L'ansia che si nasconde nelle to-do list - Elena Formica

L’ansia che si nasconde nelle to-do list

Fino all’anno scorso ero una grande fan delle to-do list, e anche molte delle persone che seguo nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te lo sono.

 

Nelle nostre sessioni si descrivono come delle “pianificatrici seriali”, formula che credo renda bene l’idea.

 

Se sei una di queste persone, sai di cosa sto parlando.

 

Se devono fare una cosa, non basta farla – vogliono che sia fatta bene.

 

Per questo hanno l’agenda piena di post-it, agende, note, fogli sparsi in cui scrivono e riscrivono quello che deve essere fatto.

 

Vogliono spuntare quella benedetta casella, vogliono tirare un segno sulle varie voci.

 

Con “fare bene”, intendono “perfetta” di solito – e le capisco: in una vita fatta di mille impegni, questo ha sicuramente assicurato loro di riuscire a non lasciare indietro attività importanti (proprie e dei loro cari) per strada e a stare a galla.

 

Però poi scoppiano. Ed è successo anche a me di scoppiare.

 

Nella mia esperienza queste liste, programmazioni, planning, pianificazioni funzionano… fino a che non funzionano più.

 

E quando a sera ti ritrovi stremata con un pugno di mosche in mano mentre devi ancora lavarti e preparare la cena, è inevitabile sentir salire quel senso di frustrazione e impotenza che ti affossa ancora di più.

 

Ci sono passata, so cosa succede.

 

Poi ho notato un meccanismo automatico sottostante a questo gesto, e ho deciso di abbandonare questa pratica e riprendermi la mia libertà.

 

Oggi voglio condividere con te quello di cui mi sono accorta, ma – fai attenzione, non voglio prenderti in giro – non ho minimamente smesso di pianificare.

 

Mi sono semplicemente accorta che c’è un “non detto” dietro la pianificazione, che spesso guida il nostro comportamento.

 

PIANIFICAVO PER PROVARE A ESSERE INFALLIBILE

Ed è questo che faceva salire proporzionalmente la mia ansia a fine giornata e faceva contemporaneamente scendere la stima di me come persona capace di portare a termine gli obiettivi.

 

Perché non funziona?

 

Perché non sei infallibile, ma un essere umano fatto di desideri e di emozioni.

 

Se pianifichi per essere infallibile, vai dietro ad un’aspettativa irrealistica e ti scordi di fare attenzione ad un pezzo importante.

 

Il “Per-che-cosa” lo stai facendo.

 

Qual è lo scopo, lo scenario più grande, lo sfondo, il desiderio che ti guida.

 

Se ti scordi questo ingrediente fondamentale, ti perdi tutto il senso dell’atto della pianificazione e l’ansia ti aspetta al varco.

 

TI sale la paura di non essere abbastanza, di non aver fatto tutto quello che dovevi fare e il senso di incertezza su come affronterai il domani.

 

Continuando a fare cosi ti ingabbi e ti condanni all’infelicità.

 

Poco fa ti ho anche detto che non ho smesso di pianificare, ed è vero.

 

PERCHÉ CONTINUO A PIANIFICARE ALLORA? E COSA PUOI FARE ANCHE TU?

 

Per rendere la pianificazione uno strumento utile devi spostare il tuo punto di vista.

 

Pianificare può essere davvero una pratica potente nella tua vita SE STACCHI IL CAVO DELL’INFALLIBILITÀ E ATTACCHI QUELLO DEL CUORE.

 

Quando faccio un piano connessa al mio cuore e non alla pretesa di essere infallibile, RIESCO A METTERE A FUOCO IL MONDO CHE VORREI.

 

Mi soffermo a chiedermi che cosa voglio ottenere PER ME da quella giornata. Come ci voglio arrivare in fondo, a QUALI CONDIZIONI.

 

E questa operazione è in grado di accendere anche dentro di te delle riserve energetiche molto potenti.

 

Soprattutto può aiutarti a focalizzare ciò che per te è davvero importante mentre sei nel flusso delle cose da fare, delle tue giornate piene, dei tuoi mille “devo”.

