegano come mai non riescono a raggiungere i risultati che desiderano.

 

Danno tutto, letteralmente tutto (energia, tempo, spazio) a cercare di far quadrare il cerchio e a volte si definiscono delle PERFEZIONISTE.

 

Lavorando con queste persone, mi sono accorta che c’è una specie di orgoglio nascosto quando pronunciamo quella parola.

 

Io per prima mi sono riconosciuta in questo termine con una punta di soddisfazione per tanti anni.

 

Ricordo perfettamente quanto fosse rassicurante dirmi che stavo solo sforzandomi di fare del mio meglio, che ci tenevo a crescere e a migliorarmi.

 

Eppure, non trovavo pace.

 

– La casa non era mai abbastanza pulita.

– Lo stipendio non era mai abbastanza alto.

– I risultati non erano mai all’altezza.

– Il divertimento non era mai un’opzione percorribile, se prima non mi sentivo a posto con quello che avevo da fare.

 

La mia “commissione interna” alzava le palette alla fine di ogni giornata come alla fine di una gara e sui quei maledetti cartelli c’era sempre, al massimo, un 7.5. Mai un 10.

 

Era estenuante. Tutti i giorni cosi, un giorno dopo l’altro. A ripetizione.

 

Solo quando mi sono concessa di vedere l’invisibile mi sono accorta di come stavo scambiando lucciole per lanterne.

 

Se anche tu sei arrivata al limite e ti riconosci in questo esempio, voglio dirti una cosa che ha cambiato il mio punto di vista e da cui ho imparato molto.

 

Il perfezionismo:

– non è la stessa cosa che sforzarsi di fare il nostro meglio

– non significa migliorare

– non ha a che vedere con ottenere dei sani risultati e crescere.

 

Il perfezionismo è la convinzione subdola e invisibile che:

– se viviamo in modo perfetto

– abbiamo un aspetto perfetto

– ci comportiamo in modo perfetto…

 

Solo allora potremo minimizzare il dolore provocato dal senso di colpa e dalla paura del giudizio.

 

Ma questo non accade mai.

 

Anzi, il perfezionismo aumenta le probabilità di provare queste emozioni dolorose e spesso porta ad auto-accusarsi.

 

Ti sei mai chiesta perché?

 

Il perfezionismo è uno scudo di venti tonnellate che ci trasciniamo dietro, pensando che ci proteggerà da tutto ma in realtà è proprio quello che ci impedisce di spiccare il volo.

 

Nella mia esperienza, la maggior parte dei perfezionisti è cresciuta a “pane e lodi” per i risultati ottenuti e per le proprie performance (buoni voti a scuola, essere educati, seguire le regole, piacere alla gente, avere un bell’aspetto, essere eccellenti nello sport).

 

Questo innesca un corollario pericoloso: “io sono quello che realizzo e il modo in cui lo realizzo”.

 

Piacere, offrire una buona prestazione, essere perfetto.

 

Siamo abituati a pensare che il perfezionismo abbia a che fare con sé stessi e con i risultati che raggiungiamo.

 

La pensi anche tu cosi?

 

Quello di cui mi sono accorta è che il perfezionismo non mi ha portato ad avere risultati.

 

Mi ha portato a dirmi “potevi fare di più, non sei stata in grado di prevedere tutto, di controllare tutte le variabili e tutte le possibili conseguenze nella situazione…”

 

E mi ha spesso portato a finire il barattolo della nutella.

 

Conosci la sensazione?

 

Questo atteggiamento invisibile che conduce la tua vita non ti porta a concentrarti davvero su di te ma a concentrarti sugli altri.

 

E diventa una questione di percezione: non vogliamo essere davvero perfetti, vogliamo che ci percepiscano come perfetti, a prescindere da quanto tempo e da quanta energia spendiamo per riuscirci.

 

Sai già che tutto questo è devastante.

 

E allora come puoi uscire da questo gioco impossibile?

 

Hai due opzioni:

– finire completamente le tue energie

– smettere di renderli tutti contenti.

 

È letteralmente impossibile controllare come ti percepiscono gli altri. Avranno sempre qualcosa da ridire.

