Sai riconoscere la manipolazione di un love-bomber e non farti fregare - Elena Formica

Lovebombing: non farti fregare!

Sembrava amore, e invece… era Lovebombing.

 

“Come si fa a non cascare in una dinamica di love bombing con un narcisista?”

 

Sai cos’è il LoveBombing?

È quella pratica in cui una nuova conoscenza ti bombarda di attenzioni, messaggi d’amore e promesse eterne.

 

Sembra un corteggiamento serrato, ma c’è molto di più dietro.

 

È una forma sottile di manipolazione in cui l’altro si manifesta come il partner ideale, amico e amante perfetto, con comportamenti che superano ogni tua aspettativa e che ti lasciano interdetta per la loro grandiosità.

 

Ad esempio, ti dice subito che vuole farti conoscere la sua famiglia, pianifica una vacanza romantica, ti chiede di andare a vivere insieme…

 

Tutto il pacchetto ti fa pensare che stai sognando e la bambina che è dentro di te, allevata a pane e Disney, dentro esclama:

 

“Sìììì! lo sapevo! il principe azzurro esiste davvero!”

 

Perché, diciamocelo, se sei cresciuta come me nei primi anni ’90 – sai bene che le “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli” non erano ancora uno strumento educativo accessibile!

 

Di fatto, quello che accade nel Lovebombing non è tanto lontano da quello che fanno gli squali quando girano intorno alla preda.

 

Ti sta prendendo le misure, cogliendo i tuoi punti di vulnerabilità, entrando nel tuo spazio “con la vasellina” delle lusinghe e dell’adorazione.

 

Tutta la pratica avviene solitamente in 5 fasi:

 

1. Piedistallo: tu sei l’unico grande amore della sua vita, mai nessuno come te è riuscita nell’ardua impresa di sbloccare il suo cuore

 

2. Isolamento: tagli i ponti con il mondo esterno quasi senza rendertene conto, come magnetizzata dalla sua presenza. State sempre insieme, non c’è spazio per vedere o sentire nessun altro (nemmeno parenti e amici)

 

3. Controllo, in nome dell’Amore: non puoi più fare determinate cose prima normalissime (es. se davvero mi ami, non esci con quel vestito)

 

4. Disorientamento e distorsione della realtà: quando ci parli, ti sembra di essere in un labirinto – ne esci solo se concordi con lui, l’unica opinione accettabile è il sua… a te, non ti resta che adeguarti

 

5. Leva sul senso di colpa: se le cose vanno male, la colpa sarà sempre e solo la tua, se si arrabbia è perché tu non hai saputo comportarti come lui si aspettava da te (lui lo definirà “normale e giusto”).

 

COME MAI FUNZIONA COSÌ BENE?

 

Non c’entra niente la tua intelligenza, la tua capacità di stare al mondo.

 

Se ti è capitato di aver a che fare con un soggetto del genere, voglio chiarire bene che non si tratta di essere stupida e no, non potevi arrivarci prima (stoppa subito la vocina che ti sta giudicando!).

 

Da una parte si scatena una vera e propria reazione chimica: quando ci interagisci, il cervello rilascia dopamina e una serie di altri ormoni legati alla sensazione di sentirsi appagate. E tu non vuoi smettere di sentirti così bene.

 

Dall’altra, c’è il versante relazionale, per cui – se sei incline a vivere assecondando quello che gli altri pensano di te e a basare la tua autostima sulle conferme esterne – potrebbe essere più facile cadere nel trappolone.

 

QUINDI, COME PUOI RIMANERE SALDA E PADRONA DI TE ANCHE IN QUESTA SITUAZIONE?

 

Domande chiave che puoi farti da subito (e – perché no – sempre quando inizi una relazione!):

 

1. È tutto troppo o sta accadendo troppo presto/in fretta?

 

Mentre ci pensi, ascolta la tua pancia: lei lo sa già, ha già risposto. Respira e ascoltati.