 

È umano voler dare un senso a una vita è imprevedibile, e quest’anno ce l’ha insegnato bene.

 

Forse hai visto mille piani andare in fumo e cambiarti la giornata in uno schiocco di dita.

 

Per cui non mi stupisce se stai cercando di sentire tra le tue mani il tuo potere per poterci agire attivamente sopra.

 

FAI ATTENZIONE, PRENDITI CURA DI TE.

NON SEI INFALLIBILE, SEI MUTEVOLE E MOLTEPLICE.

 

 

 

E adesso? Sai che non amo tutto quello che resta vero solo in teoria.

 

Per questo non può mancare la parte pratica di tutto quello che ci siamo dette: prendi carta e penna!

 

Prendi adesso la tua “to-do” list e trasformala nella tua lista dei desideri, nella tua “TO ME LIST”.

 

Trasforma questa pratica in un momento di riflessione e consapevolezza di te e di ciò che vuoi e

INIZIA A LOTTARE SERIAMENTE
per il futuro che desideri, quel futuro che ora immagini e che rende la tua vita degna di essere vissuta per te stessa.

SE ti piace come lavoro e senti che è arrivato il momento di uscire dalLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E TORNARE A SORRIDERE, da vera padrona di te..
il tuo prossimo passo per entrare nel mio percorso!

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(posti limitati)

uscire dalla trappola del fare - elena formica

Come uscire dalla #trappoladelfare

Se sei stanco/a di vivere in compagnia dall’ansia e vuoi metterti in gioco per superare le tue paure, affrontare i cambiamenti a testa alta e uscire dalla tua comfort zone più forte e fiero/a di prima, sei nel posto giusto!

 

Ho preparato una serie di step, un training pratico, che ti accompagnerà per un mese.

 

Un assaggio di come lavoro, per fare insieme un pezzo di viaggio, ponendo il focus su piccoli passaggi chiave che ti aiuteranno a:

 

– non cadere nella trappola del fare

– affrontare la ricerca del tuo equilibrio senza affannarti

– iniziare a dare forma, in modo consapevole, al tuo futuro e alla tua felicità.

 

Non ti dirò come aggiustare la tua vita, non ho bacchette magiche con la soluzione pronta ai tuoi problemi, ma sono qui per aiutarti a unire i puntini e riflettere su come posizionare lo sterzo in direzione dei tuoi obiettivi.

 

Se sei pronto/a e carica/o…si parte!

 

Facciamo il punto della situazione, che chiameremo il PUNTO 0.

 

Per individuare questo punto, rispondi a queste domande:


Dove sei adesso?

 

Quali problemi stai affrontando in questo momento?

 

Quali sono le situazioni che ti tengono sveglio/a prima di addormentarti?

 

Parti da dove ti trovi.

 

Ti chiedo – con una metafora – di GEOLOCALIZZARTI, ovvero di individuare dove sei in questo preciso momento.

 

Attenzione, non ti sto chiedendo:

 

– Dove vorresti essere

– Dove dovresti essere

– Dove gli altri (tua madre, tuo padre, il tuo capo, il tuo partner…) vorrebbero che tu fossi

 

Semplicemente dove sei.

 

Non giudicarti, non lasciare spazio alle voci che fanno capolino nella tua testa e sputano sentenze, ma prova a fare solo una fotografia della situazione attuale.

 

Un fermo immagine (può essere davvero un’immagine o una descrizione di max 100 parole), che ti permetta – alla fine di questo viaggio – di guardarti indietro e vedere quanta strada hai fatto.

 

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

la trappola del fare - elena formica

La trappola del fare, fare, fare: come imparare a NON caderci!

Se non la conosci, ecco quello che di solito capita quando caschi in questa voragine:

 

…Ti ritrovi spesso FARE l’ennesima lista dei buoni propositi di tutto quello che intendi fare da settembre in poi, pensando che ti aiuterà ad aumentare la tua produttività e a recuperare del tempo per te?

 

…Ti ritrovi a FARE ordine in ogni angolo della casa, spostando tutto e girando come un criceto sulla ruota per ore intere, con l’obiettivo di vedere tutto bello, preciso, in ordine… E poi sei sempre sommersa dal solito delirio?