In più rischi di perdere di vista ciò che davvero conta, la connessione con te stessa e con le persone a cui vuoi davvero bene.

 

E allora tanto vale giocare nella tua squadra, con il preciso obiettivo di rendere contenta te stessa e di agire per quello a cui dai realmente valore.

 

Quando ho iniziato a giocare nella mia squadra, ho trovato la forza per non esaurire completamente le mie energie, per essere PRESENTE per il mio compagno, riuscendo a godermi una cena in pace senza che il telefono controllasse più la mia vita.

 

LA MIA SQUADRA HA UN NOME: Aspirante Abbastanza Brava

 

E ci voglio mettere la faccia.

 

E un nome che mi ricorda di amarmi per quella che sono e di guardarmi con passione e con stima per tutti gli sforzi che faccio ogni giorno, senza pietà e giudizio.

 

Che posso essere Abbastanza Brava per Me, rinunciando alla tortura di essere bravissima per tutti.

 

PERCHÉ LA COSA PIÙ RIVOLUZIONARIA CHE TU POSSA FARE È ABBANDONARE L’IDEA DI ESSERE PERFETTA E COMINCIARE A DIVENTARE TE STESSA.

 

Imparando a piccoli passi come amarti ogni giorno di più.

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

L'ansia che si nasconde nelle to-do list - Elena Formica

L’ansia che si nasconde nelle to-do list

Fino all’anno scorso ero una grande fan delle to-do list, e anche molte delle persone che seguo nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te lo sono.

 

Nelle nostre sessioni si descrivono come delle “pianificatrici seriali”, formula che credo renda bene l’idea.

 

Se sei una di queste persone, sai di cosa sto parlando.

 

Se devono fare una cosa, non basta farla – vogliono che sia fatta bene.

 

Per questo hanno l’agenda piena di post-it, agende, note, fogli sparsi in cui scrivono e riscrivono quello che deve essere fatto.

 

Vogliono spuntare quella benedetta casella, vogliono tirare un segno sulle varie voci.

 

Con “fare bene”, intendono “perfetta” di solito – e le capisco: in una vita fatta di mille impegni, questo ha sicuramente assicurato loro di riuscire a non lasciare indietro attività importanti (proprie e dei loro cari) per strada e a stare a galla.

 

Però poi scoppiano. Ed è successo anche a me di scoppiare.

 

Nella mia esperienza queste liste, programmazioni, planning, pianificazioni funzionano… fino a che non funzionano più.

 

E quando a sera ti ritrovi stremata con un pugno di mosche in mano mentre devi ancora lavarti e preparare la cena, è inevitabile sentir salire quel senso di frustrazione e impotenza che ti affossa ancora di più.

 

Ci sono passata, so cosa succede.

 

Poi ho notato un meccanismo automatico sottostante a questo gesto, e ho deciso di abbandonare questa pratica e riprendermi la mia libertà.

 

Oggi voglio condividere con te quello di cui mi sono accorta, ma – fai attenzione, non voglio prenderti in giro – non ho minimamente smesso di pianificare.

 

Mi sono semplicemente accorta che c’è un “non detto” dietro la pianificazione, che spesso guida il nostro comportamento.

 

PIANIFICAVO PER PROVARE A ESSERE INFALLIBILE

Ed è questo che faceva salire proporzionalmente la mia ansia a fine giornata e faceva contemporaneamente scendere la stima di me come persona capace di portare a termine gli obiettivi.

 

Perché non funziona?

 

Perché non sei infallibile, ma un essere umano fatto di desideri e di emozioni.

 

Se pianifichi per essere infallibile, vai dietro ad un’aspettativa irrealistica e ti scordi di fare attenzione ad un pezzo importante.

 

Il “Per-che-cosa” lo stai facendo.

 

Qual è lo scopo, lo scenario più grande, lo sfondo, il desiderio che ti guida.

 

Se ti scordi questo ingrediente fondamentale, ti perdi tutto il senso dell’atto della pianificazione e l’ansia ti aspetta al varco.