 

Se hai l’impressione che le sue dichiarazioni di amore eterno siano premature, se senti che “te la sta raccontando” un po’ tanto da favola ma tu non ne sei la protagonista (leggi: non ti interpella, non gli interessa sapere tu che vuoi) , fai attenzione, potresti finire a vivere nel sogno di qualcun altro (e nel tuo peggior incubo).

 

2. I miei bisogni e i miei confini sono rispettati? Posso dedicarmi del tempo o so che discuteremo? Posso fare programmi da sola oppure lui pensa per due?

 

Quando hai a che fare con un love bomber è il tuo tempo la prima cosa che viene manipolata: organizza impegni a due senza nemmeno chiederti se sei libera e se avevi già un appuntamento, devi assolutamente disdirlo altrimenti… iniziate a discutere e se la prende.

 

3. Quando provi a dire la tua, diventa freddo e distaccato? Ti fa sentire un’ingrata, come se fossi l’incarnazione di tutti i mali del mondo?

 

Il love bomber non sopporta che l’altra persona possa avere una sua voce nella relazione.

 

Quando sai comunicare in modo assertivo e dire la tua senza abbassare la testa, ti rendi automaticamente impermeabile a questo tipo di dinamica.

 

SE TI SENTI PRONTA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA DELL'ANSIA E VUOI TORNARE A SORRIDERE, LIBERA DAI PESI SUL CUORE E DI NUOVO PADRONA DELLA TUA VITA

Le tue relazioni non vanno mai come vorresti - Elena Formica

Le tue relazioni non vanno mai come vorresti?

Ho qui per te un concetto scomodo e un tip pratico per smettere di buttare energie al vento e riappropriarti di te.

 

Quando aiuto le persone nel mio Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te a diventare padrone di sé nelle relazioni lavorative, familiari e affettive, c’è uno scoglio in cui ci imbattiamo quasi sempre e che desta non poca meraviglia.

 

Crediamo di conoscere chi abbiamo davanti ma di fatto non è così.

 

Cosa voglio dire con questo?

 

Che nella relazione, ci sono io, c’è l’altro.

 

E – purtroppo o per fortuna – l’altro è… fondamentalmente, inconoscibile.

 

Abbiamo spesso la pretesa di sapere cosa sente, pensa, dirà, farà la persona davanti a noi, ma di fatto non è così.

 

Certo, cercare di prevedere, e pre-sumere (cioè assumere prima, il prima possibile) il comportamento dell’altro è di vitale importanza per la nostra sopravvivenza.

 

Viene naturale chiedersi: “Questa persona mi vorrà fare del male? Del bene? Questa relazione mi renderà felice? Triste? Scontenta? Delusa? Soddisfatta? Nutrita?”

 

Sono tutte domande che legittimamente ci poniamo per assicurarci una migliore sopravvivenza.

 

Del resto, l’essere umano è spinto principalmente da due grandi forze: evitare il dolore e ricercare il piacere.

 

Ma c’è un problema.

 

Fatichiamo a dare una risposta in anticipo a queste domande, una risposta che abbia almeno un vago sentore di certezza perché aveva ragione l’amico Lorenzo Il Magnifico “del diman non v’è certezza” e quindi… da esseri umani, cerchiamo di metterci una pezza.

 

Per farlo, facciamo una cosa molto semplice e molto pericolosa, che è quella che poi porta alla maggior parte dei conflitti, delle delusioni, delle aspettative, dei giudizi…

 

Attiviamo la nostra immaginazione e, invece di prenderla come un’ipotesi, la scambiamo per dato certo.

 

Ti faccio qualche esempio, per chiarire cosa intendo, prendendo spunto dalle conversazioni avute nell’ultima settimana con le persone che seguo nel Percorso.

 

Ti è mai capitato di pensare:

 

“Come sempre, gli ho mandato un messaggio, lui ha visualizzato e mi ha risposto dopo tre giorni, quindi non gli interesso”

 

“Mia madre è cosi, si preoccupa sempre per ogni cosa, quindi evito di raccontarle cosa mi succede se no mi manda ancora più in ansia”

 

Riesci a vedere cosa succede?