 

…Ti ritrovi a FARE diecimila progetti su altrettante agende/file/strumenti online diversi, tutti bellissimi, grandiosi, entusiasmanti… E alla fine non ne hai finito di scrivere nemmeno uno?

 

Insomma, sei sempre lì a FARE FATICA per arrivare alla fine della giornata, ma finisce che ti senti stremata e senza davvero aver concluso niente, non sei appagata ma solo più in confusione.

 

COME SI FA PER INIZIARE A USCIRNE?

 

Seguimi che ti accompagno a guardare i primi passi chiave per riprendere in mano la tua felicità!

 

1. FARE È UNO DEI MIGLIORI ANESTETICI AL SENTIRE LE TUE EMOZIONI E AL PENSARE IN MODO FUNZIONALE

 

È un buon modo per darti l’illusoria sensazione di liberarti dall’ansia e dalle paure che senti.

 

Purtroppo ha un’efficacia limitatissima, a breve termine, e te ne accorgi perché poco dopo senti la spinta a… Indovina un po? Esatto!

 

Fare qualcos’altro!

 

Cerchi di tenerti in movimento, attivo, allenato – chi si ferma è perduto, no? – ma è un movimento a-finalistico, senza uno scopo o una direzione precisa che finisce per risucchiarti.

 

Insomma… Un gioco neanche troppo bello, sicuramente faticoso che.. Dura poco.

 

MA…

 

2. È ANCHE UNO DEI TUOI MIGLIORI ALLEATI, SE IMPARI A RICONOSCERLO COME SEGNALE CHE SEI ENTRATA NEL LOOP

 

Invece di pensarlo come L’UNICO MODO di gestire il tuo tempo e le tue emozioni, puoi cambiare l’uso che ne fai!

 

Puoi considerarlo come un segnale, il segnale che sei entrata nella solita trappola e dirti che… Stavolta ti puoi attivare per disinnescarla!

 

Come?

 

3. RIPARTI DA TE, basandoti su ciò che conta davvero: TU, LE TUE EMOZIONI, LE TUE AMBIZIONI E I TUOI DESIDERI

 

Un pezzettino, ogni settimana, per costruire e favorire la tua crescita! 

 

Questo è quello che propongo alle persone che seguo nel mio Percorso #10SettimaneXRipartireDaTe

 

Lavorando insieme, fianco a fianco, ti aiuto a liberarti dai pesi sul cuore e a prendere in mano le redini della tua vita con un metodo preciso e ben strutturato.

 

Se vuoi leggere le tante testimonianze delle persone che ho aiutato a ritrovare le coordinate della propria felicità, clicca qui!

SE invece è arrivato per te il momento di USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

Consigli pratici per andare verso la produttività - elena formica

Produttiva senza burn-out? Si-può-fare!

Nel precedente articolo abbiamo parlato delle differenze che ho trovato tra l’essere super-indaffarata e super-produttiva.

 

Questi punti me li sono immaginati come input pratici che ti possono aiutare a stabilire meglio COME arrivare a definire il tuo percorso, senza ritrovarti (di nuovo…?) ad aver finito una settimana di lavoro con un senso di pesantezza e di frustrazione.

 

Meno chiacchiere, più distintivo

 

Le persone indaffarate parlano di quanto siano impegnate (e non riescono a uscire dal loop neanche quando fanno questo…).

Le persone produttive lasciano che le proprie azioni parlino per loro, perché sentirsi produttivi non significa essere produttivi.

 

Quando parli, registri cosa dici

 

Quando emetti un suono, contemporaneamente lo ascolti e il tuo cervello lo registra, al pari delle altre informazioni… lo sapevi?

 

Chi si dichiara indaffarato, (si) ripete spesso quanto poco tempo ha a disposizione, mentre le persone produttive sanno ritagliarsi del tempo per ciò che conta davvero.

 

No multitasking

 

Le persone indaffarate credono che il multitasking sia un chiaro segnale della loro produttività. Facendo cosi “entrano nella tana del Bianconiglio”.

Le persone produttive utilizzano il proprio tempo in modo funzionale alla loro persona e al loro obiettivo.