 

TI sale la paura di non essere abbastanza, di non aver fatto tutto quello che dovevi fare e il senso di incertezza su come affronterai il domani.

 

Continuando a fare cosi ti ingabbi e ti condanni all’infelicità.

 

Poco fa ti ho anche detto che non ho smesso di pianificare, ed è vero.

 

PERCHÉ CONTINUO A PIANIFICARE ALLORA? E COSA PUOI FARE ANCHE TU?

 

Per rendere la pianificazione uno strumento utile devi spostare il tuo punto di vista.

 

Pianificare può essere davvero una pratica potente nella tua vita SE STACCHI IL CAVO DELL’INFALLIBILITÀ E ATTACCHI QUELLO DEL CUORE.

 

Quando faccio un piano connessa al mio cuore e non alla pretesa di essere infallibile, RIESCO A METTERE A FUOCO IL MONDO CHE VORREI.

 

Mi soffermo a chiedermi che cosa voglio ottenere PER ME da quella giornata. Come ci voglio arrivare in fondo, a QUALI CONDIZIONI.

 

E questa operazione è in grado di accendere anche dentro di te delle riserve energetiche molto potenti.

 

Soprattutto può aiutarti a focalizzare ciò che per te è davvero importante mentre sei nel flusso delle cose da fare, delle tue giornate piene, dei tuoi mille “devo”.

 

È umano voler dare un senso a una vita è imprevedibile, e quest’anno ce l’ha insegnato bene.

 

Forse hai visto mille piani andare in fumo e cambiarti la giornata in uno schiocco di dita.

 

Per cui non mi stupisce se stai cercando di sentire tra le tue mani il tuo potere per poterci agire attivamente sopra.

 

FAI ATTENZIONE, PRENDITI CURA DI TE.

NON SEI INFALLIBILE, SEI MUTEVOLE E MOLTEPLICE.

 

 

 

E adesso? Sai che non amo tutto quello che resta vero solo in teoria.

 

Per questo non può mancare la parte pratica di tutto quello che ci siamo dette: prendi carta e penna!

 

Prendi adesso la tua “to-do” list e trasformala nella tua lista dei desideri, nella tua “TO ME LIST”.

 

Trasforma questa pratica in un momento di riflessione e consapevolezza di te e di ciò che vuoi e

INIZIA A LOTTARE SERIAMENTE
per il futuro che desideri, quel futuro che ora immagini e che rende la tua vita degna di essere vissuta per te stessa.

SE ti piace come lavoro e senti che è arrivato il momento di uscire dalLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E TORNARE A SORRIDERE, da vera padrona di te..
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gestire ansia insicurezza e insoddisfazione - elena formica

Stai cercando di gestire ansia, insicurezza e insoddisfazione?

Molte persone credono che per “scacciare” l’ansia, l’insicurezza e l’insoddisfazione basti provarci davvero, fino in fondo, crederci fermamente, essere ottimisti e positivi.

 

Questo è un trend che osservo in quasi tutte le persone che arrivano da me nella chiamata conoscitiva per iniziare il Percorso.

 

Quando gli chiedo cosa hanno provato a fare per risolvere questa situazione iniziale mi rispondono “ho provato a distrarmi”, “ho provato a fare da sola, ma forse non ci ho creduto fino in fondo”, “ho cercato di risolvere da solo ma non ci sono riuscito”.

 

QUESTA COSA NON FUNZIONA MAI

 

Ti sei mai chiesta perché?

 

Perché è una bellissima scorciatoia, che però finisce in un terribile burrone.

 

Perché NON è il “crederci fino in fondo” che fa la differenza.

 

E NEMMENO lo sforzo immane di snaturarti completamente e costringerti, in modo non autentico, a sentire qualcosa che in questo momento non senti.

 

Quindi invece di continuare a vederti sbattere la testa contro il muro, ti darò un esempio, usando un’analogia.

 

PROMETTO CHE QUESTO CHIARIRÀ LE COSE.

 

È come se tu provassi a far partire una macchina convincendoti fino in fondo, con tutte le tue forze che c’è benzina e che la macchina, prima o poi, partirà.