 

Prendiamo il primo esempio:

 

Mando un messaggio,

L’altro non mi risponde

Non so perché

Vado in allarme

Mancano dati certi, è fastidioso, trovo sollievo immaginandomi la causa (non gli piaccio abbastanza, non mi vuole),

Prendo questa assunzione come dato certo

Sto male, mi sento uno schifo

 

Quando ci mancano informazioni, le cerchiamo disperatamente e colmiamo quel vuoto creando un’immagine dell’altro, assumendo il perché e il per come del suo comportamento.

 

Ci incastriamo perché giochiamo a fare un po’ Dio, ovvero questa immagine ce la creiamo “a nostra immagine e somiglianza”, usando le nostre lenti con cui siamo solite leggere il mondo.

 

Attiviamo una sorta di “cinema” interiore, diamo avvio alla proiezione e, in base alle immagini che ci costruiamo e che vediamo scorrere davanti, impostiamo la nostra relazione e la nostra re-azione.

 

A complicare le cose, succede che l’altro – nostra madre, nostro padre, nostro fratello, il nostro compagno, compagna, amico, vicino… fa la stessa identica cosa.

 

Questa immagine, o meglio questa serie di immagini, le creiamo in base a quanto di disponibile c’è dentro di noi – emozioni, pensieri, giudizi, sentimenti.

 

Come piccoli pezzi di Lego, incastriamo mattoncino su mattoncino, costruiamo la nostra “versione dell’altro” e con quella ci rapportiamo.

 

Cosa fare in questi casi?

 

SOSPENDI IL GIUDIZIO E TORNA A TE.

 

Ovvero, smetti di occuparti dell’altro e inizia a occuparti di te.

 

Invece di andare alla ricerca delle cause del comportamento dell’altro (il perché), sposta l’attenzione sulla tua persona.

 

Cosa senti?

Cosa desideri, per te stessa e da te stessa in questo momento?

Stai assumendo di sapere già tutto della situazione o c’è qualcosa per cui puoi ancora incuriosirti?

Che cosa puoi scoprire se inizi a osservare te stessa con più attenzione?

 

Quando in sessione faccio soffermare i miei pazienti su questo punto, si sentono sollevate perché scoprono che possono rimettersi al centro e dedicarsi a sé, invece di entrare in un loop di disagio e frustrazione.

 

Tutto quello di cui si preoccupavano è farsi capire dall’altro, senza capirsi loro per prime.

 

E questo crea un corto circuito non da poco, da cui è difficile uscire se prima non ti accorgi di quanto ti sta accadendo.

 

guardare a cosa senti e cosa desideri nella relazione, ti aiuta a ritrovare la bussola e una direzione chiara per guidare la tua vita verso i tuoi desideri.

vuoi il mio aiuto per imparare a farlo?
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Cosa stai insegnando agli altri su di te e su come vuoi essere trattata - Elena Formica

Cosa stai insegnando agli altri su di te e su come vuoi essere trattata

Due anni fa, dopo una sessione di specializzazione particolarmente intensa, ho avuto un insight potente che avrebbe cambiato radicalmente la mia vita.

 

Se sei una persona sempre in equilibrio che sente di essere sempre capita e rispettata in ogni momento della tua vita, passa avanti, questo post non fa per te.

 

Se invece hai aspettato questi giorni di festa per poter riprendere fiato dalla folle frenesia che è la tua vita voglio condividere con te quello che ho imparato.

 

Penso che possa aiutarti esattamente come come aiuta ognuna delle persone che ha iniziato il mio percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te.

 

SEI TU CHE INSEGNI AGLI ALTRI COME TRATTARTI.

 

Le persone imparano dal tuo comportamento come agire con te anche quando non dici nulla.

 

Siamo “condannati” come esseri umani ad essere costantemente in comunicazione perché – secondo il primo assioma della comunicazione di P. Watzlawick – “non si può non comunicare”.