 

Ci sono svariate tecniche per sopravvivere al multitasking (una che mi ha sempre strappato un sorriso è la “tecnica del Pomodoro”, la conosci?) ma il punto della questione è che…

 

Puoi imparare a darti il permesso di non essere superman o wonder woman e prenderti cura di ogni aspetto del tuo lavoro, con amorevolezza per quello che fai e per te stesso/a!

 

Take your time… e usa l’assertività!

 

Le persone indaffarate le riconosci perché si fanno guidare dalla fretta (nel rispondere ad una mail, nel creare un progetto, nel camminare..).

 

Le persone produttive si prendono il loro tempo, per non interrompere troppo spesso il flusso delle proprie attività, soprattutto se in funzione delle priorità di altre persone.

 

Metti bocca su cosa fanno gli altri?

 

Le persone indaffarate vogliono che le altre persone siano altrettanto impegnate e misurano le ore di attività svolte dagli altri, reagendo con frustrazione (e invidia) se qualcun altro se la prende comoda.

 

Le persone produttive, invece, quando collaborano:

– vogliono che gli altri siano efficienti (e non in linea con le loro aspettative)

 

– valutano gli output che ricevono (e non le persone che li hanno prodotti)

 

– apprezzano quando le persone svolgono con piacere il proprio lavoro.

 

Se parli continuamente del cambiamento, sei lontano dal vederlo accadere

 

Le persone indaffarate parlano dei cambiamenti che vogliono fare e si giustificano con la scusa del “non ho mai tempo per fare quello che davvero voglio!!!”.

 

Le persone produttive, invece, affrontano quei cambiamenti!

 

Se vuoi sentirti capace e fiero/a di affrontare ogni cambiamento a testa alta in breve tempo e con la giusta strategia, senza farti bloccare dall’ansia e dalla paura…

 

Beh, sei nel posto giusto perché mi occupo esattamente di questo! 🙂

 

Nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te  non lavoro con tutti, ma solo con chi è davvero motivato a mettersi sulla strada della felicità.

 

 

Quindi se questo è il tuo caso e ti senti davvero pronta per imparare a vivere libera dai pesi sul cuore, sentendoti di nuovo (o finalmente!) padrona della tua vita…

il tuo prossimo passo È richiedere
la tua chiamata di svolta gratuita con me.

Ci prenderemo 30 min per fare il punto sulla tua situazione attuale e valutare insieme se il mio percorso può essere il ponte che ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi!

produttivi o indaffarati al lavoro - elena formica

Sei Produttiva o Indaffarata quando lavori?

Spesso “darti da fare” ed essere in perenne movimento ti fa sentire attivo/a e produttivo/a… ma non è detto che sia davvero così.

 

Quando ti metti in moto, ti sembra di conoscere perfettamente la tua meta, ma può accadere che ti trovi nella condizione di non sapere come definire il percorso. 

Si, perchè spesso il contesto, le “condizioni meteorologiche”, gli imprevisti possono richiederti continuamente di rinnovarlo o modificarlo.

 

E cosi potresti trovarti ad aver finito una settimana di lavoro con il peso di mille miglia sulle spalle e scoprire di essere stato soltanto un criceto su una ruota, ferma lì al punto di partenza.

 

Per passare da “pieno/a di cose da fare” a “produttivo”, è necessario prima saper cogliere le differenze tra i due stati.

 

Ho sistematizzato per Te alcuni punti-chiave per distinguerli, ecco la prima parte:

 

Mission (im)possible

 

Le persone indaffarate vogliono mostrarsi come persone sicure di sé, che hanno una mission, e non mostrano quindi i propri dubbi.

Le persone produttive hanno una mission
 nella loro vita e non temono di mettere in dubbio le proprie azioni, perché hanno ben chiara la propria destinazione.

 

Priority report

 

Le persone indaffarate hanno un gran numero di priorità, quelle produttive ne hanno di meno.

Ma se hai 3 priorità, hai delle priorità, se ne hai 25 hai un caos.

Henry Ford ha fatto la sua fortuna non tanto costruendo automobili migliori, ma mettendo a punto un sistema migliore per costruire le automobili.