 

Oppure, è come essere ottimista sul fatto che qualcuno arriverà a riempire il serbatoio al posto tuo, per cui basta che te ne resti lì seduta al posto del guidatore e ci credi davvero.

 

Ti pare possibile che la macchina parta?

 

A ME SEMBRA PIUTTOSTO IMPROBABILE.

 

QUESTO NON SIGNIFICA CHE quella macchina non partirà mai, o che il serbatoio non potrà essere riempito.

 

QUESTO SIGNIFICA CHE devi alzarti dal posto del guidatore e andare a vedere.

 

Verificare tu di persona se ci sono le condizioni affinché la macchina parta.

 

E se le condizioni non ci sono, sei tu l’unica che può occuparsene.

 

Quella macchina partirà solo con la tua benzina, perché è la tua macchina.

 

MA LA VERA DOMANDA è:

 

Sai dove vuoi andare con quella benedetta macchina?

Hai chiarito dentro di te a cosa ti serve farla partire?

Come mai è cosi importante per te raggiungere la tua meta (qualsiasi essa sia) proprio adesso, in questo momento della tua vita?

 

Se stai cercando di risolvere il problema di gestire l’ansia o l’insicurezza, chiediti:

 

– A che scopo?

– Come mai è cosi importante per me risolvere proprio adesso?

– Cosa desidero ottenere, una volta che avrò sbloccato questa situazione?

 

Nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te ti aiuto a sbloccarti dall’ansia e a ritrovare il tuo centro, per vivere la tua vita felice sentendoti padrona di te e del tuo tempo.

 

MA…

 

Tutto questo NON PUÒ SUCCEDERE se prima non ti fermi a osservare il PER-CHE-COSA, a formulare un obiettivo chiaro e concreto su dov’è che vuoi arrivare, cosa vuoi per te, cosa desideri per la tua vita.

 

QUINDI…

 

Vai alla scrivania e scrivi quali sono i 3 SCOPI REALI, le tre motivazioni che ti muovono DAVVERO PROFONDAMENTE nel voler gestire la tua ansia, la tua insoddisfazione, la tua insicurezza.

 

Questo è il primo passo per risolvere il problema che senti in questo momento, che probabilmente è lo stesso motivo che ti fa annaspare tra mille impegni, ti manda col fiato corto e ti fa pensare che non ce la farai mai a vivere una vita serena, equilibrata e soddisfatta.

 

SE NON TI DAI RISPOSTA A QUESTE DOMANDE, tutto quello che otterrai è di sprofondare ancora di più dentro le sabbie mobili.

 

C’è qualcosa di importante che voglio ricordarti prima di salutarti.

 

Impara a distinguere:

– i “perché” che ti portano solo a ricerca le cause della situazione (di solito sono appannaggio del tuo giudice interno)

 

– dai “per-che-cosa” che invece ti permettono di metterti in contatto con la tua parte desiderante.

 

Sinceramente mi pesa che tanti colleghi ancora tengano le persone 10mila anni in percorsi di terapia a lavorare sui perché invece di ATTIVARE QUESTO MOTORE POTENTE CHE SONO I TUOI DESIDERI.

 

Se sei arrivata qui e hai letto questo articolo per intero, forse sei tra quelli che credono nel grande potere dei desideri ed è un ottimo inizio.

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aspirare alla meraviglia nascosta - elena formica

Meravigliarti per cambiare

Che tu stia cercando il tuo primo lavoro o di cambiare carriera, o di cambiare completamente vita, quello che conta davvero è se hai o meno un atteggiamento aperto e curioso riguardo alle opportunità.

 

Una sorta di “aspirazione alla meraviglia nascosta” di ciò che ti sta per accadere.

 

Per svilupparla cosa occorre?

 

Occorre passare dal giudizio all’esplorazione.

 

Quando giudichi il futuro, lo fai in base a una lettura “antica” e obsoleta della realtà, basata sulle tue esperienze precedenti, di tutte le volte che non ce l’hai fatta o di tutte le volte che qualcosa è andato storto (o non come volevi tu)… e vai in ansia.