 

Questo significa che gli altri imparano come interagire con te, come trattarti in base alla SEMPLICE OSSERVAZIONE di come tu tratti te stessa.

 

Questo ha delle potenti conseguenze nelle relazioni che costruisci ogni giorno, a lavoro, in famiglia, nella tua coppia.

 

Conseguenze che poi ti portano in una spirale da cui è sempre più difficile uscire, in cui ti sembra che gli altri si aspettino da te cose mega-galattiche facendoti sentire impotente, frustrata e costretta a fare sempre di più e sempre meglio.

 

Per lungo tempo ho perseverato con costanza e tenacia a ignorare qualsiasi mia necessità (di riposo, di riflessione, di cura, di accudimento) e mettere davanti gli altri: mi dicevo che era necessario per riuscire a fare “bene” il mio lavoro.

 

Dicevo “bene” ma in realtà intendevo “ottimo, perfetto, stupefacente, oltre ogni aspettativa”… perché questo pensavo fosse la reale richiesta del mio ambiente.

 

Del resto, ogni giorno le cose da fare aumentavano e il solo fatto che venissero affidate a me lo sentivo come un carico di responsabilità da cui non potevo sottrarmi, anzi.

 

Mi sentivo quasi onorata. Hai presente la sensazione?

 

Per cui mi rimboccavo le maniche e facevo, facevo, facevo.

 

Il bello è che funzionava, funzionava benissimo.

 

Per gli altri.

 

Avevano tutti capito perfettamente che bastava chiedere, e gli sarebbe stato dato.

 

È vero, qualche volta mi ringraziavano anche.

 

Ed era una vera festa: ogni minimo riconoscimento era per me come una piccola dose di cioccolato alle nocciole, una sorta di ricompensa altamente motivante.

 

E bastava a riattivare il loop: fare fare fare – poi un piccolo grazie – e si ripartiva.

 

Il mio esserci sempre e comunque insegnava a chi mi stava intorno che poteva continuare così.

 

Non dicevo no, e implicitamente gli davo il mio ok.

 

“Si continua pure, con me lo puoi fare, io ci sarò sempre!”

 

In sostanza:

 

Ero io la prima a chiedermi l’impossibile, perché non avrebbe dovuto farlo il mio capo?

 

Ero io la prima che non prevedevo un momento di riposo, perché avrebbe dovuto pensarci il mio collega a rimandare al lunedì la sua richiesta?

 

È andata avanti fino a che non ho avuto un totale blackout.

 

MA SOLO QUANDO TI DAI IL PERMESSO DI ATTRAVERSARE IL BUIO PUOI METTERE IN EVIDENZA LA TUA LUCE.

 

Mi sono fatta due domande.

 

PROVA A FARLO ANCHE TU.

 

PER CHI LO STAI FACENDO?

PER OTTENERE CHE COSA?

NE VALE LA PENA?

 

Ho visto che non mi stavo davvero occupando di me, mi stavo lasciando vivere per una piccola dose di “cioccolato esistenziale” di tanto in tanto.

 

E SE TI ABITUI A FARTI “PAGARE” DUE NOCCIOLINE (IN SENSO STRETTO E LATO) DIVENTI UNA SCIMMIETTA AMMAESTRATA.

 

Grazie queste domande mi sono svegliata, ho capito che volevo di più e che continuare a vivere così non valeva la pena.

 

Non volevo fare la semplice comparsa della mia vita.

Volevo essere presente e libera.

 

Volevo essere presente nella relazione con il mio fidanzato, con la mia famiglia.

 

Volevo essere capace e libera di insegnare un giorno a mio figlio che ci si può rispettare e amare e contemporaneamente fare il lavoro dei propri sogni.

 

Volevo esserci per me.

 

Ed è questo il mio regalo per te oggi.

Dirti qualcosa di me per ispirarti a fare lo stesso.

 

Puoi farlo, perché so per esperienza che:

 

“TU SEI IL MOTORE DI TUTTO. INIZIA TUTTO DA TE”.