Le persone indaffarate provano a costruire auto migliori, mentre le persone produttive si concentrano sul costruire un buon ecosistema per migliorarle.

 

Yes man (solo quando serve)

 

Le persone indaffarate dicono “sì” con più facilità, le persone produttive lo dicono meno spesso.

È una questione di focus chiaro sui propri valori: tutte le volte che dici si a qualcun altro, invece che a quello che devi fare, ricordati che stai implicitamente dicendo di NO a te stesso.

 

Tieni la “linea pulita”

 

Guardare i cooking show, oltre a insegnarmi la differenza tra una sofisticata bernese e una semplice maionese,  mi ha insegnato questo: non puoi cucinare bene se non hai preparato la “linea” in modo chiaro.

Le persone indaffarate si concentrano sull’azione, chi è produttivo si concentra sul fare chiarezza prima di agire, sfruttando le proprie esperienze personali per capire quali attività intraprendere.

 

Confini definiti

 

Le persone indaffarate tengono tutte i confini aperti per paura di perdere delle occasioni. 

Le persone produttive, invece, si concentrano su un obiettivo alla volta, i confini del proprio spazio (esterno e mentale) sono ben definiti mentre si occupano di ciò che gli sta a cuore.

 

Questa è la prima parte degli spunti che ho sistematizzato per TE, per trasformare la tua giornata e aumentare il tuo senso di autoefficacia.

 

TU che ne pensi? Dove ti incastri con più facilità? Quali sono le tue strategie chiave per aumentare la tua produttività?

 

Se vuoi il mio aiuto per trasformare la tua vita da super-indaffarata a super-produttiva (e soprattutto realizzata e felice),

nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te ho distillato il succo della mia esperienza per farti raggiungere i tuoi risultati!

Sappi che non lavoro con tutti, ma solo con chi è davvero motivato a impegnarsi concretamente per riprendere in mano le redini della propria vita (e tenerle strette)!

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

Ansia e divertimento

Quando sei in ansia a lavoro, a tutto pensi meno che a divertirti, vero?

“Eh certo Elena”, mi dirai, “come faccio a divertirmi, sono a lavoro mica ho tempo per stare a pettinare le bambole”

 

La particolarità dell’ansia è che ti trascina nel futuro. Ti preoccupi di tutto e non riesci a fare niente.

 

Hai mai pensato che l’antidoto a questa situazione potrebbe essere proprio il divertimento?

 

Scommetto di no… Eppure solo quando ci si diverte, si sta nel momento presente e si apre la strada a scoprire qualcosa di nuovo. E questo potrebbe tornarti utile proprio a lavoro!

 

Quando ti diverti, ti alleni a guardare le cose in un altro modo, a cambiare strada con più facilità, a uscire dalla rigidità.

 

Sai perchè? Ce lo dice la parola stessa! 

 

Se mi “di-verto“, verto (giro, mi sposto) altrove, in un’altra direzione, un passettino più in là dalla scomodità, del blocco che sento.

 

E soprattutto, da pre-occuparmi di una situazione futura, torno al presente e inizio a occuparmi di me.

 

Stare in contatto con il piacere è uno dei migliori antidoti al disagio esistenziale e porta immensi benefici proprio in quelle aree di vita che meno associamo con il divertimento.

 

Personalmente ho scoperto che, se cerco il divertimento in quello che faccio, migliora anche la mia produttività e riesco a trovare modi diversi, più leggeri, per fare le attività più noiose (una di queste per me è la contabilità…).

 

Cosa faccio? Tengo a portata di mano qualche mattoncino LEGO e, prima di mettermi davanti al pc, costruisco qualcosa con i pezzi che ho a disposizione. L’odiata contabilità mi pesa decisamente meno!

 

Per ognuno funziona una cosa diversa: prova a individuare la tua!

 

COSA PUOI FARE

 

Immagina una cosa piccola e fattibile DA SUBITO che potrebbe rendere quello che fai più comodo e piacevole per te. Segnatela da qualche parte, ben visibile, come promemoria e…ogni volta che puoi, FALLA!

 

Prima che finisca la giornata, ricordati di fare qualcosa che ti diverte!

 

Go play, enjoy and have fun

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