 

Quando passi all’esplorazione, sei mosso dal desiderio di scoprire e questo ti dà l’opportunità di mostrare un genuino interesse verso gli altri, verso quello ti circonda, verso quello che puoi creare.

 

Si tratta di spostare il focus. Si tratta di cambiare domanda.

 

Da “cosa il mondo può fare per me?” a “quali opportunità IO posso trovare e cogliere nel mondo?”

 

In questo modo puoi dare spazio e far emergere la tua volontà di scoprire la meraviglia nascosta in una situazione, che altrimenti avresti scartato senza motivo e avresti giudicato (in base ad una prima analisi frettolosa), come “non adatta a te”.

 

Ma cosa è adatto a te?

 

La situazione in cui sei e in cui stai male (e nella quale, quindi, molto probabilmente non ti piace stare)?

Oppure quello che stai per ottenere grazie ad un cambiamento di prospettiva?

 

Detta in soldoni? Si tratta di dare fiducia più alle tue possibilità che ai tuoi preconcetti.

 

Il team dei preconcetti è composto da chi si tiene legato alla sua vecchia visione della vita, quella in cui va tutto male e non c’è mai una gioia. Lì c’è tutto quello che ti sei già detto, che sai già fare… e che non funziona.

 

Nel team delle possibilità c’è chi ha deciso di mettersi in cammino, di scoprire, esplorare e creare giorno dopo giorno la sua mappa della felicità… ed è lì che si crea un’apertura alle gioie future.

 

Sta a te scegliere da che parte stare.

 

Se senti che è arrivato il momento di darti una possibilità per tornare a sentirti libera dai pesi sul cuore, di nuovo sorridente e padrona della tua vita, possiamo entrare in contatto. 

Nella chiamata gratuita di 30 minuti che riservo a chi vuole seriamente conoscere il mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te  andremo ad analizzare insieme la situazione in cui ti senti bloccata e potrai ricevere tutte le informazioni utili a comprendere se è quello che ti serve in questo momento. 

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via dei pensieri chiusa - elena formica

Come fermare il loop dei pensieri per Ripartire Da Te

Ieri ho fatto una tappa a Livorno per festeggiare l’anniversario con il mio compagno.

 

Sole, mare, aria fresca e un buon primo di pesce…

 

Finalmente riusciamo a concederci una piccola parentesi tra giorni intensi e di cambiamento.

 

Arriviamo vicini alla nostra meta e trovare parcheggio diventa un’impresa sempre più ardua!

 

Dopo il terzo giro in macchina, quasi in preda alla disperazione, capiamo il perché: lavori in corso! E questo cartello…

 

 


via dei pensieri chiusa - elena formica

 

 

Via dei pensieri chiusa. Bella metafora – ho pensato –  ma non posso certo fermarmi. 

 

Proprio cosi. NON POSSO FERMARMI.

Se anche tu appartieni al “team guerrieri a ogni costo”, diciamoci la verità: tutto possiamo sopportare, meno che di trovarci la strada sbarrata da dei lavori in corso.

 

Il rischio è quello di fermarci e sentirci impotenti.  Ed è facile capire perché fermarci è cosi difficile.

Quando ci sentiamo impotenti, sparisce la speranza, la motivazione e ci sentiamo bloccati e senza via d’uscita.

 

Se riconosci che questa tendenza a non fermarti mai ti appartiene, è probabile che tu lo faccia proprio per evitare di sentire questa sensazione spiacevole di impotenza.

 

Ti svelo un segreto: per me è stato cosi, per molto tempo.

 

Sempre piena di cose da fare, di posti da vedere, di persone da incontrare…

 

Evitavo con tutte le mie forze di fermarmi, spaventata da quello che avrei potuto incontrare, da quali mostri si nascondevano nel buio di una “pausa”, di un momento di fermo e di quiete.

 

Avevo però la sensazione di vivere costantemente sott’acqua, in apnea, annaspando, cercando di liberarmi da una serie di lacci che – da sola – continuavo a legarmi intorno e che mi impedivano di muovermi liberamente.

 

Fino a che non ce l’ho fatta più, e ho capito che in questo modo non sarei andata avanti facilmente, o meglio, non sarei andata avanti nella mia vita FELICEMENTE.