 

Se non ti rispetti, difficilmente gli altri ti rispetteranno;

Se non ti ami, difficilmente gli altri ti ameranno;

Se non ti dai valore, difficilmente gli altri lo vedranno in te;

Se non ti ascolti, difficilmente gli altri ti ascolteranno;

Se non chiarisci i tuoi confini, difficilmente gli altri li preserveranno.

 

Ogni volta che ti ignori, ti dimentichi di te e non ti dai valore stai educando gli altri che va bene comportarsi cosi con te.

 

Se sei arrivata fino a qui a leggere, hai abbastanza tenacia e determinazione da poter spezzare la catena.

 

Lavora su di te, investi sul tesoro prezioso che sei.

 

E quando avrai imparato a darti tu per prima il valore che meriti, gli altri seguiranno di conseguenza.

 

Non sei sola, faccio il tifo per te.

 

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Ricominciare a disegnare la vita senza la paura di sbagliare - Elena Formica

Storia finita? Ecco come ritrovare te stessa!

CHI: Caterina (nome di fantasia, per la privacy), 31 anni, impiegata in azienda nel settore finance & administration in Toscana.

 

PROBLEMA: Caterina è arrivata da me con una storia appena conclusa alle spalle.

 

Nelle giornate interminabili del primo lockdown, sola con se stessa si era trovata, come in una sorta di specchio magico, a chiedersi cosa ci fosse che non andava, cosa ci fosse di sbagliato in lei.

 

Eppure aveva sempre scelto le strade più sicure, quelle “giuste”.

Quelle per cui era impossibile che la giudicassero male.

Si era comportata sempre bene.

 

Un’ottima figlia, una dipendente eccellente e una collega sempre disponibile.

 

Un’ottima fidanzata, che era andata avanti per anni nella sua relazione, anche quando era dura e lei non era pienamente soddisfatta.

 

Un’ottima studentessa, che aveva scelto e portato in fondo il percorso universitario “oggettivamente più giusto” perché dava più prospettive lavorative.

 

Tutto fantastico, fino a che… non si ritrovava più; preda di mille domande sul da farsi, non si sentiva padrona della sua vita.

 

Poi ci siamo incontrate.

 

O meglio – come li definisce lei nel suo messaggio – i “piani divini” ci hanno messo sulla stessa strada.

 

SOLUZIONE: il Percorso 10 Settimane Per Ripartire Da Te, che se sei persa in una vita incasinata, bloccata da ansie e paure, ti aiuta a ritrovare il tuo centro e a sentirti di nuovo felice e padrona della tua vita.

 

RISULTATI: Settimana dopo settimana, ci siamo focalizzate sul nocciolo della questione ed è arrivata la rivelazione (a proposito…lo sapevi che epifania vuol dire proprio questo?)

 

La paura di sbagliare ti frega, perché ti fa scordare di te e di quello che vuoi e… ti fa mettere in primo piano gli altri e i loro desideri, le loro aspirazioni per te.

 

A quel punto, accetti che chiunque ti dica cosa fare e gli credi: come un perfetto sedativo, ti anestetizzi e finisce che ti convinci che la sua idea è meglio della tua, che le tue risposte non sono buone, che i tuoi desideri non contano poi cosi tanto.

 

Anche se questo vuol dire rinunciare alle tue passioni e a dare spazio al tuo piacere, a quello che ti fa stare bene.

 

Caterina ha iniziato a riappropriarsi del suo spazio e della sua felicità rientrando in contatto con una parte di sé che aveva “chiuso in cantina”: la sua parte bambina, piena di desideri e di immaginazione.

 

Grazie al lavoro fatto nel Percorso si è rimessa in gioco.

 

L’ha fatto prima attingendo al potere di passione ormai dimenticata, il disegno, che l’ha letteralmente risvegliata e poi misurandosi nelle piccole e grandi sfide di tutti i giorni, al lavoro e in famiglia.

 

Concedendosi dei momenti giornalieri in cui dare spazio al suo piacere è riuscita a riprendersi la responsabilità della sua vita e delle sue scelte, e a riemergere dalle sabbie mobili.

 

Oggi, invece che dare spazio solo ai doveri, si prende cura di sé e ha ritrovato:

 

– POTERE SUL LAVORO: si è scoperta più performante, perché ha smesso di cercare (e aspettare) l’approvazione dei colleghi e ha messo dei paletti precisi.

 

– SERENITÀ IN FAMIGLIA: ha iniziato a dire di no alle mille richieste che le arrivavano da quando era tornata a vivere in casa con i suoi e sta progettando di andare a vivere da sola

 

– FIDUCIA IN SE STESSA: quest’estate ha viaggiato per la prima volta in compagnia di sé stessa e si è aperta a nuove conoscenze e a nuove esperienze formative/lavorative!

 

Sono super fiera di tutto quello che ha raggiunto, a distanza di tempo faccio ancora il tifo per lei e sono super felice che adesso si metta al primo posto!

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capire e comprendere elena formica

In una relazione felice, capire e comprendere non sono la stessa cosa

In una relazione felice capire e comprendere non sono la stessa cosa.

 

In questi giorni ho scritto un’introduzione a uno dei segreti per una relazione felice: capire e comprendere non sono la stessa cosa.

 

Spesso cadiamo nell’errore di pensare che l’altro abbia i nostri stessi valori, ragioni con le nostre modalità, i nostri criteri, la nostra visione del mondo ed abbia le nostre stesse mappe emotive.

Ma la visione del mondo che ognuno segue, se l’è formata grazie alla propria cultura di appartenenza, alle credenze ereditate in famiglia e alle esperienze acquisite.

 

Capita spesso che quello che senti si trasformi in una domanda orientata a capire quello che ti sta accadendo.

 
 

Perché è capitato proprio a me? Cosa c’è che non va nella mia vita? Perché incontro sempre persone di un certo tipo?

 

Viviamo nella pretesa che l’altro ci capisca o di capire l’altro e diamo poca attenzione alla comprensione; vogliamo riuscire a incasellare nei nostri schemi il suo comportamento, o che la vita fornisca una spiegazione plausibile, un libretto di istruzioni, a quello che ci accade – soprattutto se spiacevole.

 

Capire è qualcosa che si muove a livello cognitivo, di testa. 

 

Capiamo teorie, concetti, situazioni. Ma il nostro sentire non è parte dell’equazione, perchè non è qualcosa di razionale.

Ad esempio, capiamo che il/la nostro/a compagno/a sia stanco/a dopo una giornata di lavoro, ma non sempre lo/la comprendiamo/a. Magari vorremmo comunque che facesse altro dallo stendersi sul divano o dal rimettersi a lavorare al pc quando torna a casa, dopo tutto il giorno che non ci vediamo.

 

E scatta la discussione.

 

Capiamo quando qualche parente ci dice che ci vede ingrassati o dimagrite, ma comunque non sempre la comprendiamo, anzi per lo più ci infastidisce, sentiamo che ci vorrebbe diversi da come siamo e ci irrigidiamo.

 

Comprendere è qualcosa che si fa col cuore, ci permette di unire la riflessione alle emozioni.

 

È creare lo spazio della relazione, è connettere la testa con il cuore. E’ com-prendere se stessi nella relazione, prendersi con sé, per mano e portarsi vicino al cuore.

 

Come si fa in pratica a comprendere?

– è un’operazione intima, che si fa tra sé e sé: per farlo ti puoi connettere a ciò che senti in questo momento, rallentando e soffermandoti sulle tue sensazioni. Guarda al tuo corpo, a come si muove, a quale posizione ha assunto…che noti?

 

è togliere lo sguardo dal contenuto della situazione e portarlo sulla relazione: che relazione stai vivendo? quali sono le regole che governano questa relazione? cosa si sta muovendo dentro di te e tra di voi in questo momento?

è imparare a vedere l’invisibile: parole, parole, parole…ne volano tante..prova ad andare oltre quello che dici/ti viene detto e ascolta le emozioni, gli impliciti. Cosa c’è? tristezza? paura? rabbia? accogli queste emozioni come parte del processo relazionale, da queste puoi partire per instaurare un vero dialogo.

 

La mancanza di felicità in una relazione non è un colpa: è un movimento dell’anima che aspetta accoglienza.

 

Quando ti liberi dal senso di colpa e dal giudizio, trovi una risposta alla tua domanda di felicità.

 

Come incidono questi aspetti nella tua vita? Riesci a mettere in pratica i punti che ti ho scritto sopra? Che difficoltà incontri? Aspetto le tue risposte nei commenti, così possiamo parlare insieme di come aggiustare il tiro!

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Cosa succede quando nella relazione tutto sembra dato per scontato e come iniziare a uscirne - elena formica

Cosa succede quando nella relazione tutto sembra dato per scontato e come iniziare a uscirne

Succede che nelle relazioni (soprattutto quelle che durano da tempo) piano piano ci sembri tutto “dato per scontato”.

 

Un gesto, una parola, un complimento, un’uscita… quelli che all’inizio erano gesti usuali, sembrano essere un lontano miraggio. E tu ti senti trascurata/o, messa da parte…

 

Quando provi a parlarne in questi termini con il tuo partner ti trovi davanti un muro o, peggio, ti sembra che faccia “orecchie da mercante” negando tutto. Eppure tu lo senti che non è più come prima, che la distanza tra voi sta aumentando.

 

Vorresti un messaggio in più, un “mi manchi”, un “ti penso”… sai bene che lo potrebbe fare, perché in passato lo faceva, ma adesso sembra non esserne più capace o… magari non vuole? Il solo pensiero ti fa stare male.

 

Vorresti una bacchetta magica per invertire i ruoli, per far sì che anche lui/lei, come te, senta questa forte paura di perdervi, pensi: “Magari così si renderebbe conto di come sto”

 

Insomma, sei confusa/o. Non sai come comportarti.

 

Non vuoi fare gesti infantili, non vuoi innescare delle ripicche ma senti che è il momento di agire.

 

Come uscirne?

 

Ti propongo alcune domande a cui rispondere, per iniziare la risalita:

 

1. 𝐀𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐞̀ 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐮 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚 𝐥𝐮𝐢/𝐥𝐞𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞… 𝐠𝐢𝐫𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐟𝐚𝐫𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐭𝐞: cosa stai facendo tu per te stesso/a? come ti stai nutrendo, gratificando? Riesci a prenderti del tempo per te? Cosa vorresti fare che non ti stai concedendo?

 

2. 𝐄𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞: parla di quello che senti, di come ti fanno stare i suoi gesti. Dire “sei un egoista perché non mi scrivi mai” arriva come una sentenza, senza possibilità di appello. Quello che senti probabilmente è paura che la vostra relazione non sia più forte come un tempo e non ricevere i suoi messaggi ti provoca nostalgia e tristezza… prova a metterla in termini più concreti, specifici: “quando non mi arriva un tuo messaggio sono triste e ho paura che la nostra relazione possa piano piano rovinarsi” lascia all’altro lo spazio per portare il suo contributo alla comunicazione, comprendendo come stai davvero, senza sentirsi attaccato/a.

 

3. 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨: tutto cambia continuamente, impercettibilmente si modifica. Siamo organismi in continua modificazione, attimo dopo attimo. È un processo, così come è un processo la costruzione di una relazione. Aprire gli occhi e la mente a questo panorama è quello che ti serve per riposizionare questo momento come UN MOMENTO della vostra storia e non LA TOTALITÀ della vostra storia!

 

Se pensi che questa situazione ti riguardi e sia arrivato il momento di avere l’aiuto di un professionista che ti accompagni in questo viaggio, contattami!

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi e in che modo intendi mettere in pratica quello che hai imparato da questo video,

 

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