 

Lavorando su di me, e aiutando poi decine di le persone a farlo, ho visto che stavo associando il fermarmi con la fine di tutto.

 

Fine delle energie, fine del movimento, fine della vita..in pratica associavo il fermarmi ad una fine fatale, quasi al morire. E io non volevo morire, volevo essere una guerriera.

 

Quello che ancora non avevo capito, e quello su cui adesso aiuto le persone a sbloccarsi, è che

 



ANCHE I GUERRIERI HANNO BISOGNO DI RIPOSARE PER VINCERE IN BATTAGLIA.



 

E cosi ho deciso di regalarmi dei momenti di ripresa, che ho chiamato “momenti di lavori in corso” – momenti in cui fermare tutto e prendermi del tempo per me.

 

Se hai notato, le ultime settimane sono state costellate di questi momenti (e sono stata un po’ meno presente qui sul blog e sui miei canali social..)

 

Quando attivo i “lavori in corso” e chiudo la via dei pensieri posso riposarmi e ritrovare il mio centro.

 

La scoperta fondamentale è stata che questo non vuol dire abbandonare tutto quello che mi piace fare, anzi.

 

Vuol dire proprio fare quello che mi piace fare, invece di fare solo quello che devo fare.

 

Chiudere la via dei pensieri e..lavorare per me, al mio servizio, per il mio piacere, per la mia crescita da essere umano. E in quanto essere umano, riconoscere le insidie che ha un comportamento del genere, votato all’essere iper-produttiva: l’inevitabile esaurimento.

 


 

VUOI ANCHE TU PRENDERE CONSAPEVOLEZZA E INIZIARE A TRASFORMARE IL TUO BLOCCO? ECCO IL MIO TIP PRATICO PER TE

 

 

Prendi carta e penna e rispondi a queste domande.

 

 

Come sarebbe per te se riuscissi a chiudere al traffico incessante la via dei pensieri?
(Sì, proprio quella via dei pensieri che ti tengono ancorato/a a una visione della vita ormai stantia, che non ti appartiene più…)
 
Cosa succederebbe se ti dessi il permesso di percorrere, finalmente, altre strade?
Quali scenari si aprirebbero?
Quali altre strade ti troveresti a percorrere?
Che cosa potresti scoprire?
 

Quando faccio queste domande alle persone che seguo nel Percorso, si aprono cuori e mondi ricchi di scoperte e insight preziosi per la loro evoluzione personale e per una trasformazione concreta.

 


 

Quando scegli di metterti in modalità “lavori in corso” e di chiudere la via dei pensieri, ecco cosa puoi ottenere:

 

🏞 Si apre uno scenario nuovo, uno in cui smetti di darti le solite risposte in modo compulsivo e inizi a fare spazio per qualche domanda, aumenta la qualità di quello che puoi manifestare come essere umano

 

🛣Si apre un’altra strada, quella del sentire: quando ti soffermi sul sentire, puoi scoprire che ci sono cose che ti piacciono e non ti piacciono..che ti va di fare e su cui vale la pena investire tempo e risorse, e altre che è arrivato il momento di lasciare andare

 

🧭 Trovi la tua bussola, il tuo “nord interiore” che ti serve per orientare il tuo rientro nelle attività di tutti i giorni

 

🐹 Smetti di girare sulla ruota e di spezzettare le tue energie e il tuo focus in mille progetti e attività

 

⚖️ Ritrovi il tuo baricentro e puoi scegliere come canalizzare le energie per te, aumentando la tua produttività nei momenti in cui davvero serve.

 

Se non sai come costruire questi momenti o vuoi scoprire come fare per “cucirteli addosso” al meglio, puoi prenotare la tua chiamata di svolta gratuita da 30 minuti su Skype: insieme analizziamo la tua situazione e i tuoi obiettivi.

 

…E se entrambe valuteremo di essere un buon match, ti darò tutte le informazioni che ti servono per scegliere in autonomia di iniziare a lavorare insieme nel Percorso di 10 settimane!

 

 

TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA?